giovedì 21 giugno 2018

Omelia - Papa Francesco



*Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la  sicurezza nella fase della paura, l'amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell'anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un "no" e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori". È avere il coraggio di dire "Mi dispiace". È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te". È avere la capacità di dire "Ti amo". Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità ... che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza. Non mollare mai ... Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.*_
(Papa Francesco).

lunedì 4 giugno 2018

Anonimo - incoraggia gli altri



Incoraggia gli altri nei loro punti di forza e non sminuirli mai per le loro debolezze. Nel dare forza agli altri, anche tu, diventerai più forte.
Al contrario, modificando gli altri, modificherai solo te stesso. Perchè il colore con cui dipingi una ringhiera è lo stesso colore che ti resta sulle mani

mercoledì 30 maggio 2018

Antoine de Saint-Exupery - Amico mio


Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l'uomo.

mercoledì 14 marzo 2018

. . . Una Vita non Basta . . .


Ti guardo negli occhi, il respiro si blocca...passa un istante ed il cuore si scalda, di un calore inaspettato...mi sento a casa.
Ti fisso e cerco di concentrarmi per dare una spiegazione a questo momento....ma mi tornano in mente solo alcuni ricordi...frammenti di essi...vedo una stanza, un fuoco...tutto sembra molto vecchio. Ti vedo bella come non mai, vestita con indumenti molto particolari, quasi ottocenteschi....mi sento spaesato e mi guardo le mani, vedo una divisa, una divisa militare...è notte...una notte profonda...e senza rumori...si odono solo le tue lacrime e le tue parole tremule....io cerco di spiegarti e di consolarti...ma il mio animo è turbato...il mio disperato. 

Sono pervaso da ansia e dolore...un dolore che non riesco a controllare...ti prendo il viso tra le mie mani....ti sussurro delle parole..."Cercami, non smettere mai di cercarmi...anche se questa vita non bastasse...non smettere mai. Torna da me, torna tra le mie braccia".

All'improvviso torno in me e la visione sparisce. I tuoi occhi sono sempre quelli...immensamente belli...mi sento a casa...finalmente mi hai ritrovato...come ti dissi al tempo..una vita non è bastata...ma siamo tornati a noi...un noi che vince tutto...il tempo...le ere..le avversità.

venerdì 16 dicembre 2016

Nel Ventre di una Madre

​Nel ventre di una madre c'erano due bambini. Uno ha chiesto all'altro:

"ci credi in una vita dopo il parto?"

L'altro ha risposto :

"e' chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi". "sciocchezze", Ha detto il primo.

"non c'è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?"

Il secondo ha detto:
"io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora".

Il primo replicò:
"questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione".

Il secondo ha insistito: "beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico".

Il primo ha contestato: "sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c'è nient'altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte".
"beh, io non so", ha detto il secondo, "ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi".

Il primo ha risposto: "Mamma, tu credi davvero a mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c'è, allora, dov'è ora?"

Il secondo ha detto:
"Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere".
Ha detto il primo: "beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste".

Al che il secondo ha risposto: "a volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù".

Fonte: Il Web

mercoledì 27 aprile 2016

Fabio Castro - Noi da Soli un pomeriggio

Vestiti di pelle coperti di lana
Un disco bisbiglia la nostra canzone
La gente sta oltre i vetri appannati
Non è un dì di festa, ma noi simo qui.
La pioggia che picchia sull' ampia vetrata
Repenti bagliori, e ai tuoni lontani
Ti svegli, mi stringi, poi torni a dormir
Non è un dì di festa e noi siamo qui. 
Dai figli e nel mondo torniamo domani
Sussurro aspettando che il sonno mi prenda
Ti svegli mi baci poi torni a dormir
Non è un dì di festa però siamo qui
Le nuvole in cielo han perso ogni scopo
Si apre il sipario di scena le stelle
La luna ci argenta il nido e la pelle
Non è un dì di festa, ma noi siamo qui
Ed era importante che… fosse … così.


Proprietà letteraria: Fabio Castro, da: “è facile amar se d’amor tu vivi” (1984)

 

giovedì 21 aprile 2016

Ago - Bambino


Abbandonarsi al sonno
con le braccia alzate.

Una resa incondizionata
al dolce Morfeo.

Essere travolti dal riso
o dal pianto.

Provare tutta la gioia e tutto il dolore
del mondo.

Essere nel momento.
Completamente immerso nell’attimo
che mai più ritorna.

Nessun prima. Né poi.

giovedì 14 aprile 2016

giovedì 24 marzo 2016

Rievocazione della Passione di Cristo - Canino (Vt)

Come ogni anno, nella comunità Cristiana, viene celebrata la Morte e Resurrezione di Cristo. In molti paese italiani, proprio nel periodo Pasquale, vengono allestiti eventi e manifestazioni al riguardo.
In questo articolo, voglio parlare di una Rievocazione che si realizza in un piccolo paese del nord del Lazio, nello specifico, a Canino (Vt).
Come ormai consuetudine da 10 anni a questa parte, viene organizzata dal'Associazione Culturale e Folcloristica Gabalan, la Rievocazione della passione di Cristo. Questa associazione ha ripreso in mano "la processione" dopo una sosta durata 7 anni.
Ad oggi, siamo alla decima edizione, il corteo che compone la Rievocazione (parlo in termini di figuranti storici) conta 115 persone. Tra questi, troviamo Sacerdoti, Erode, Erodiade, Pilato, Soldati, Ancelle, Apostoli, Popolo e naturalmente Gesù.

Foto realizzata da Alessandro Propeti
Inizialmente, parlo del 2007, il tutto era molto embrionale, con sceneggiature diciamo "improvvisate" e vestiti e atrezzature di scena, quasi completamente affittate. Ad oggi, invece, come in un piccolo puzzle che ogni anno si ingigantisce sempre di più cercando di completarsi, tutto quello che va in scena, dai cavi della corrente, ai vestiti, armi, armature, ecc è stato acquistato, grazie alle donazioni del popolo caninese.
Infatti, l'assiciazione Gabalan, è totalmente no profit e si sorregge sopra a delle fondamenta formate da volontari e persone sempre disposte a "fare" per realizzare, ogni anno, una Rievocazione "migliore".

Locandina dell'evento 2016
L'evento inizia il Venerdi Santo, quest'anno il 25 marzo 2016, solitamente alle ore 21.00 presso il Monastero di San Francesco, per poi percorrere in silenzio (rotto solo dal rumore della catene e dalle preghiere) o quasi, tutto il paese. Il Corteo solitamente effettua due grandi soste, una al campo di calcio della chiesa di Santa Maria della Neve (per il processo) ed una seconda ed ultima sosta, a San Francesco per effettuare la Crocefissione. 
Durante il processo e la crocefissione, viene riprodotto un audio ed i partecipanti recitano e parlano cercando di far rivivere, al pubblico spettatore, quello che i Testi Sacri narrano, riguardo a questa parte finale della vita di Gesù. Ci sono i momenti dove Gesù viene accusato e poi flagellato, fino al momento che viene messo in croce per poi esalare l'ultimo respiro.
L'atmosfera che si rivive durante questa Rievocazione, specialmente in alcuni momenti, durante il processo e la crocefissione, sono veramenti emozionanti e pieni di patos.
Per chi fosse interessato, trovate il sito ufficiale CLICCANDO QUI e l'Associazione Gabalan e tutto il popolo Caninese vi aspetta a CANINO VENERDI 25 APRILE ALLE ORE 21.00.

lunedì 14 marzo 2016

Angelo Ferracuti - Andare Camminare Lavorare


Un libro molto particolare, che tratta di uno spaccato dell'Itali, raccontato dagli occhi dei portalettere. Un libro che tutti dovremmo leggere. Tratto dal ibro:

"Se un occhio potesse osservarli tutti adesso, in questo stesso istante, li vedrebbe contemporaneamente i tanti portalettere italiani, frenetici su giroscale deserti, impettiti in attesa davanti al cancello di una palazzina residenziale, fermi sulle soglie degli appartamenti, a guardare il cielo, le nuvole, dentro le auto di servizio nelle vie di città o negli scooter lanciati sui rettifili, lentamente avanzare a velocità ridotta sulle stradine solitarie di una campagna coi prati verdi e alberi secolari. Da Chamois allo Zen di Palermo, da Milano a Trepalle, da Castelluccio di Norcia alle città d’arte con le piazze medievali assolate fino ai borghi arroccati sui colli, nelle isole di Ponza e Ventotene, sotto il vulcano dell’Etna, mentre sta piovendo, nevica, o il sole cocente accarezza e brucia i corpi, un esercito di queste donne e uomini sta arrivando nelle case di tutti. Come un piccolo esercito di formiche."