lunedì 28 febbraio 2011

...Speranza...

Sempre uguale, apro gli occhi e vedo sempre la stessa cosa, lo stesso ambiente, ormai sono qui da non ricordo più quanto tempo, ho perso il conto degli anni, dei giorni, delle ore. Ogni istante sembra identico al precedente, tutto quello che mi circondo è di colore neutro, come se una tonalità di colore, anche se pallida avrebbe cambiato tutto, rendendo questa 'prigionia' più sopportabile. All'improvviso sento dei rumoni oltre la porta serrata, che mi divide dall'esterno, che mi separa dalla vita. Poi questi rumoni iniziano a prendere forma, sento e distinguo delle voci, che scherzano tra di loro. Poi i passi si interrompono davanti alla mia porta, nessun saluto per me, soltanto un insulto e un vassoio lurido che passa per la fessura della parta, nessuno mi parla da ormai troppo tempo, neanche più il mio nome mi viene più in mente. Ricordo solo che un tempo ero felice, spensierato. Avevo una famiglia, un banbino unico e speciale, che rendeva belle le mie giornate. Ormai solo il ricordo del passato, che piano si affievolisce sempre più, quelli che un tempo erano ricordi vividi e impressi per sempre nella mia memoria, ormai sono solamente immagini sbiadite e ogni giorno cha passa con meno particolari. Chissà se un giorno verò più la luce del sole,chissà se un giorno uscirò da qui e potrò guardare l' orizzonte, osservere un tramonto o baciare la mia donna. In questo luogo mi hanno tolto tutto, la luce, il cibo, la vita, ma non riusciranno mai a togliermi la voglia di vivere.

venerdì 25 febbraio 2011

...Incroci...

Un detto popolare dice che 'si sà dove si nasce, ma non si sà dove si muore'. E pendo che non c'è nulla di più vero nela vita, nel mondo intero, semplicemente perchè ogni giorno che ci svegliamo e usciamo di casa, oppure c connettiamo su le cat, interagiamo con persone nuove e vecchie, scopriamo cose e arriviamo a livelli impensati. Alcune volte dovremmo fermarci a pensare, a riflettere su tutte le coincidenze che hanno reso possibile quello che è successo fino a quel momento, oppure tutto quello che casualmente, oppure per fortuna, c0 ha portato fino a li, fino a quell'istante. Lecoincidenze secondo me non esistono, secondo me tutto succede per una ragione, chiamatelo fato, chiamatelo Dio o come volete, ma tutto accade per una ragione e sopratutto per una serie infinita di eventi, che può cambiare la nostra concezione di vita, semplicemente uccidendo una farfalla, oppure sceglieno di uscire più tardi del previsto, oppure non uscire per niente. La vita è bella, meravigliosa e sopratutto misteriosa. Un giorno dovrò soffermarmi su quello che è successo durante i miei 26 anni e capire cosa mi ha portato ad essere quello che sono ora, e pensandoci bene alcune persone e situazioni mi vengono in mente proprio ora, chissà che sarebbe successo se un amico di famiglia non mi avesse aiutato in disegno tecnico alle superiori, oppure se avessi scelto scienze umanistiche invece che ingegneria, mha chi lo sò, però un grazie ci sta a tutti quell iche hanno reso possibile i miei traguardi fino ad oggi.

domenica 20 febbraio 2011

I figli degli uomini

Di certo posso dire che non è proprio il film che mi aspettavo. Cioè la trama dice ci proietta nel 2027 e il grande problema di tutto il pianeta è l'infertilità degli umani. Non si riescono a fare bambini, il più giovane è appena morto ed aveva già 18 anni. Ogni nazione cerca di salvaguardare i propri territori, le frontiere sono ipercontrollate e gli immigrati irregolari trattati alla stregua degli ultimi dei criminali. A Londra l'ex attivista, ormai triste burocrate Theo (Clive Owen) si trova però tra le mani la possibilità di dare nuova speranza all'intera umanità. Una profuga con cui viene in contatto infatti è incinta. Io francamente mi aspettavo una film fantacentifico, con querre e anche mostri volendo, ma quello che mi trovo davanti è un fim totalmente diverso, una trama molto corposa, che secondo me poteva essere snocciolata anche in un altra oretta di film, infatti lascia molti punti aperti e inspiegati. Dopo tanto mi trovo davanti scene uniche con telecamere mobili, come se fossimo in un videogioco, e una scena di guerra veramente ben riuscita. Alla fin mi ritropo soddisfatto, anche se non è di certo un genere popolare, o adato a grandi masse di spettatori, per la soddisfazione finale c'è ed anche tanta

sabato 19 febbraio 2011

...Il Pinguino dispettoso...

Un bel giorno di febbraio, mi alzai e dopo aver acceso il pc mi resi conto che un pinguinetto mi faceva capolino dal motore di ricerca. Cosi incuriosito lo salutai e gli proposi di diventare amici, e gli davo in cambio una parte sul mio computer, cosi da giocare, navigare e svagarsi un po insieme, lu accettò subito ed eccoci subito insieme, ma purtroppo non avevo capito subito che era un pinguinetto selvatico, quindi non abituato a comportarsi bene, all'improvviso mi ritrovai in schermi nero e nulla voleva più partire. Rimasi un po alibito, ma poi con un po di caparbietà ripristinai tutto, e provai a farmi capire da questo coinquilino che all'improvviso da nuovo amico, era diventato un ostico ostacolo al mio divertimento multimediale. Dopo qualche giorno, diventammo amici veri, ci capivamo al primo sguardo e tutto quello fa è rapido e senza attese o impallamenti, mi si è aperto un nuovo mondo davanti, il mondo open sorce, e non ho capito come ho fatto a viverci senza fino ad ora, tutto alla portata di mano, community aperte ed esaurienti, certo, non ci sono grandi programmi famosi o blasonati, però ci faccio tutto, perchè tutto quello che mancava è stato creato, compresi gli scherni verso i windowsari e i mcari.
Ubuntu regna, e lo fa senza troppa platealità, questo pinguinetto che era un po ruspante e un po selvatico ora è divantato docile e amabile, come un fido compagno di avventure.

martedì 15 febbraio 2011

Spirits of Karazan

Fantasmi, non avrei mai pensato di dire questa parola. Nella mia vita ho sempre combattuto mostri reali persone, animali e mostri reali, di carne e ossa. Invece ora mi aspetta uno scontro con nemici sconosciuti, presenze non umane, non di questo mondo. Arrivate in queste lande desolate e dimenticate da Dio, mi ritrovo davanti ad un gigantesco cancello, di lato la pietra per summonare i miei conpagni, che appaiono uno alla volta pronti per inoltrarsi nell'ignoto. Tutto intorno c'è la nebbia, l'umidita, l'odore di legno e muschio fradicio e marcio. Aperto il cancello entriamo in questa dimora maestosa, ci troviamo immersi nelle stalle, con cavalli che non sono veri, non sono vivi. Iniziamo la battaglia, presi dallo sgomento, impauriti per questo mostri disumani che ci si prostano davanti, dopo alcuni spettri ci troviamo davanti al cavagliere, Attumen the Huntsman,  che regna in questa parte del castello, in sella al suo fido destriero sembra che nulla può sconfiggerlo, nulla può spodestarlo. Attacchiamo in massa, lo accerchiamo e non gli diamo modo di sfuggire, di difendersi, poco dopo li vediamo entrambi cadere a terra, finalmente abbiamo capito che non sono immortali, le nostre lame, asce, magie possono ferirli, anzi possono sconfiggerli. Passiamo le stanze, saliamo le scale che ci dividono dal prossimo boss, Moroes, il rogue assetato di sangue e senza rispetto di nulla e di nessuno. Entriamo nella sua stanza, immensa con un grande tavolo imbandito e centinaia di spettri che banchettano e si divertono, smetteranno presto. Dopo aver fatto fuori i suoi sciacalli, guardiamo sulla balconata, dove c'è il maledetto che ci osserva, aspetta che facciamo la prima mossa, si nasconde deitro un ghigno malefico che rende nervosi i miei conpagni. All' improvviso ci gettiamo su di lui, iniziamo la battaglia, ma purtroppo è troppo potente, cerchiamo di bloccarlo ma non riusciamo, riesce a scomparire come se nulla fosse proprio sotto i nostri occhi, per poi riapparire e attaccarci senza pietà. Cerciamo di organizzarci, cerchiamo di blocarlo di fermarlo in qualche modo, i tank tengono gli add, e uno fisso sul boss, i curatori usano tutto il mana che hanno nelle vene per tenere in vita i proprio guerrieri, alla fine anche il rogue maledetto cade, finalmente si è tolto dalla faccia quel ghigno malefico. Proseguiamo per i saloni limitrofi, per le scalinate quasi distrutte, per arrivare a terzo boss, Maiden of Virtue, le sue dimensioni soo gigantesche, tutta la sala è illuminata da un apertura sul tetto e una fontana completa la parete davanti al mostro di pietra. Purtropp per lei non ci fermeremo certo li, non ci fermeremo certo ora che siamo quasi arrivati a destinazione. Il gigante cade ai nostri piedi senza vita, come un golem che si scioglie sotto le nostre mani. Proseguiamo nella salita, mentre corriamo mi guardo intorno e vedo quei muri, quelle stanza e quei atri immensi, dove si può ancora assaporare e sentire l'odore e l sapore di feste e banchetti, di sfarzo che ormai è spento, morto proprio come gli spettri hce ci sono ora, spetti che sono rimasti a proteggere e curare questo castello, che un tempo era il diamante dell' Est kingdom. Superiamo gi altri boss uno sopo l'altro passando prima per l'Opera poi per Nigthban, Curator, Terestian Illhoof ed infine Shade, senza troppo pensiero, senza troppa paura, il nostro obiettivo è un altro, il nostro obiettivo è Prince. Finalmente siamo li, entriamo e subito dietro di noi si chiudono le porte che ci dividono tra l'uscita e l'oblio. Il suono sordo delle porte che si chiudono alle notre spalle ci fa sobalzare, come se fossimo bambini impauriti davanti all'uomo nero. In fondo alla terrazza vediamo passeggiare tranquillamente Prince, sicuro e fiero come un vero principe, sovrano del suo castello.
Inizialmente non ci mostra tutta la sua vera forza, tutti i suoi poteri, forse perche l' abbamo preso alla sprovvista o forse perchè non ci ritiene all'altezza. Pian piano però prendiamo sempre più terreno, sempre più padronanza del comabttimento, il boss ci scaglia addosso i suoi elementali di fuoco, che ci tengono occupati, mentre lui si riposa e si riorganizza. Poi ci riattacca e ecco che sfodera le sue temibili asce, affilate e devastanti, i nostri scudi si piegano sotto i suoi attacchi, le nostre difese sembrano sciogliersi come neve al sole, siamo veramente impotenti. All' improvviso tutti si fermano, Prince si arretra, si allontana come se si fosse arreso, come se chiedesse una tregua, come se ci chiedesse di onorare almeno un ultima volta quel posto, senza versare altro sangue, perchè quei posti pieni di vita orai erano lande desolate. Noi ci guardiamo sbigottiti, ed increduli, per la prima volta un boss si ferma in un combattimento, smette di lottare. Accogliamo la sua richiesta sorda e piena di tristezza, il mio sguardo incrocia il suo e in un secondo sento tutto il suo dolore, tutta la sua rabbia per quello che è successo alla sua gente, per quello cheè successo a lui. Ad un suo gesto, le porte dietro le nostre spalle si riapronoe possiamo allontanarci da quella terrazza maledetta. Finalmente sono fuori da quel terribile posto,ormai nulla può bloccarmi, guardo i miei compagni e penso che posso dire di essere stato all'inferno, aver assaporato il dolore e la tristezza di quella povera gente incatenata in quei corpi di spettri, bloccati nel nostro mondo per l'eternità, custodi di un castello stregato dove nessuno vuole passare neanche pochi istanti, figuriamoci l'eternità.

lunedì 14 febbraio 2011

Un Amore di Testimone

Ebbene si, ho il debole per i film d'amore, anzi per le commedie d'amore, questo poi è verametne bello, forsecon il finale un pò scontato ma alla fine mi è piaciuto moltissimo. Domica sera, letto, coperte calde e un bel film, non c'è nulla di meglio, quindi eccomi in pole position, avvio il file e inizio la visione. Il film inizia subito con scene simpatiche e sopratutto di alcun anni nel passato, per poi catapultarti in un fututo odierno. Infatti la trama parla di Tom e Hannah che sono amici da oltre 10 anni, legati da una profonda complicità, lui ha la fama di playboy, mentre lei cerca un uomo con cui sposarsi. Quando Hannah si reca in Scozia per sei settimane, nella sua assenza, Tom si rende conto di amarla, ma ormai è tardi, visto che Hannah si è fidanzata con un ricco e nobile scozzese ed è in procinto di sposarsi. Ma quando la sposa chiederà proprio a Tom di farle da damigella d'onore, l'uomo accetterà solamente per trovare un modo di impedire il matrimonio. Scene roman tiche, buffe animate, un bel filmetto senza pretese, che però riesce a farti passare una bella serata in tranquillità.

lunedì 7 febbraio 2011

Glee - 1° Stagione

Ok devo ammettere che inizialmente non pensavo che fosse una serie da vedere o comunque da dedicargli del tempo. Un bel giorno mentre stavo poltrendo sul divano, il mio coinquilino mi mette su Italia 1 e mi fa vedere una puntata, mi spiega la storia fino a quell' episodio e da qui inizia l'oblio, la fissazione, la magia. Ogni sera mi sintonizzavo in orario per vedere la puntata odierna, e se scasualmente me la perdevo la dovevo assolutamente guardare in streaming. La storia, che prima era stata pensata per un film e poi convertita in serie Tv, parla di Will Schuester, professore di spagnolo alla William McKinley High School, vorrebbe riportare in auge il Glee Club, il gruppo di canto e ballo, ma questa attività extrascolastica non sembra destare l'interesse degli studenti, prevalentemente cheerleader e giocatori di football. Schuester non demorde e riesce a raggruppare un gruppo diversificato di talentuosi ragazzi, considerati "sfigati" dagli altri studenti, creando così le Nuove Direzioni. Nel corso della serie vengono raccontate le vicende dei singoli studenti e dei loro professori, e gli scontri tra il professor Schuester e la competitiva allenatrice delle cheerleaders, Sue Sylvester, che non nasconde la sua preoccupazione quando vengono dati dei tagli ai fondi scolastici, a discapito della sua squadra. Il glee club riesce a vincere le provinciali, ha quindi accesso alle regionali che però non vince. Il club rischia quindi di essere chiuso, come da accordo tra preside e Will Schuester, ma la coach Sue Sylvester si accorge che i ragazzi hanno talento e, anche se non lo ammette, tiene a loro. Obbliga quindi il Preside Figgins a dare al club un altro anno per potersi rifare e vincere le regionali. Il bello è che ogni personaggio è particolare e sono tutti con dei talenti fuori dal comune, la serie ha fatto un successone e non vedo l'ora di guardare la seconda stagione, dove ci saranno puntate con delle star americane come Britney Spears e Gwineth Paltrow. Non vedo proprio l'ora!!!!

sabato 5 febbraio 2011

Maschi contro Femmine

Bè che dire, già a guardare la locandina c'è da pensare subito che questo film sarà una sicurezza, una commedia con la C maiuscola. La trama ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne. Walter (Fabio De Luigi) e Monica (Lucia Ocone) sono una giovane coppia alle prese con il primo figlio. Come molti nella loro situazione, hanno completamente sospeso le loro interazioni sessuali. Chiara (Paola Cortellesi) e Diego (Alessandro Preziosi) sono due vicini di casa. Sono come il giorno e la notte. Marta (Chiara Francini) e Andrea (Nicolas Vaporidis) sono due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento. Marta è lesbica, Andrea è etero, entrambi sono appena stati lasciati sotto lo sguardo divertito del terzo inquilino.Nelle rocambolesche avventure quotidiane dei nostri protagonisti incontriamo gli amici di sempre Marcello (Claudio Bisio) un chirurgo plastico, Piero (Emilio Solfrizzi) un benzinaio divertente e un po' volgare e Anna (Luciana Littizzetto). I minuti passano tranquillamente e senza pesantezza e noia, certo le vene comiche non sono molte, però battute e alcune scene strappano sorrisi. Alla fine la commedia e servita, tutto finisce bene e senza colpi di scena inattesi, un film da vedere e che ti fa passare sicuramente una serata tranquilla, possibilmente anche in compagnia di amici o parenti.

giovedì 3 febbraio 2011

The Kings of Zul'Aman

L'ansia, la frenesia e in parte anche la paura, queste sono le sensazioni che provo davanti a questo gigantesco portone di legno che marca la linea che mi separa dalla bolgia più totale. Tutti i guerrieri sono pronti, sguainano le armi affilate e assetate di sangue, i maghi e lokki preparano le magie e i loro demoni e i dudu effettuano le trasformazioni che più li rispecchiano per effettuare danni apocalittici e cure. Tutto poi cade in un silenzio quasi surreale, tutti in silenzi quasi religioso aspettano che si aprano le porte, che ci faranno cadere in un oblio cosmico, e poi come se tutto si svolgesse in un decimo di secondo, ecco davanti a noi la scalinata di ingresso, tutto inizia da qui!
I miei pensieri tornano a quando ero appena entrato in questo mondo, in questa realtà, e già sentivo i guerrieri, temprati da mille battaglie, che raccontavano le leggende e le storie su Zul'Aman e sul suo re e padrone indiscusso, il temibile Zul'jin. Si passavano le serate nella taverna di Stormwind a descrivere scenari, lotte e mostri che infestavano quelle terre desolate, terre di nessuno. Si narrava di guerrieri , preti e maghi che avevano lottato e vinto il terribile male con solo poche manciate di uomini, ed avevano portato come cimelio, come trofeo, il sangue del demone Zul'jin e come punto di onore armi e armature strappate direttamente dal corpo di questo mostro e dei suoi scagnozzi.
Poi tutto d' un tratto rieccomi qui, pensieri e sogni cancellati in un attimo, perchè ora non è più tempo di divagare di sognare, ora è il tempo di lottare, il tempo di sopravvivere! Scendiamo le scale e in lontananza troviamo dei troll che sono di guardia, ci fiondiamo su di loro senza pietà, senza dargli il modo di pensare e realizzare quello che sta accadendo. Saltiamo le fontane, con i loro vasconi, non possiamo perdere tempo, non possiamo divagare, abbiamo un obiettivo e lo porteremo a termine in un modo o nell'altro. Arriviamo davanti al primo boss, NALORAKK il Dio-Orso di Zul’Aman, anche se ostico, non può nulla contro di noi, contro le nostre armi e magie, i curatori fanno il loro dovere e i tank e dps sono inarrestabili, implacabili. Il boss cade e la strada è libera verso il secondo adepto di Zul'jin, JAN ALAI, appena arrivati, ci scagliamo su di lui, dopo alcuni attimi il mostro ci lancia contro le sue gaurdi, che soggiogate dal suo potere cercano di liberare le aquile che sono imprigionate in un sonno primordiale all'interno delle uova che costeggiano il piazzale dove è ubicato il boss. Dopo alcuni attacchi, il mostro cade ai nostri piedi e scavalcandolo ci avviamo verso gli altri, nessuno ci fermerà, nessuno può ostacolarci.
Infatti cadono uno dopo l'altro, prima AKILZON poi HALAZZI, e infine HEX LORD MALACRASS, ad ogni nostro passo sento sempre di più il respiro forte e il verso rauco di Zul'Jin, sento un' infinità di sensazioni che mi pervadono, che mi inebriano, non riesco più a connettere a collegare i miei movimenti, sò solo che voglio guardarlo negli occhi, vedere cosa si prova a sfidare il demone che racchiude in se tutti gli spiriti della natura, il mostro che da giovane ha occupato le storie e le leggende di cui sono stato sempre incantato. Ed alla fine eccomi qui, davanti a lui, le leggende che lo rendono cosi mostruoso, sono tutte sacrosante e sopratutto vere, il suo corpo è gigantesco e inquietante. Non c'è tempo per ragionare, non c'è tempo per provare paura, indecisione, c' è solo tempo per avanzare per lottare. Attacchiamo, ci gettiamo tutti sul suo corpo, e iniziamo a lottare, è veramente potente, i nostri colpi sembra non lo scalfiscono neanche, lui riesce a trasformarsi a evitare molti nostri attacchi, ad ogni sua trasformazione dobbiamo cambiare tattica, dobbiamo riorganizzarci in una manciata di secondi. Ad ogni sua metamorfosi, noi rispondiamo con colpi su colpi, magie che si mescolano tra loro per aumentare di effetto, guerrieri che uniscono le forze per sferrare attacchi sempre più potenti, fino a che non inizia a vacillare, a indebolirsi, gli spiriti suoi schiavi sono terminati, sconfitti uno per uno, e noi siamo ancora li tutti saldi e uniti, i guerrieri brandiscono le scade e le asce, potenziate dalle magie degli incantatori, i tank fanno scudo sui curatori che ressano e lanciano magie per rigenerare le ferite che ormai ricoprono gran parte dei corpi dei lottatori, e poi accade lo sperato, Zul'Jin cade, Zul'Jin è battuto!!! Increduli ed esultanti ci avviciniamo al suo corpo ancora caldo, che giace inerme a terra, i nostri passi sono lenti, non ci fidiamo di quel demone, ma poi alla fine siamo sicuri, abbiamo vinto. Razziamo il suo corpo, gli strappo dalle sue mani la spada e lo scudo che bramavo da tempo e ci dirigiamo fuori da quel posto orrendo e fetido che tutti descrivevano come l'inferno sulla terra. Una volta fuori, posso rivedere finalmente il sole e pensare che alla fine dopo quest' avventura anche io avrò delle leggende da raccontare ai ragazzi, che in cerchio davanti al fuoco della taverna di Stormwind ci chiederanno, la leggenda di quando i The Guardians diventarono i nuovi re di Zul'Aman.

...Gli ostacoli dell'amore...

C'era una volta in un mondo incantato, una bellissima principessa, in attesa ormai da tanto tempo del suo principe azzurro. Si avvicinava l'età per le nozze e il re e la regina si davano un gran da fare per trovare il degno compagno alla loro bambina. Principi e re di tutto il mondo mandavano foto e messaggeri per presentare al meglio i propri figli, uno di questi, era innamorato della principessa e cercava tutti i modi per farla cadere tra le sue brame, costui marchese di nobili origini e bell'aspetto, purtroppo però vuoto dentro e senza sensibilità. Un giorno girando per le strade dell'impero, vide in lontananza un ragazzo, di bell'aspetto, ma purtroppo vestito di indumenti umili, cioè stava ad indicare che non era di famiglia nobile. La principessa mandò i suoi emissari per tutto il regno per capire chi fosse quel ragazzo, e alla fine scopri che era figlio di un impiegato imperiale addetto allo smistamento dei dispacci, questa notizia rese triste la principessa, infatti il suo futuro marito doveva essere di nobili origini. La dolce donzella si confidò con la propria amica del cuore e damigella, ma quest'ultima gli sconsiglio di continuare a cercare quel ragazzo, e di concedersi con tutta se stessa al marchese, che oltre ad essere una persona potente, era anche perdutamente innamorato di lei. La principessa triste e sconsolata si rinchiuse nelle proprie camere e li rimase per molto tempo, a riflettere del proprio futuro. Un bel giorno il re e la regina preoccupati si recarono nelle camere della principessa e le chiesero cosa l'affliggeva. Dopo le dovute spiegazioni il re parlando con il cuore in mano, spiegò a sua figlia che il vero amore non è dettato dai soldi o dal titolo nobiliare, ma da piccoli sentimenti e vibrazioni che si sentono quando si parla con una persona. la ragazza meditò sulle parole del padre e dopo alcuni giorni si recò a casa del ragazzo che le aveva rubato il cuore e gli chiede se anche lui era innamorato di lei. Lui appena la vide senti un fremito partire dalo stomaco e una serenità soltanto a toccarle le mani, e gli rispose che lei era la ragazza piu' bella che aveva mai visto. Da li a poco le nozze, e una lunga vita insieme, perchè lamore oltrepassa di lunga qualsiasi costrizione umana.

mercoledì 2 febbraio 2011

The Stockade

Essere un livello 70 ben equippato, porta nel lungo periodo a una noia mortale. Sempre le stesse cose, luoghi, armi e mostri. Girando per le lande desolate delle outlands, sentivo come un senso di noia e di apatia che lentamente mi saliva dalle gambe fino alla testa. Però come sempre si dice, la vita è ricca di colpi di scena che neanche ti aspetti, infatti un bel giorno mentre ero intento nella classica ronda delle outlands, all' improviso un wisp rosa cattura la mia attenzione. Una nuova ragazza della mia gilda chiedeva gentilmente se ero libero e disposto ad aiutarla in una missione delle prigioni di stormwind. Francamente non avevo nulla da fare, quindi mi sono detto ' perchè no?!', e dopo due voli con i grifoni e un portale mi ritrovo subito davanti alle stockade, ma della ragazza non c'è traccia, mi affretto per sentire dov'è e sopratutto se incautamente e stupidamente gli fosse venuta in mente l'idea di entrare senza di me dentro la prigione, ma la sua risposta mi strappo un piccolo sorriso, una sensazione che non provavo da tanto tempo. Dopo alcune indicazioni stradali, finalmente la vedo apparire davanti ai miei occhi, una ragazza esile, con lineamenti molto dolci e sensuali, i capelli rigorosamente lunghi e castani le scendevano lungo le spalle, accentuando ancora di piu' la sua fragilità. Mi saluta con un ''ciao...'' fermo e sicuro di se, anche se i suoi occhi traspiravano indecisione e un velo di paura per quello che ci sarebbe aspettato dentro la torre. Dopo i primi convenevoli, decidiamo di entrare, ci dirigiamo all'interno in modo rapido senza lasciare spazio all'indecisione. Appena entrati mi rendo subito conto di come si erano ridotte quelle prigioni, ormai in mano ai carcerati liberi di scorrazzare per le loro stanza, l'aria era praticamente irrespirabile, intrisa di sudore e di altri odori che fortunatamente non riuscivo a distinguere. Estrassi la mia spada, il suo peso eccessivo ormai non mi rendeva piu' i movimenti lenti e prevedibili, e mi spostai davanti alla ragazza cercando di fare scudo con il mio corpo, i priginieri sapevano che eravamo li e non avrebbero tardato ad attaccarci. Scesi i gradini che ci separavano tra l'ingresso e il primo corridoio, ed ecco che inizia la battaglia, stringo la spada con una forza che non sapevo neanche di avere, infliggo colpi devastanti che stordiscono e uccidono i nemici come se fossero di sabbia, all' improviso mi trovo accerchiato e Sumaya lontana da me che indietreggia in un angolo sotto gli attacchi dei carcerati, la situazione inizia una discesa verso l'oblio in modo irreversibile. Devo restare calmo, non posso sbagliare, devo applicare tutto quello che mi è stato insegnato durante gli allenamenti, c'è imballo la vita di una ragazza oltre che la mia, alzo la testa, il mio sguardo incrocia il suo, sento una tepore che mi inonda il corpo, sò che la devo salvare, è troppo importate.
Mi fiondo sui malcapitati che la circondano muovo la spada con colpi precisi e implacabili, i nemici cadono uno dopo l'altro e alla fine gli unici in piedi siamo io e lei, incolumi. Guardo il suo viso, è sconvolta, i capelli spettinali la rendono incantevole, gli sposto le ciocche che gli coprono gli occhi e nel silenzio del nostro respiro la prendo in braccio e la porto fuori da quel tugurio. Quello che avevo promesso a me e a lei ero riuscito a mantenerlo, eravamo salvi e la giornata aveva preso una piega decisamente diversa dal solito, una piega dolce e romantica, come non capitava da tanto tempo. Ero in sua compagnia e c'erano tante cose di cui potevamo e dovevamo parlare. Per la prima volta il tramonto non mi restava indifferente, per la prima volta per me il tramonto era l'alba di un nuovo inizio.

martedì 1 febbraio 2011

...Soccer time...

Freddo, questa è l'unica parola che mi viene in mente, l'unica sensazione che riesco a provare. La borsa è pronta e mancano pochi minuti all'inizio della partita. Arrivo al campo e rimango un pò spiazzato, l'erba sintetica è blu e spicca sotto la luce dei riflettori, devo dire che è un colore un pò particolare per un campo da calcetto però alla fine anche gradevole. Allacciando gli scarpini completo il rito della preparazione nello spogliatoio e mi dirigo al campo, inizio il riscaldamento, e nella mia testa passa il pensiero del freddo che mi attanaglia e mi consiglio vivamente di effettuare un riscaldamento completo, senza lasciare nulla a dopo l'inizio della partita. Inizio i giri di campo, gli allungamenti e i passaggio con i compagni. Finalmente la partita ha inizio, i passaggi si susseguono inesorabili, i giocatori in attacco cercano di smarcarsi per prendere i lanci delle ale, i difensori provano ad ostacolarli ed i portieri cercano di imitare i felini per evitare che i tiri si insacchino in fondo alla rete. I minuti passano e il risultato rimane pressochè invariato, ad un goal di una squadra, ne sussegue immediatamente un altro degli avversari. Allo scadere dei 90 minuti il risultato purtroppo rimane sempre sul pareggio e i giocatori si avviano negli spogliatoi, senza nè vincitori e nè vinti. La stanchezza è tanta, ma un a doccia calda, anzi bollente potrebbe aiutare, pensado anche al fatto che mi aspetta un viaggio di ritorno che caldo non sarà di certo.

#291 - senza trucco nè inganno


La noia di un pomeriggio senza nulla da fare, niente studio, niente impegni incombenti e sopratutto un fine settimana di degno riposo era li tutto per me e cosa c'è di meglio che immergersi nella lettura del proprio fumetto preferito?!Prendo in mano uno dei numeri arretrati che mi restano da leggere e guardo la copertina, di Angelo Stano, dopo una prima analisi preliminare, devo dire che è originale e lascia un pò di mistero e di punti interrogativi, come sempre il protagonista è il nostro Dylan, non è proprio in azione contro qualche mostro mal capitato, ma intrappollato in una gabbia per canarini. Inizio la lettura stando naturalmente attento a non rovinare le copertine, i disegni, di Fabio Celoni, naturalmente sono fatti in maniera perfetta, con chiari scuri veramente stupendi e riescono a coinvolgere il lettore solamente con un primo sguardo. La storia, sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio, scivola via bene, dove una bella assistente, contesa tra due prestigiatori, scatena una vera e propria guerra di magia della quale Dylan Dog, da semplice spettatore, diventa presto parte in causa, quando ritrova il corpo della giovane, assassinata! Per l’Indagatore dell’Incubo non sarà facile scorgere l’incredibile verità celata oltre la fitta coltre di inganni e trucchi messa in piedi dai due illusionisti. E naturalmente i colpi di scena e il finale li lascio in sospeso cosi da non rovinare la lettura a qualche appassionato di DYD che legge queste righe prima dell'albo. Alla fine chiudo l'albo e soddisfatto come sempre lo imbusto e lo ripongo nella libreria, dove lo aspettano tutti gli altri albetti che compongono la mia collezione, come sempre Dylan non mi ha deluso e mi ha tenuto compagnia per una mezzora. grazie Dylan sei sempre un buon compagno per passare dei minuti in tranquillità