martedì 15 febbraio 2011

Spirits of Karazan

Fantasmi, non avrei mai pensato di dire questa parola. Nella mia vita ho sempre combattuto mostri reali persone, animali e mostri reali, di carne e ossa. Invece ora mi aspetta uno scontro con nemici sconosciuti, presenze non umane, non di questo mondo. Arrivate in queste lande desolate e dimenticate da Dio, mi ritrovo davanti ad un gigantesco cancello, di lato la pietra per summonare i miei conpagni, che appaiono uno alla volta pronti per inoltrarsi nell'ignoto. Tutto intorno c'è la nebbia, l'umidita, l'odore di legno e muschio fradicio e marcio. Aperto il cancello entriamo in questa dimora maestosa, ci troviamo immersi nelle stalle, con cavalli che non sono veri, non sono vivi. Iniziamo la battaglia, presi dallo sgomento, impauriti per questo mostri disumani che ci si prostano davanti, dopo alcuni spettri ci troviamo davanti al cavagliere, Attumen the Huntsman,  che regna in questa parte del castello, in sella al suo fido destriero sembra che nulla può sconfiggerlo, nulla può spodestarlo. Attacchiamo in massa, lo accerchiamo e non gli diamo modo di sfuggire, di difendersi, poco dopo li vediamo entrambi cadere a terra, finalmente abbiamo capito che non sono immortali, le nostre lame, asce, magie possono ferirli, anzi possono sconfiggerli. Passiamo le stanze, saliamo le scale che ci dividono dal prossimo boss, Moroes, il rogue assetato di sangue e senza rispetto di nulla e di nessuno. Entriamo nella sua stanza, immensa con un grande tavolo imbandito e centinaia di spettri che banchettano e si divertono, smetteranno presto. Dopo aver fatto fuori i suoi sciacalli, guardiamo sulla balconata, dove c'è il maledetto che ci osserva, aspetta che facciamo la prima mossa, si nasconde deitro un ghigno malefico che rende nervosi i miei conpagni. All' improvviso ci gettiamo su di lui, iniziamo la battaglia, ma purtroppo è troppo potente, cerchiamo di bloccarlo ma non riusciamo, riesce a scomparire come se nulla fosse proprio sotto i nostri occhi, per poi riapparire e attaccarci senza pietà. Cerciamo di organizzarci, cerchiamo di blocarlo di fermarlo in qualche modo, i tank tengono gli add, e uno fisso sul boss, i curatori usano tutto il mana che hanno nelle vene per tenere in vita i proprio guerrieri, alla fine anche il rogue maledetto cade, finalmente si è tolto dalla faccia quel ghigno malefico. Proseguiamo per i saloni limitrofi, per le scalinate quasi distrutte, per arrivare a terzo boss, Maiden of Virtue, le sue dimensioni soo gigantesche, tutta la sala è illuminata da un apertura sul tetto e una fontana completa la parete davanti al mostro di pietra. Purtropp per lei non ci fermeremo certo li, non ci fermeremo certo ora che siamo quasi arrivati a destinazione. Il gigante cade ai nostri piedi senza vita, come un golem che si scioglie sotto le nostre mani. Proseguiamo nella salita, mentre corriamo mi guardo intorno e vedo quei muri, quelle stanza e quei atri immensi, dove si può ancora assaporare e sentire l'odore e l sapore di feste e banchetti, di sfarzo che ormai è spento, morto proprio come gli spettri hce ci sono ora, spetti che sono rimasti a proteggere e curare questo castello, che un tempo era il diamante dell' Est kingdom. Superiamo gi altri boss uno sopo l'altro passando prima per l'Opera poi per Nigthban, Curator, Terestian Illhoof ed infine Shade, senza troppo pensiero, senza troppa paura, il nostro obiettivo è un altro, il nostro obiettivo è Prince. Finalmente siamo li, entriamo e subito dietro di noi si chiudono le porte che ci dividono tra l'uscita e l'oblio. Il suono sordo delle porte che si chiudono alle notre spalle ci fa sobalzare, come se fossimo bambini impauriti davanti all'uomo nero. In fondo alla terrazza vediamo passeggiare tranquillamente Prince, sicuro e fiero come un vero principe, sovrano del suo castello.
Inizialmente non ci mostra tutta la sua vera forza, tutti i suoi poteri, forse perche l' abbamo preso alla sprovvista o forse perchè non ci ritiene all'altezza. Pian piano però prendiamo sempre più terreno, sempre più padronanza del comabttimento, il boss ci scaglia addosso i suoi elementali di fuoco, che ci tengono occupati, mentre lui si riposa e si riorganizza. Poi ci riattacca e ecco che sfodera le sue temibili asce, affilate e devastanti, i nostri scudi si piegano sotto i suoi attacchi, le nostre difese sembrano sciogliersi come neve al sole, siamo veramente impotenti. All' improvviso tutti si fermano, Prince si arretra, si allontana come se si fosse arreso, come se chiedesse una tregua, come se ci chiedesse di onorare almeno un ultima volta quel posto, senza versare altro sangue, perchè quei posti pieni di vita orai erano lande desolate. Noi ci guardiamo sbigottiti, ed increduli, per la prima volta un boss si ferma in un combattimento, smette di lottare. Accogliamo la sua richiesta sorda e piena di tristezza, il mio sguardo incrocia il suo e in un secondo sento tutto il suo dolore, tutta la sua rabbia per quello che è successo alla sua gente, per quello cheè successo a lui. Ad un suo gesto, le porte dietro le nostre spalle si riapronoe possiamo allontanarci da quella terrazza maledetta. Finalmente sono fuori da quel terribile posto,ormai nulla può bloccarmi, guardo i miei compagni e penso che posso dire di essere stato all'inferno, aver assaporato il dolore e la tristezza di quella povera gente incatenata in quei corpi di spettri, bloccati nel nostro mondo per l'eternità, custodi di un castello stregato dove nessuno vuole passare neanche pochi istanti, figuriamoci l'eternità.