venerdì 5 agosto 2011

#294 - Piovono Rane

e bravo il nostro Cava! Per il suo esordio sulla serie-madre sforna una storia divertente e dissacrante come non se ne vedevano da anni!!! Assolutamente migliore de "L'armata di pietra" (oh, mi dispiace per te, ma quella proprio non l'ho digerita! Che ci vuoi fare, sò gusti, no?)
Citazioni gustose sparse per tutta la vicenda (la mia preferita è la già citata a pag.14, una vera chicca!), tutti i "vecchi" clichè (galeone e clarinetto, cinema-pizza-trombata, Groucho, Bloch, quinto senso e mezzo) rispolverati ed utilizzati nel migliore dei modi, in puro "Recchioni-style" (o forse sarebbe più giusto dire "Sclavi-style", ma tant'è che stando agli ultimi tempi quello che più gli è somigliato è il Rrobe, a cui Cavaletto parrebbe affiancarsi alla grande, con questo numero!). Quando ho sentito la cliente-gnocca di turno (tra l'altro veramente una grande gnocca!!!) dire a Dylan: "è così che conduci le tue indagini? andando al cinema?" (le stesse pronunciate da Sybil ne "L'alba dei morti viventi", tanto per intendersi) confesso di aver provato un brivido di nostalgia, mi sembrava di esser tornato a 20 anni fa! Lo so, me lo dico da solo, queste son cazzate grosse come case, ma che ci volete fare? A me basta poco per giocare...e Cavaletto m'ha fatto giocare per un'oretta col mio vecchio Dylan Dog, era ora che qualcuno si decidesse a farlo! :wink:
Ok, i difetti ci sono tutti, un calo di fluidità c'è e pure abbastanza vistoso nella parte centrale, con qualche verbosità "martinmysteriana" di troppo che rallenta lo sgangherato ritmo delle prime 40 pagine, ma il riscatto delle ultime 2 pagine-ribaltone rendono l'albo nel complesso veramente una piacevole lettura, aiutata senza dubbio dal miglior Piccatto mai visto negli ultimi anni, ai livelli di quello visto in "Oltre quella porta" o nello speciale n°18 "La scelta" della Barbato (bellissime le "piogge animali", riprendendo il titolo originariamente pensato per questa storia dall'autore, che in effetti, col senno di poi, calzava di più! Ma ormai la "questione-titoli" sta diventando allarmante, vedere il prossimo numero per credere...)
Insomma, al di là della trama della storia e dei suoi risvolti, con annessi pregi e difetti, ciò che più di ogni altra cosa eleva questo numero al di sopra del mare di piattume che ci ha sommersi da anni, è l'approccio mostrato dall'autore al "personaggio Dylan Dog" e al suo "universo" di comprimari, tic, situazioni e di tutto un pò, che da sempre lo hanno contraddistinto e ne hanno comportato in passato l'enorme successo.
Per il momento (anche se è sempre presto dirlo) da classificare come la migliore del 2011, insieme a "Paranoia" (tra l'altro un tipo di storia completamente diverso) di Ruju nel Maxi appena uscito.