giovedì 11 agosto 2011

#298 - Nella testa del Killer

Una torcia si accende e il fascio di luce che nasce illumina una stanza macabra, affollata di animali imbalsamati ed esposti come trofei su pareti e pavimento. Sul tavolo al centro, strumenti di taglio e cucitura in disordine. Una visione che non può che provocare orrore, anche se chi punta la luce è il nostro amato Indagatore dell’incubo. Ma come ci è finito Dylan Dog in quel buio scantinato di un isolato capanno di caccia?
Tutto è cominciato con uno strano cliente, che pur di essere ascoltato dall’inquilino di Craven Road ha steso Groucho e ha legato ad una sedia l’incolpevole detective. Un cliente sui generis, insomma, che ben presto rivela a Dylan di essere affetto da un tipico caso di sdoppiamento della personalità. Ora buono e modello padre di famiglia e instancabile lavoratore, ora pazzo killer criminale, responsabile di diversi efferati delitti e ricercato in tutto il Regno. Mai sentito parlare del dottor Jekyll e di Mister Hide?
Solo che qui non c’è alcuna trasformazione fisica, nessuna lozione dal colore vivace da bere. Tutta la partita si gioca a livello psicologico, “Nella testa del killer”, come da titolo. E così Dylan per risolvere il caso dovrà penetrarci, in quella testa, e cercare, tra una sorpresa e l’altra, di non finire nella collezione di teste del terribile Buster, l’alter ego cattivo del più calmo e tranquillo Lenny.
Tra lunghi flashback e capovolgimenti di fronte, la vicenda scritta da Giovanni Gualdoni – all’esordio sulla serie regolare di Dylan Dog – scorre veloce e intrigante, supportata com’è dai tratti ora marcati ora sfumati dei disegni di Giovanni Freghieri. Un gran bel modo per avvicinarsi all’ormai imminente numero 300.