lunedì 22 agosto 2011

...I 3 fratelli...

C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole. Dopo qualche tempo i fratelli giunsero a un fiume impetuoso, troppo profondo per guadarlo e troppo pericoloso per attraversarlo a nuoto. Tuttavia erano versati nelle arti magiche, e bastò loro agitare le bacchette per far comparire un ponte sopra le acque infide. Ne avevano percorso metà quando si trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata. E la morte parlò a loro. Era arrabbiata perchè tre nuove vittime l'avevano appena imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la morte era astuta, finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle. Così il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo: una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duello, una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte! Così la morte si avvicinò a un'albero di sambuco sulla riva del fiume, prese un ramo e ne fece una bacchetta che diede al fratello maggiore. Il secondo fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la morte e chiese il potere di richiamare altri dalla morte, così la Morte raccolse un sasso dalla riva del fiume e lo diede al secondo fratello, dicendogli che quel sasso aveva il potere di riportare in vita i morti. Infine la morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Egli era il più giovane e anche il più umile e anche il più saggio dei tre, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio mantello, un mantello dell'invisibilità. Poi la Morte si scansò e consentì ai tre fratelli di attraversare il ponte e di continuare il loro cammino. I tre discuterono a lungo con meraviglia sull'avventura che avevano vissuto e ammirarono i premi che la Morte aveva lasciato loro. A tempo debito i fratelli si separarono e ognuno andò per la sua strada. Il primo fratello viaggiò per un'altra settimana o più, e quando ebbe raggiunto un lontano villaggio andò a cercare un altro mago con cui aveva da tempo una disputa. Armato della bacchetta di sambuco, non potè mancare di vincere il duello che seguì, lasciò il nemico a terra, morto, ed entrò in una locanda, dove si vantò a gran voce della potente bacchetta che aveva sottratto alla Morte in persona e di come l'aveva reso invincibile. Quella stessa notte un altro mago si avvicinò furtivo al giaciglio sul quale dormiva il primo fratello ubriaco fradicio, gli rubò la bacchetta e per buona misura gli tagliò la gola. E fu così che la morte chiamò a se il primo fratello. Nel frattempo, il secondo fratello era tornato a casa propria, dove viveva solo. Estrasse la pietra che aveva il potere di richiamare in vita i morti e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia e stupore, la figura della fanciulla che aveva sperato di sposare prima della sua prematura scomparsa gli apparve subito davanti. Ma era triste e fredda, separata da lui come da un velo. Anche se era tornata nel mondo dei mortali, non ne faceva veramente parte e soffriva. Alla fine il secondo fratello, reso folle dal suo disperato desiderio, si tolse la vita per potersi davvero riunire a lei. E così la morte chiamò a se anche il secondo fratello. Sebbene la morte avesse cercato il terzo fratello per anni e anni, non riuscì mai a trovarlo. Fu solo quando ebbe raggiunto una veneranda età che il fratello più giovane si tolse il mantello e lo regalò a suo figlio. Dopodichè salutò la Morte come fosse una vecchia amica e andò lieto con lei, da pari a pari, congedandosi da questa vita.

Fonte: Harry Potter e i doni della morte