martedì 27 settembre 2011

1.6 - La Guerra degli Antichi

Lo spericolato uso della magia fatto dagli Alti Elfi inviava onde di energia a spirale dal Pozzo dell'Eternità nell'Aldilà Oscuro. Il flusso di onde di energia venne così percepito da terribili menti aliene. Sargeras - il Grande Nemico di tutta la vita, il Distruttore di Mondi - percepì le potenti onde e venne attratto dal loro remoto punto d'origine. Spiando il primordiale mondo di Azeroth e riuscendo a percepire le illimitate energie del Pozzo dell'Eternità, Sargeras fu consumato da un'insaziabile fame. Il grande dio oscuro del Nulla Senza Nome decise di distruggere il mondo nascente e richiamò a sè tutte le energie. Sargeras raccolse a sè la Legione di Fuoco e si diresse verso l'ignaro mondo di Azeroth. La Legione era formata da milioni di demoni urlanti, strappati dai più remoti angoli dell'Universo e affamati di conquiste. I luogotententi di Sargeras, Archimonde il Corruttore e Mannoroth il Distruttore, prepararono i loro seguaci infernali a colpire.

La regina Azshara, travolta dall'immensa estasi della sua magia, cadde vittima dell'innegabile potere di Sargeras e fece un patto per permettergli l'ingresso nel suo mondo.

Azshara
Anche i suoi servitori tra gli Alti Elfi si concessero all'inevitabile corruzione della magia e cominciarono a venerare Sargeras come loro dio. Per dimostrare la loro fedeltà alla Legione, gli Alti Elfi aiutarono la loro regina ad aprire un immenso portale nelle profondità del Pozzo dell'Eternità. Non appena furono terminati tutti i preparativi, Sargeras cominciò la sua catastrofica invasione di Azeroth. I demoni guerrieri della Legione Infuocata irruppero nel mondo attraverso il Pozzo dell'Eternità e presero d'assalto le città assopite degli elfi della notte. Guidati da Archimonde e Mannoroth, la Legione si sprse sulle terre di Kalimdor, lasciandosi alle spalle solo cenere e disperazione. I demoni warlock chiamarono i searing infernal

searing infernal

che precipitarono come diabolici meteoriti sulle guglie delicate dei templi di Kalimdor. Un gruppo di killers infuocati e assetati di sangue, conosciuti come i Doomguard,


Doomguard

marciarono attraverso i campi di Kalimdor, massacrando chiunque incontrassero sul loro cammino. Ammassi di selvaggi, demoniaci felhounds

felhounds

devastarono la campagna senza trovare opposizione. Nonostante i coraggiosi guerrieri Kaldorei fecero di tutto per difendere la loro patria, furono costretti a cedere terreno, metro dopo metro, di fronte al furioso attacco della Legione.Toccò a Malfurion Stormrage trovare aiuto per la sua gente assediata. Stormrage, il cui fratello Illidan

Illidan

praticava la magia degli Alti Elfi, era esasperato dalla crescente corruzione tra le classi più alte. Convincendo Illidan a rinunciare alla sua pericolosa ossessione, Malfurion cominciò a cercare Cenarius e a formare una forza di resistenza. La giovane e bella sacerdotessa Tyrande

Tyrande

fu d'accordo a seguire i due fratelli nel nome di Elune. Nonostante Malfurion e Illidan condividessero un forte sentimento per la sacerdotessa, il cuore di Tyrande apparteneva solamente a Malfurion. Illidan si risentì del romantico sentimento di suo fratello con Tyrande, ma sapeva anche che il dolore del suo cuore era nulla in confronto al dolore della sua assuefazione alla magia. Illidan, cresciuto con la dipendenza delle potenti energie della magia, si sforzò di mantenere il controllo del desiderio travolgente di attingere ancora una volta alle energie del Pozzo. Tuttavia, con il paziente aiuto di Tyrande, fu in grado di trattenersi e di aiutare il fratello a trovare il semidio eremita, Cenarius. Egli, che dimorava nelle sacre Moonglades nel lontano Monte Hyjal, accettò di aiutare gli elfi della notte a trovare gli antichi draghi per ottenere il loro aiuto. I draghi, guidati dal grande leviatano rosso Alexstrasza, accettarono di inviare i loro membri più forti perchè si occupassero dei demoni e dei loro infernali padroni. Illidan, cresciuto con la dipendenza delle potenti energie della magia, si sforzò di mantenere il controllo del desiderio travolgente di attingere ancora una volta alle energie del Pozzo. Tuttavia, con il paziente aiuto di Tyrande, fu in grado di trattenersi e di aiutare il fratello a trovare il semidio eremita, Cenarius. Egli, che dimorava nelle sacre Moonglades nel lontano Monte Hyjal, accettò di aiutare gli elfi della notte a trovare gli antichi draghi per ottenere il loro aiuto. I draghi, guidati dal grande leviatano rosso Alexstrasza, accettarono di inviare i loro membri più forti perchè si occupassero dei demoni e dei loro infernali padroni. Cenarius, richiamando gli spiriti delle foreste incantate, organizzò un esercito di anziani uomini-albero e li condusse contro la Legione in un coraggioso assalto. Man mano che gli alleati degli elfi della notte convergevano al tempio di Azshara ed al Pozzo dell'Eternità, scoppiavano battaglie su ogni fronte. Nonostante la forza dei loro nuovi alleati, Malfurion e i suoi compagni si resero conto che la Legione non poteva essere sconfitta solo con la forza. Man mano che la titanica battaglia infuriava attorno alla capitale di Azshara, la regina attendeva eccitata l'arrivo di Sargeras. Il Signore della Legione si stava preparando ad attraversare il Pozzo dell'Eternità per entrare nel mondo ormai devastato. Quando la sua ombra di inimmaginabili dimensioni si disegnava sempre più vicina alla superficie increspata del Pozzo, Azshara raccolse a sè i più potenti fra gli Alti Elfi suoi seguagi. Solamente unendo i loro poteri magici in un incantesimo focalizzato essi sarebbero stati in grado di creare un passaggio sufficientemente grande per permettere a Sargeras di entrare. Mentre la battaglia infuriava sui terreni brucianti di Kalimdor, si aprì un angosciante serie di eventi. I dettagli di questa storia si sono persi nel tempo, ma si sa che Neltharion, l'Aspetto del Drago della Terra, divenne pazzo durante un combattimento cruciale con la Legione Infuocata. Egli cominciò ad eruttare fiamme e furia dalla sua pelle scura. Chiamando se stesso Deathwing,

Deathwing

il drago bruciante volse le spalle ai propri fratelli e abbandonò i cinque draghi sul campo di battaglia. L'improvviso tradimento di Deathwing fu talmente distruttivo che i cinque draghi rimasti non si ripresero mai completamente. Feriti e scossi, Alexstrasza e gli altri nobili draghi furono costretti ad abbandonare i loro alleati mortali. Malfurion ed i suoi compagni, ora rimasti irrimediabilmente in minoranza, a stento sopravvissero agli attacchi che fecero seguito. Malfurion, convinto che il Pozzo dell'Eternità fosse il cordone ombelicale dei demoni verso il mondo fisico, si convinse che doveva essere distrutto. I suoi compagni, consci del fatto che il Pozzo era la sorgente del loro potere e della loro immortalità, erano terrorizzati dall'eventualità. Ancora una volta fu Tyrande a riconoscere la saggezza della teoria di Malfurion, tanto che convinse Cenarius e i suoi fratelli ad attaccare il tempio di Azshara e trovare un modo per chiudere il Pozzo per sempre.