martedì 27 settembre 2011

1.7 - La Frattura

Conscio che la distruzione del Pozzo gli avrebbe impedito di poter usare mai più la magia, Illidan abbandonò egoisticamente il gruppo e avvertì gli Elfi Alti del piano di Malfurion. A causa della follia procurata dalla sua dipendenza dalla magia e dal pungente risentimento verso la relazione tra suo fratello e Tyrande, Illidan non provava alcun rimorso nel tradire Malfurion e passare dalla parte di Azshara e del suo gruppo. Ma sopra a tutto, Illidan giurò di proteggere il potere del Pozzo con ogni mezzo necessario. Con l'animo devastato dalla partenza del fratello, Malfurion guidò i suoi compagni nel cuore del tempio di Azshara. Non appena essi irruppero nella stanza principale, trovarono gli Elfi Alti nel bel mezzo del loro incantesimo finale. L'incantesimo creato all'unisono aveva generato un vortice instabile di potere che proveniva dalle turbolente profondità del pozzo. Non appena la minacciosa ombra di Sargeras si disegnò sulla superficie, Malfurion ed i suoi alleati attaccarono. Azshara, avvertita da Illidan, era più che preparata a riceverli. Tutti i seguaci più vicini di Malfurion caddero di fronte ai poteri della regina folle. Tyrande, cercando di attaccare Azshara da dietro, fu colta impreparata dalle guardie del corpo di Azshara. Anche se riuscì a sconfiggere le guardie, Tyrande subì dolorose ferite. Quando Malfurion vide cadere il suo amore, fu colto da una furia omicida e decise di porre fine alla vita di Azshara. Mentre la battaglia infuriava dentro e fuori il tempio, Illidan apparve dalle ombre vicino alle rive del grande Pozzo. Avendo con sè una serie di ampolle appositamente costruite, si inginocchiò e riempì ognuna di queste con le acque luccicanti del Pozzo. Convinto che i demoni avrebbero schiacciato la civiltà degli elfi della notte, aveva progettato di rubare la acque sacre e tenere la loro energia per sè. La battaglia che seguì tra Malfurion e Azshara mandò nel caos gli incantesimi tanto attentamente costruiti dagli Elfi Alti. Il vortice ormai instabile nelle profondità del Pozzo esplose e diede il via ad una catastrofica catena di eventi che avrebbe diviso il mondo per sempre. L'enorme esplosione fece oscillare il tempio dalle fondamenta e mandò enormi scosse a squarciare la torturata terra. Mentre nella capitale distrutta infuriava l'orribile battaglia fra la Legione e gli alleati degli elfi della notte, un'enorme onda dal Pozzo dell'Eternità ricadde su se stessa ed il Pozzo collassò. La catastrofica esplosione che ne seguì scosse la terra e oscurò i cieli. Lo shock dell'implosione del Pozzo scosse le fondamenta del mondo, gli oceani si precipitarono a riempire le ferite lasciate sulla terra. Quasi l'ottanta per cento delle terre di Kalimdor furono spazzate via, lasciando solo un pugno di continenti separati circondati dal nuovo, furioso oceano. Al centro di esso, dove una volta giaceva il Pozzo dell'Eternità, vi fu una tumultuosa tempesta di furia marina e caotiche energie. Questa terribile cicatrice, conosciuta come maelstrom,

Maelstrom

non avrebbe mai cessato il suo vorticoso moto. Sarebbe rimasto a costante ricordo della terribile catastrofe... e dell'era utopica che ormai era persa per sempre. In qualche modo, contro ogni previsione, la regina Azshara ed i suoi Elfi Alti riuscirono a sopravvivere alla catastrofe. Torturati e storpiati dalle energie che avevano liberato, Azshara ed i suoi seguaci furono trascinati al di sotto delle acque furiose dall'implosione del Pozzo. Maledetti, essi presero nuove sembianze trasformandosi negli odiosi e serpentini naga.

Naga

La stessa Azshara, invasa dall'odio e dalla furia, divenne un'enorme mostruosità, che rifletteva l'immoralità e la malizia da sempre nascoste nel suo cuore. Laggiù, nelle profondità del Maelstrom, i naga costruirono per sè una nuova città, nazjatar, dalla quale avrebbero ricostruito il loro potere. Ci sarebbero voluti oltre diecimila anni prima che i naga rivelassero la propria esistenza al mondo in superficie.