mercoledì 28 settembre 2011

2.2 - Arathor e le guerre contro i troll

Come gli Alti Elfi combattevano per la vita contro il feroce attacco dei troll, gli sparsi e nomadi umani di Lordaeron combattevano per unificare le terre della propria tribù. Le primitive tribù umane irrompevano l'una negli accampamenti dell'altra tenendo poco conto dell'onore e del fatto che appartenevano alla stessa razza. Solo una tribù, conosciuta come gli Arathi,

Arathi

vide che i troll stavano diventando una minaccia troppo grande perchè potesse essere ignorata. Gli Arathi speravano di riunire tutte le tribù sotto il proprio comando, in modo da poter organizzare un fronte comune contro le bande di troll. Nel corso di sei anni, i furbi Arathi sconfissero strategicamente le tribù rivali. Dopo ogni vittoria, gli Arathi offrivano pace ed uguaglianza ai popoli conquistati; così ottenevano la fedeltà di coloro che avevano sconfitto. Alla fine la tribù Arathi arrivò ad includere molte tribù diverse, facendo ampiamente crescere i ranghi del proprio esercito. Certi di poter contenere la minaccia delle bande di troll o anche dei solitari elfi se necessario, i signori della guerra Arathi decidero di costruire una potente città fortezza nelle regioni meridionali di Lordaeron. La città-stato, chiamata Strom, divenne la capitale della nazione degli Arathi, Arathor. Mentre Arathor prosperava, gli esseri umani di tutto il vasto continente viaggiarono verso la protezione e la sicurezza di Strom. Uniti sotto un'unica bandiera, le tribù umane svilupparono una cultura forte ed ottimistica. Thoradin,

Thoradin

il re di Arathor, venne a sapere che i misteriosi elfi delle terre del nord erano sotto costante assedio dei trolls, ma rifiutò di rischiare la sicurezza della sua gente in difesa dei solitari stranieri. Trascorsero molti mesi prima che si spargessse la voce di una presunta sconfitta degli elfi. Fu solo quando degli esausti ambasciatori di Quel'Thalas raggiunsero Strom che Thoradin realizzò quanto grande fosse in realtà la minaccia dei troll. Gli elfi informarono Thoradin di quanto fosse immenso l'esercito dei troll e gli dissero che una volta che i troll avessero distrutto Quel'Thalas si sarebbero spostati ad attaccare le terre del sud. I disperati elfi, con un urgente bisogno di aiuto militare, accettarono immediatamente di insegnare ad alcuni umani selezionati come maneggiare la magia, in cambio di aiuto contro le bande armate. Thoradin, diffidente di qualsiasi arte magica, accettò di aiutare gli elfi all'occorrenza. Quasi immediatamente giunsero ad Arathor i maghi elfi e cominciarono ad istruire un gruppo di umani sulle vie della magia.
Gli elfi scoprirono che anche se gli umani erano goffi nel maneggiare la magia, possedevano una sorprendente affinità naturale per essa. A cento uomini furono insegnati le basi elementari della magia: nulla di più di quanto fosse strettamente necessario per combattere i troll. Convinti che i loro studenti umani fossero pronti per aiutarli nella lotta, gli elfi lasciarono Strom e viaggiarono verso nord al fianco dei potenti eserciti di re Thoradin. Gli eserciti di elfi e umani si scontrarono con le irrefrenabili bande armate di troll ai piedi delle Alterac Mountains. La battaglia durò parecchi giorni, ma le armate di Arathor non erano mai stanche e mai concessero un metro di terreno all'attacco dei troll. I capi degli elfi ritennero che fosse venuto il momento di rilasciare i poteri della magia sul nemico. I cento maghi umani e una moltitudine di stregoni elfi chiamarono a sè la furia dei cieli e mandarono in fiamme gli eserciti troll. I fuochi elementali impedirono ai troll di rigenerare gli arti mancanti e bruciarono le loro torturate forme dall'interno. Quando le armate dei troll irruppero in un tentativo di fuga, l'esercito di Thoradin li catturò e massacrò ogni singolo soldato. I troll non si ripresero mai completamente da questa sconfitta, e la storia non avrebbe mai più visto sorgere una nazione troll. Rassicurati che Quel'Thalas era salva dalla distruzione, gli elfi fecero un giuramento di lealtà e amicizia con la nazione di Arathor e con la discendenza del suo re, Thoradin. Uomini ed elfi avrebbero alimentato relazioni di pace per gli anni a venire.