mercoledì 28 settembre 2011

2.3 - I Guardiani di Tirisfal

Con l'assenza dei troll dalle terre del nord, gli elfi di Quel'Thalas concentrarono i loro sforzi nel ricostruire la loro gloriosa patria. Le vittoriose armate di Arathor ritornarono a casa dalle più meridionali zone di Strom. La società degli uomini di Arathor crebbe e prosperò, lo stesso Thoradin, spaventato dal fatto che il suo regno potesse disgregarsi se si fosse esteso troppo, lasciò che Strom fosse il centro dell'impero di Arathor. Dopo molti pacifici anni di crescita e commercio, il potente Thoradin morì di vecchiaia, lasciando la più giovane generazione di Arathor libera di espandere l'impero oltre le terre di Strom. I cento maghi originari, a cui furono insegnati i misteri della magia dagli elfi, aumentarono i loro poteri e studiarono con maggiore attenzione le discipline mistiche degli incantesimi. Questi maghi, scelti inizialmente per la loro determinazione ed il nobile spirito, avevano praticato la magia con attenzione e responsabilità; tuttavia tramandarono poteri e segreti ad una nuova generazione, senza esperienza dei rigori della guerra o della necessità di auto-limitarsi. Questi giovani maghi incominciarono ad esercitare la magia per guadagno personale senza nessun responsabilità verso i loro stessi fratelli. Mentre l'impero cresceva e si espandeva verso nuove terre, anche i giovani maghi si diffusero nelle terre meridionali. Esercitando i poteri mistici, i maghi proteggevano i propri fratelli dalle creature selvagge, rendendo possibile costruire nuove città-stato nelle zone selvagge. Ancora una volta, man mano che i loro poteri crescevano, i maghi divennero sempre più egocentrici e isolati dal resto della società. La seconda città-stato di Arathor fu Dalaran,