martedì 18 ottobre 2011

La disfatta di Illidan

L'odore di ferro e sangue arriva forte fin dentro la mia testa. I miei occhi vagano tutt'intorno fino ad arrivare alle figure dei miei compagni. In quel momento posso vedere l'agguerrita scintilla di determinazione nei loro sguardi. Questo è tutto ciò che rimane della loro stessa volontà di continuare a lottare.
Sappiamo tutti che questa notte non è fatta per riposarsi. Ogni singolo istante di vita, ogni singola goccia di sudore versata durante l'allenamento ha portato tutti noi qui, in questo squallido angolo d'inferno. Una volta tempio di una razza antica e gloriosa. Ci siamo spinti fino l'ultimo piano del tempio lasciando dietro di noi miriadi di corpi inermi; i corpi dei nostri nemici. D’un tratto avvertiamo i rumori famelici di uno degli ultimi gruppi di Orchi che ancora non ha assaggiato il freddo acciaio delle nostre lame.
Arrestiamo il nostro passo.
I nostri guerrieri si preparano allo scontro, i nostri curatori si preparano ed i Worlock e maghi iniziano a pronunciare le formule magiche. Nuovamente i miei occhi incrociano quelli dei miei compagni. Impossibile leggere i loro pensieri . . . Solo una fredda determinazione traspare dalla loro anima. . . Ma non c'è tempo. . . L'urlo del nostro guerriero è potente, chiama la carica, e senza dir nulla noi tutti ci lanciamo nello scontro.
Il rumore delle spade che si scontrano è assordante. Solo il fatto di mantenere la concentrazione in questa bolgia di urla e fragore di metallo è un compito troppo difficile da portare a termine. Poi vedo man mano corpi enormi cadere a terra ed in me nasce la consapevolezza che anche l'ultimo ostacolo è superato.
C'è di nuovo silenzio adesso . . . Tutto è cessato all' improvviso . . . Il vento annuncia la sua presenza urlando tra le colonne che cingono tutto l'ambiente . . . Solo il rumore dei nostri passi si può sentire ora. Ritroviamo Akama. Un cenno del capo è sufficiente per affermare la nostra voglia di arrivare fino in fondo.
L'enorme porta si apre davanti a noi e l'attraversiamo in silenzio . . . pronti per qualsiasi evento.
Superiamo l'ultimo gradino e vediamo il signore dei demoni che ci accoglie con la sua voce; come se venisse dall'oltretomba. Ci guarda con disprezzo e superiorità pensando che non siamo alla sua altezza.
In cuor mio spero che si sbagli . . . Inizia il duello che tutti abbiamo temuto e bramato; quel duello che segnerà la nostra morte o la nascita di una nuova epoca per le nostre terre. Descrivere ciò che accadde dal quel momento in poi non è facile . . . Dei turbini di colori ci vorticano intorno; demoni di ogni sorta ci attaccano. La lotta è spasmodica, al limite della concezione umana . . . Le urla disumane di alcuni dei nostri uomini ci danno la forza per continuare. Non abbiamo tempo per arrenderci alla paura.
All'improvviso il nostro nemico si inginocchia, bisbiglia qualcosa d'incomprensibile . . . Alcuni di noi sperano già in una vittoria e così la invocano a gran voce. Purtroppo per noi è solo un inganno, una mera illusione . . . Il corpo del demone muta la sua forma . . . Illidian rivela il suo vero potere . . . Nella sua forma demoniaca ci scaglia contro tutta la sua potenza . . . Noi cerchiamo di non fornirgli un facile bersaglio sparpagliandoci ma nulla dei nostri sforzi serve. La terrazza è completamente irrorata dalla sue energia demoniaca. I nostri shamani ci lanciano le loro magie di cura e con rinnovato vigore i pochi superstiti si scagliano contro il maligno, concentrando tutte le forze in un ultimo e disperato attacco. Poi un boato sordo . . . Illidan si accascia a terra privo di vita.
Ci guardiamo increduli e sconcertati. Mentre le nostre terre ci festeggiano donandoci i primi pallidi Raggi dell'alba, le nostre grida di gioia salgono al cielo a altri scoppiano in pianti di felicità.
Mi avvicino al corpo del demone gli do un calcio con disprezzo, mi volto verso i miei compagni e guardandoli uno ad uno alzo la spada al cielo, lanciano un urlo di vittoria. Li abbraccio ringraziandoli e ricordando che la nostra storia diventerà leggenda . . . Ricordando finalmente che possiamo tornare a casa.