martedì 1 novembre 2011

The War of Shifting Sand - La fine del conflitto


La Guerra delle Sabbie Cangianti continuò per lunghi, strazianti mesi. Shiromar riuscì a sopravvivere battaglia dopo battaglia, ma gli elfi della notte erano sempre sulla difensiva, sempre superati in numero, sempre respinti indietro.
Completamente disperato, Fandral chiese l’aiuto dell’elusiva stirpe dei draghi di bronzo. Il loro iniziale rifiuto di intervenire fu presto ritrattato, quando gli sfacciati Qiraji attaccarono le Caverne del Tempo, casa e regno di Nozdormu il Senza Tempo.
Il figlio di Nozdormu, Anachronos, acconsentì ad unire la stirpe dei draghi di bronzo alla lotta contro i saccheggiatori Qiraji.
Ogni adulto e capace si unì alla causa, e insieme essi iniziarono una campagna militare per riprendere Silithus.
Anche con la forza dei draghi a spalleggiarli, tuttavia, la semplice forza del numero dei Qiraji e dei silithid si dimostrò eccessiva. Eccosì Anachronos chiamò la progenie delle stirpi di draghi rimanenti: Marithra, figlio di Ysera della stirpe dei draghi verdi; Caelestrasz, figlio di Alexstrasza dalla stirpe dei draghi rossi, e Arygos, figliodi Malygos dalla stirpe dei draghi blu.
I dragoni ed i Qiraji alati si scontrarono nel cielo senza nubi sopra Silithus, mentre tutte le forze degli elfi della notte di Kalimdor sfilavano sotto di loro tra le sabbie. Anche così, sembrava che i numeri dei Qiraji e dei silithid fossero infiniti.
Shiromar più tardi sentì voci secondo le quali i draghi, volando sull’antica città da cui erano emersi i Qiraji, avevano visto qualcosa di spaventoso; qualcosa che suggeriva la presenza di una più antica, terrificante entità dietro l’invasione degli insetti.
Forse fu questa rivelazione che spronò i draghi e Fandral a mettere inatto il loro ultimo, disperato piano: bloccare i Qiraji nella citta,erigere una barriera che li confinasse fino al momento in cui venisse scoperto uno stratagemma con maggiori possibilità di successo.
Con l’aiuto delle quattro stirpi di draghi, cominciò l’ultima avanzata verso la città. Shiromar marciò dietro Fandral, mentre i corpi dei Qiraji alati cadevano dal cielo. In alto, sopra di loro, i draghi si sbarazzavano facilmente dei soldati insetti. Come un tutt’uno gli elfi della notte ed i draghi formarono un muro semovente che respinse i Qiraji indietro fino alla città di Ahn’Qiraj.
Ma vicino ai portoni della città le cose cambiarono e tutto quello che le forze combinate furono in grado di fare, fu mantenere la linea. Spingersi oltre sarebbe stato impossibile. Merithra, Caelestrasz ed Arygos decisero di spingersi nella città e trattenere i Qiraji abbastanza a lungo da permettere ad Anachronos, Fandral e i rimanenti druidi e sacerdotesse di creare la barriera magica.
E così i tre draghi ed i loro compagni volarono a capofitto tra le legioni dei Qiraji, nella città dove speravano che il loro sacrificio non sarebbe stato vano.
Fuori dalle porte, Fandral ordinò ai druidi di concentrare le loro energie, mentre Anachronos evocava la barricata incantanta. Dietro le porte, le tre progenie dei draghi soccombero infine alle superiori forze dei Qiraji che si accrescevano sempre più.
Shiromar concentrò le sue energie e chiamò la benedizione di Elune, mentre la barriera si erigeva da sola davanti ai suoi occhi, rocce, pietra e radici sorgevano dalle sabbie, creando una muraglia impenetrabile. Anche i soldati alati che cercavano di volare sopra la barriera si scontrarono con una ostruzione invisibile, che non furono in grado di superare.
I Qiraji rimasti fuori dal muro furono rapidamente uccisi. I loro cadaveri, insieme a quelli di elfi della notte e draghi, ricoprivano le sabbie insanguinate.
Anachronos fece un cenno verso uno scarabero affondato sotto il suo piede. Shiromar vide la creatura congelarsi, appiattirsi, trasformarsi infine in un gong metallico. Le pietre vicino al muro si trasformarono e crearono un supporto sul quale fu messo il gong.
Il maestoso drago quindi prese l’arto mozzato di uno dei suoi compagni caduti. Tenendo l’appendice mozzata e pronunciando una serie d' incantesimi, la trasformò in uno scettro.
Quindi il drago disse a Fandral, che se mai un mortale avesse voluto passare la barriera magica ed accedere all’antica città, avrebbe dovuto solo colpire il gong con lo scettro e i portoni si sarebbero aperti. Quindi diede lo scettro all’Arci-Druido. Fandral guardò in basso, la sua faccia contorta dal disprezzo. “Non voglio avere niente a che fare con Silithus, con i Qiraji e meno che mai con i dannati draghi !” E pronunciando tali parole Fandral sbattè l’oggetto incantato contro i portoni magici – dove esso si infranse in una pioggia di frammenti, e andò via camminando.
“Distruggerai il nostro legame soltanto per il tuo orgoglio?” chiese il drago.
Fandral si girò. “L’anima di mio figlio non troverà conforto in questa vana vittoria, drago. Io lo riavrò. Se anche ci volessero millenni, io riavrò mio figlio!”. Quindi Fandral camminò a grandi passi oltre Shiromar . . . Che poteva rivederlo nella sua mente anche adesso, come se fosse stato ieri e non mille anni prima.
Una per una, tutte le forze di Kalimdor riunite guardarono lei, aspettando. Si lanciò in avanti verso la pedana del gong, passando a fianco di umani e tauren, gnomi e nani e anche troll, razze contro cui la sua aveva combattuto, che erano ora unite per porre fine alla minaccia dei Qiraji una volta per tutte.
Shiromar si fermò alla base dei gradini e prese un respiro profondo. Salì fino alla cima della pedana e esitò solo per un istante. Poi, con un unico potente movimento, colpì il gong con l’antico scettro.