martedì 1 novembre 2011

The War of Shifting Sand - L'inizio del conflitto


Fandral Staghelm guidò la carica, suo figlio Valstann al suo fianco. Avevano scelto la gola, in modo che i loro fianchi fossero coperti dall’interminabile flusso di silithid. Shiromar era appena dietro la prima linea, lanciando incantesimi quanto più in fretta le sue energiele permettevano.
Avevano combattuto, aprendosi la strada fino alla bocca della gola, Fandral e Valstann, accompagnati dalle sentinelle, dai custodi e dalle sacerdotesse più esperti in battaglia, mentre i druidi curavano e lanciavano incantesimi al massimo delle loro capacità. Sembrava che per ogni enorme gruppo di silithid che veniva distrutto, centinaia di altri prendessero il suo posto. Era stato così negli ultimi giorni, da quando per la prima volta si era sentito parlare dell’incursione dei silithid e Fandral aveva suonato la chiamata alle armi.
La sacerdotessa Shiromar e i suoi compagni avevano tutti recuperato abbastanza energia da chiamare la grazia di Elune simultaneamente; ora guardavano un’accecante colonna di luce disintegrare lo sciame che bloccava l’estremità della gola.
Allora, un basso ronzio riempì l’aria. Una dopo l’altra, creature insettoidi volanti – gli alati Qiraji, volarono dall’orlo della goldain giù, attaccando i druidi nelle retrovie.
Fandral guidò le prime linee dalla gola nelle sabbie aperte, camminando sui corpi ammassati dei silithid. L’aria era piena del ronzare dei Qiraji, quando essi scendevano giù e colpivano con le loro appendici uncinate. Fandral si spinse in avanti per permettere alla seconda linea di disperdersi su una zona più ampia.
Quando Shiromar guardò le creste in lontananza, ella vide orde di Qiraji terrestri riversarsi oltre i crinali, come formiche che scendessero da una collina. Una mostruosità torreggiante si muoveva massiccia in vista, agitando membra con artigli, incombendo su tutti, urlando ordini ai soldati insetto.
Tra lo schiamazzare ed il ronzare degli sciami, un suono sembrava ripetersi in presenza del guerriero comandante: Rajaxx, Rajaxx . . . Nonostante Shiromar non capisse le comunicazioni dei Qiraji, sichiedeva se quello non fosse il nome della creatura.
Quando la successiva ondata di Qiraji di avvicinò, un grande corno suonò: da est e da ovest, moltitudini di elfi della notte si riversarono nel campo. Con un grido da gelare il sangue Fandral e Valstann si lanciarono dritti nel cuore dello sciame in arrivo; i due lati si chiusero e si fusero uno nell’altro quando le forze appena arrivate schiacciarono da entrambi i fianchi.
Shiromar si sentì sicura della vittoria; ma mentre le ombre si allungavano e la notte diventava giorno, la battaglia continuò. Nel centro della mischia, Fandral, Valstann ed il generale Qiraji si scontravano con furore disperato.
Evitando di poco diversi attacchi dei Qiraji alati, si girò a guardare dove il generale e suo figlio combattevano. Il numero dei Qiraji andava diminuendo, ed il loro generale sembrò rendersene conto, per cui con un potente salto si allontanò, presso le creste dove Fandral l’aveva visto la prima volta. Da lì scomparve e le poche creature insetto rimanenti furono presto sconfitte.
Quella sera furono decisi dei turni di guardia per permettere alle forze degli elfi della notte di riposare. Fandral sapeva che la minaccia Qiraji non era ancora estinta, e si aspettava che la battaglia cominciasse di nuovo la mattina seguente. Per tutta la notte Shiromar dormì solo per brevi periodi, la campana della battaglia che ancora risuonava nelle sue orecchie, nonostante il deserto circostante fosse silenzioso.
Col giorno, le truppe si riformarono e si misero in cammino per i crinali, ma qui furono accolti da una quiete innaturale. Shiromar scrutò l’orizzonte, ma dei Qiraji e dei silithid non c’era traccia. Mentre Fandral si preparava per avanzare, un messaggero arrivò con tristi notizie: il villaggio di Southwind era sotto attacco.
Fandral prese in considerazione l’ipotesi di ritirare indietro le truppe per difendere il villaggio, ma sapeva che una tale azione avrebbe soltanto lasciato una porta aperta per l’invasione dei Qiraji rimanenti. Ancora non avevano una minima idea del reale numero degli insetti e nemmeno se avevano già visto tutto quello che questa nuova razza aveva da usare contro di loro.