martedì 1 novembre 2011

The War of Shifting Sand - Prologo


Il sole di mezzogiorno proiettava il suo sguardo spietato sulle sabbie di Silithus, mettendo alla prova le moltitudini che formavano i ranghi fuori dal Muro dello Scarabeo.
Continuò il suo passaggio, ma alla massa raccolta sotto, sembrava che la sfera rovente si fosse fermata per continuare a lanciare spietate ondate di calore, finchè le vaste armate non avessero collassato per l’esposizione ad una tale temperatura.
In mezzo alle irrequiete formazioni un'elfa della notte stava da sola, in muta contemplazione. I suoi compagni la guardavano con ammirazione; alcuni, con rispetto quasi reverenziale. Gli altri che si erano adunati lì – un assortimento di rappresentanti di ogni razza di ogni terraconosciuta nel mondo – la guardavano attraverso i loro pregiudizi razziali. Dopo tutto, la sanguinosa faida che metteva gli elfi della notte contro i troll, i tauren ed i loro simili, durava da secoli.
Tuttavia, aldilà della loro fazione, tutti coloro che erano venuti a combattere quel giorno condividevano un sentimento per l’elfa: il rispetto. Shiromar era come il sole sopra di loro: impassibile, incrollabile, indomita. Queste qualità gli erano servite negli ultimi mesi, dandole la forza necessaria a continuare quando tutto sembrava perduto; quando la missione sembrava non finire mai; e quando i suoi compagni si erano semplicemente arresi.
C’erano stati il guardiano e le Caverne del Tempo; c’era stato il drago di bronzo ed il Broodlord e i nidi brulicanti d’insetti; poi c’erano stati i frammenti ed i loro custodi, gli antichi draghi, nessuno dei quali avrebbe rinunciato facilmente alla sua carica. Coercizione, ingenuità, e qualche volta pura violenza, tutti erano stati usati per portare a termine il compito.
E tutto ciò per un oggetto, l’oggetto che anche ora era stretto tra le mani di Shiromar: lo Scettro delle Sabbie Cangianti, ricostruito infine, dopo mille anni.
Alla fine, tutte le strade avevano portato qui, a Silithus, e ai portoni del Muro dello Scarabeo. Qui, dove lo Scettro era stato distrutto.
Shiromar guardò in su verso il cielo e ricordò di un tempo in cui il sole era stato oscurato dai draghi; quando i Qiraji e i silithid sciamavano sulle legioni degli elfi della notte in ondate che sembravano eterne; quando la speranza sembrava soltanto un’ombra. Sembrava che nessuno sarebbe sopravvissuto a quei mesi terribili; eppure lei era qui, in piedi di fronte alla barriera che aveva salvato le loro vite tanti anni prima, durante la Guerra delle Sabbie Cangianti.