domenica 11 dicembre 2011

#303 - Il divoratore di ossa

Eastweek è un cimitero particolare: abbandonato da anni, in via di smantellamento e abitato da poche ossa ma molti fantasmi. Fantasmi appunto, tanti, logorroici, insistenti e decisamente poco cordiali con gli avventori del fatiscente sepolcreto.
Quello che sorprende nella storia di Eastweek non sono tanto gli omicidi, le morti, e le sparizioni, quanto piuttosto la piega cha prendono, fin da subito, le indagini. È comprensibile che gli sfortunati operai si rivolgano a Dylan dopo le prime sospette sparizioni dei loro colleghi; lo è un po’ meno, ma ugualmente accettabile, che anche Bloch, in preda al terrore di veder sfumare la pensione, coinvolga Dylan e che accetti le sue strampalate supposizioni. Un po’ meno comprensibile è la scelta di Dylan, che da subito, esclude una qualunque ipotesi razionale, cercando sempre e solo la via del paranormale. La prima persona da Dylan interrogata sulla vicenda è il Signor Culling (pagina 21). La figura poco socievole, burbera e schiva dell’ex custode del cimitero si vede rivolgere dall’Indagatore esclusivamente domande inerenti al coinvolgimento nella vicenda di spettri e simili, magari poco felici del trattamento riservato alle loro ossa dalla ditta appaltatrice intenta a trasformare l’area in un parco. Le ricerche seguenti poi mostrano un Dylan particolarmente concentrato nella ricerca di "fantasmi". È lui stesso ad esplicarlo a pagina 26. L’idea di un serial killer, di un complotto lobbista, o comunque di un qualunque risvolto meno trascendente non viene mai presa in considerazione. Eppure ricordiamo Dylan per il suo proverbiale (apparente) scetticismo. Certo siamo in un cimitero abbandonato, ma il solito Dylan era abituato alla diffidenza, poneva il paranormale come ultima delle ipotesi e solitamente cedeva all’idea (che pur lo attanagliava dal primo istante) solo quando finiva per sbatterci contro. Qui la sua convinzione precede di gran lunga il suo effettivo incontro con i fantasmi che, infatti, non lo sorprendono e non lo spaventano minimamente.