mercoledì 25 gennaio 2012

. . . Imperdonabilmente in ritardo . . .

L' universo é dominato dal caos.
Tutto quello che accade non ha sempre una ragione.
A questa teoria inizio a crederci anche io.
Mi sono sempre svegliato la mattina convinto di poter controllare tutto quello che mi accade, convinto di essere l'artefice dei miei incontri, dei miei comportamenti.
Per questo e molto altro mi sto chiedendo perché sono qui, sulla riva di questo laghetto,  con in mano un mazzetto di fiori . . . Perché non sono a casa o forse, meglio ancora, con gli amici a giocare a non so cosa?!
Forse solo ora, guardando la mia immagine sfuocata riflettersi nell'acqua, capisco che sono innamorato di te.
Tutto iniziò per gioco, come uno scherzo, in un piccolo pub di periferia . . . Una scommessa con gli amici ed io che cerco di strappati un numero di telefono che forse non avrei mai più usato . . . Per fortuna la mattina seguente mi hai chiamato accertandoti che il mio numero fosse quello giusto e chiedendomi di uscire . . . Non ho mai ringraziato il Signore come in quel momento.
Il tutto per arrivare a questo momento, in questo preciso punto.
Per essere all'altezza ho dovuto fare l'impossibile. Sono arrivato un'ora prima semplicemente per mettere in serie le idee, le cose da dire, cercando di togliere dai tuoi ricordi le sciocchezze dell'altra sera . . . Ma non ho tempo . . . Lo sguardo vola verso di te cinta da un vestitino bianco e da una borsetta nera. Non posso vedere altro.
In quel preciso istante ho capito che non ero arrivato in anticipo ma semplicemente in ritardo perché ho impiegato più di 20 anni per trovarti . . .