sabato 31 marzo 2012

. . . Se i peccati... fossero pietre . . .

Due donne si recarono da un saggio, che aveva fama di santo, per chiedere qualche consiglio sulla vita spirituale. Una pensava di essere una grande peccatrice. Nei primi anni del suo matrimonio aveva tradito la fiducia del marito. Non riusciva a dimenticare quella colpa, anche se poi si era sempre comportata in modo irreprensibile, e continuava a torturarsi per il rimorso. La seconda invece, che era sempre vissuta nel rispetto delle leggi, si sentiva perfettamente innocente e in pace con se stessa. Il saggio si fece raccontare la vita di tutte e due. La prima raccontò tra le lacrime la sua grossa colpa. Diceva, singhiozzando, che per lei non poteva esserci perdono, perché troppo grande era il suo peccato. La seconda disse che non aveva particolari peccati da confessare. Il sant'uomo si rivolse alla prima: «Figliola, vai a cercare una pietra, la più pesante e grossa che riesci a sollevare e portamela qui». Poi, rivolto alla seconda: «E tu, portami tante pietre quante riesci a tenerne in grembo, ma che siano piccole». Le due donne sì affrettarono a eseguire l'ordine del saggio. La prima tornò con una grossa pietra, la seconda con un'enorme borsa piena di piccoli sassi. Il saggio guardò le pietre e poi disse: «Ora dovete fare un'altra cosa: riportate le pietre dove le avete prese, ma badate bene di rimettere ognuna di esse nel posto esatto dove l'avete presa. Poi tornate da me». Pazientemente, le due donne cercarono di eseguire l'ordine del saggio. La prima trovò facilmente il punto dove aveva preso la pietrona e la rimise a posto. La seconda invece girava invano, cercando di ricordarsi dove aveva raccattato le piccole pietre della sua borsa. Era chiaramente un compito impossibile e tornò mortificata dal saggio con tutte le sue pietre. Il sant'uomo sorrise e disse: «Succede la stessa cosa con i peccati. Tu, - disse rivolto alla prima donna - hai facilmente rimesso a posto la tua pietra perché sapevi dove l'avevi presa: hai riconosciuto il tuo peccato, hai ascoltato umilmente i rimproveri della gente e della tua coscienza, e hai riparato grazie al tuo pentimento. Tu, invece, - disse alla seconda - non sai dove hai preso tutte le tue pietre, come non hai saputo accorgerti dei tuoi piccoli peccati. Magari hai condannato le grosse colpe degli altri e sei rimasta invischiata nelle tue, perché non hai saputo vederle».
Fonte: il Web

mercoledì 28 marzo 2012

Anonimo - Differenze tra sesso e amore


La differenza tra il sesso e l’amore è che il sesso svuota, l’amore riempie.

. . . Il lupo che è in noi . . .

Un vecchio Cherokee era seduto davanti al tramonto con suo nipote:

" Nonno perché gli uomini combattono?"

Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma. 

"Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."

"Quali lupi, nonno?"

"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé"

Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.

"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."

Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.

"E l'altro?"

"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."

Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.

"E quale vince?"

Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.

"Quello che NUTRI DI PIU'".

Fonte: "Io sono Dio" di Giorgio Faletti

martedì 27 marzo 2012

Alfredo Iembo - Nostalgia


Semplici e sinceri
Dedico a te
i miei pensieri
Asciugo lacrime
goccia dopo goccia
Portate da questa fredda pioggia
Che non cessa di cadere sul pavimento
Lì dove ti ho donato il mio cuore
Su un vassoio d’argento

domenica 25 marzo 2012

. . . Il coraggio di tagliare i rami . . .

Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato. «E l'altro?» chiese il re. «Mi dispiace, sire, ma l'altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell'albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli il cibo». Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco. Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno poté schiodare il falco dal suo ramo. Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull'albero, giorno e notte. Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema. Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino. «Portatemi l'autore di questo miracolo» ordinò. Poco dopo gli presentarono un giovane contadino. «Tu hai fatto volare il falco? Come hai fatto? Sei un mago, per caso?» gli chiese il re. Intimidito e felice, il giovane spiegò: «Non è stato difficile, maestà. Io ho semplicemente tagliato il ramo. Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare!»

Fonte: Il web

mercoledì 21 marzo 2012

. . . Il sassolino . . .


Il potente re Milinda disse al vecchio sacerdote:

“Tu dici che l’uomo che ha compiuto tutto il male possibile per cent’anni e prima di morire chiede perdono a Dio, otterrà di rinascere in cielo. Se invece uno compie un solo delitto e non si pente, finirà all’inferno. E’ giusto questo? Cento delitti sono più leggeri di uno?” 

Il vecchio sacerdote rispose al re: 

“Se prendo un sassolino grosso così, e lo depongo sulla superficie del lago, andrà a fondo o galleggerà?” 

“Andrà a fondo”, rispose il re. 

“E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, andranno a fondo o galleggeranno?”

“Galleggeranno”. 

“Allora cento pietre e una barca sono più leggere di un sassolino?” 

Il re non sapeva che cosa rispondere. E il vecchio spiegò:

“Così, o re, avviene agli uomini. Un uomo anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non cadrà nell’inferno. Invece l’uomo che fa il male anche una volta sola, e non ricorre alla misericordia di Dio, andrà perduto”.

Fonte: il web

giovedì 15 marzo 2012

. . . La fede nel quarto dito . . .

Una leggenda cinese è riuscita a spiegare in una maniera molto convincente: Il pollice rappresenta i genitori. L'indice rappresenta i fratelli, sorelle e amici. Il dito medio rappresenta te stesso. L'anulare (quarto dito) rappresenta il tuo coniuge. Il mignolo rappresenta i tuoi figli.
Ora unisci le tue mani, palmo contro palmo, poi unisci un dito medio all'altro facendo in maniera che essi puntino verso te.

Ora tenta separare in maniera parallela i tuoi pollici (genitori) noterai che si separano xké i tuoi genitori non sono destinati a vivere con te sino alla tua morte, unisci le dita nuovamente.
Ora faccia lo stesso con gli indicatori (fratelli, sorelle e amici) anche essi si separano xké loro se ne vanno ognuno alla ricerca del suo destino, unisci nuovamente le dita. Ora tenta separare i mignoli (figli) anch'essi si separano xké i figli crescono e quando possono farcela da soli se ne vanno, unisci nuovamente le dita.
Finalmente prova a separare le dita anulare (coniuge)e ti sorprenderai quando non riuscirai assolutamente separale. Questo è dovuto al fato che una coppia è destinata a stare assieme sino a l'ultimo giorno della loro vita, ed è per questo che la fede si usa nel quarto dito. 

Fonte: il web

martedì 13 marzo 2012

Ice - Dolci sogni


Lascio la mia notte
nelle tue mani,
veglia se puoi
da dove sospiri
ed attraverso
i vetri dei tuoi occhi
vedimi in te
come io ti vedo. . .

lunedì 12 marzo 2012

Biagio Antonacci - Ti dedico tutto


Ogni volta ti guardo e capisco il regalo l’abitudine spesso sbiadisce i colori [...] tu mi hai preso la mano e mi hai detto proviamo cosa abbiamo da perdere è tutto già scritto, io ti ascolto sognare io sono nel sogno è per questo che adesso ti dedico tutto [...] la passione è la forza che lega le teste e a quei corpi noiosi da spirito e luce, se mi fermo a pensare agli errori che ho fatto mi si spengono gli occhi e mi cerco nel sonno, io ci credo davvero non sei solo sesso, sei conquista e traguardo involucro vero
dove vengo a nascondermi quando mi pento è per questo che adesso ti dedico tutto [...]

domenica 11 marzo 2012

Gabriele D'annunzio - Stringiti a me

Stringiti a me, abbandonati a me, sicura. Io non ti mancherò e tu non mi mancherai. Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile. Non ti chiudere a me, non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento! Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena. Lasciami sperare che io potrei consolarti. Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato. Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto. Parlami e ti risponderò sempre senza mentire. Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!

venerdì 9 marzo 2012

Ernest Hemingway - Un cuore da bambino


Avere un cuore da bambino non è una vergogna. È un onore. Un uomo deve comportarsi da uomo. Deve sempre combattere, preferibilmente e saggiamente, con le probabilità a suo favore, ma in caso di necessità deve combattere anche contro qualunque probabilità e senza preoccuparsi dell'esito. Deve seguire i propri usi e le proprie leggi tribali, e quando non può, deve accettare la punizione prevista da queste leggi. Ma non gli si deve dire come un rimprovero che ha conservato un cuore da bambino, un'onestà da bambino, una freschezza e una nobiltà da bambino.

Anonimo - Più gelido del freddo


C'è qualcosa di più gelido del freddo stesso...e si trova nel cuore di chi ferisce deliberatamente, senza pudore, senza ripensamenti...chi sfrutta una donna solo per il sesso, chi cerca un amico solo per bisogno e chi uccide un animale solo per il gusto di farlo. Quello che ha nel petto non è un cuore, è un pezzo di ghiaccio freddo da far paura

giovedì 8 marzo 2012

Madre Teresa di Calcutta - Donna


Donna...Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però  non trattenerti mai!!!

lunedì 5 marzo 2012

. . . Gli Occhi del Chimico . . .

Era la moglie di un famoso e celebrato scienziato, candidato al premio Nobel per la chimica. Ma era una donna sola e triste per le continue assenze del marito, che saltava da un aereo all'altro e da una conferenza all'altra. Quando sorprendeva la moglie a piangere, il professore reagiva in modo duro e scostante. Un giorno, vedendo le lacrime scorrere sul viso della donna, l'uomo le passò bruscamente un dito sulla guancia e raccolse una lacrima. Avvicinò il dito al volto della moglie e freddamente disse: "A che ti serve piangere? Guarda: le lacrime sono solo un po' di albumina, sodio, calcio, lisozima, glucosio, qualche proteina, carbonio... in quantità ridicola. Che cos'è una lacrima? Un'inutile secrezione di acqua sporca". 

Troppo spesso guardiamo gli altri con gli occhi del chimico. In questo modo, hanno ragione quelli che dicono che il corpo umano è soltanto una quantità di grasso sufficiente per produrre sette pezzi di sapone, abbastanza ferro per produrre un chiodo di media grandezza, una quantità di fosforo sufficiente per allestire duemila capocchie di fiammiferi, abbastanza zolfo per liberarsi dalle proprie pulci...  E allora l'amore è solo una reazione chimica, una specie di malattia, gli esseri umani una merce in vendita, il mondo dello spirito una forma di stupidità...
Autore: Bruno Ferrero - Libro: Ma Noi Abbiamo le Ali

venerdì 2 marzo 2012

Jerome Salinger - L'uomo


Ciò che distingue l’uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l’uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa.