martedì 26 giugno 2012

Vella Arena - Le onde del mare

Quando l’ultima stella
ci sorprenderà abbracciati.
Quando fermeremo la barca dei sogni,
per viverli . . .
ci daranno alloggio
per un tempo che conta l’eternità.
Quando mi specchierò
nei tuoi occhi verdi
e vi vedrò il lago d’immenso
che ha dato vita al cuore mio…
quando avremo le mani sugli occhi
e, al buio, cercandoci,
ci troveremo, allora…
allora si fermeranno le onde del mare . . .

lunedì 25 giugno 2012

Tommaso Ferraris - Mi innamoro io

Mi dissero che per farla innamorare dovevo farla ridere, ma ogni volta che ride mi innamoro io

Inconvenienti

Mi  scuso anticipatamente per post senza molto senso o con sfondo pubblicitario, che ho tempestivamente cancellato, ma un virus mi ha ''infettato'' le caselle mail e quindi anche il blog collegato ad esse è stato interessato . . . per capire se un post è mio, naturalmente avrà un immagine e sopratutto farà parte di una categoria, non posto mai solo link o cose di questo genere, il tutto di solito è accompagnato da testi elaborati fatti da me . . . se vedere post con link isolati, non apriteli per nessun motivo . . . Scusate ancora per l'inconveniente.

venerdì 22 giugno 2012

. . . Una casa di passaggio . . .

Era una casa di corte di fine ‘800, intonacata alla meglio, ed era sempre là che ci aspettava. Distava appena un centinaio di metri da noi e rispecchiava la meta unica delle nostre continue evasioni. C’era sempre qualcosa da andare a chiedere a Zia Carmina o a Nonna Maria. Così si chiamavano le donne della mia infanzia e con mia madre hanno contribuito a creare nella mia mente di bambina quello che sarebbe stato il mio ideale femminile. Donne diverse dal comune perché speciali agli occhi avidi di conoscenza delle nipoti.
Quattro passi di corsa per arrivare lì col fiatone e col sorriso stampato in faccia. Il cancello in ferro sverniciato e arrugginito era abitualmente aperto per accogliere ma non trattenere nessuno: era un via vai continuo di zie e parenti che andavano a fare un salutino ai vecchi della famiglia e ripartivano rigorosamente con un ricordino di quella visita ordinaria. Abitualmente erano fiori i doni di nonna Maria: i profumati giacinti spuntavano annualmente nelle aiuole. Poi in piena primavera il profumo cambiava e diventava ancora più importante: mughetti. Io e mia sorella ci divertivamo da matte sotto il pino secolare a raccoglier fiori e quando non riuscivamo più a trattenerli nelle mani era il momento di entrare in cucina e avvolgere il gambo nell’alluminio per preservarne la freschezza. A maggio poi arrivava l’apoteosi del profumo delle rose. Ne potevi trovare di tutti i tipi. Non erano particolarmente curate nell’aspetto ma quelle rose sapevano d’amore. Così qualche volta il foglio di alluminio incartava anche ramoscelli pungenti e noi ripartivamo con il nostro carico prezioso.
In estate poi veniva il momento dei gladioli e così in ogni stagione quel piccolo giardino riservava le sue sorprese ad ogni ospite di passaggio per un saluto e per un bicchiere di vino. Nessun adulto se ne andava senza. Zia Carmìna beveva il suo Lambrusco personale, quasi a segnalare la sua indipendenza dalla famiglia numerosa con la quale da sempre divideva casa. Carmìna era la sorella maggiore di nonno Giuseppe, primo uomo ad avere la macchina nel paese e credo unico taxista della zona. Non si era mai sposata zia Rosa, Carmìna, ma aveva contribuito attivamente alla crescita di cinque  figlie femmine e tre figli maschi del tanto amato fratello. La sua piccola pensione le permetteva di acquistare giornalmente i suoi capricci dall’ambulante: prosciutto cotto, pane biscotto e un pacchetto di patatine per le sue nipotine, oltre ovviamente al suo Lambrusco.
Ci amava in modo speciale, forse beneficiarie di un affetto speciale provato per nostro padre, figlio maschio più giovane della famiglia. La zia ci conduceva all’uscita posteriore con un pretesto, lontano dagli occhi indiscreti della cognata, e ci consegnava quel pacchettino di paradiso. Salate e croccanti cadevano in bocca una dopo l’altra.
D’estate avevamo tutto il giorno per divertirci in corse tra le sedie, sotto il grande tavolo, dentro e fuori casa. Alla fine silenzio… era l’ora della preghiera. Non erano ammesse chiacchiere né disturbi. Nonna Maria e Zia Carmina si sedevano nelle loro sedie affiancate e sgranavano Ave Maria e poi altre litanie, che io non ricordavo mai, e poi ancora Ave Maria e ancora litanie… quindi veniva il momento delle storie. Era la zia a prendersi il compito di tramandare le vicende che avevano segnato il loro vissuto, nonna invece più schiva e riservata si occupava delle pentole che bollivano e dei fagiolini da raccogliere. Ne avrebbe portato in casa dall’orto una cesta piena e poi altre ancora dentro il grembiule annodato a dovere. Giù tutto sopra il tavolo ad indicare che chiacchierando potevamo anche renderci utili.
Così zia Carmìna ci raccontava fatti di guerra, di fame, di sofferenza e di tanta paura degli aerei carichi di bombe, tanto realistici da inculcare quella tensione all’impressionabile Cristina, mia sorella maggiore, terrorizzata ad ogni passaggio dei possenti Hercules in fase di atterraggio al vicino Dal Molin. Erano scuri, pesanti e non appena ne  percepiva la presenza si infilava sotto il primo riparo che trovava in attesa che la zona si sgombrasse. Era un po’ ridicola nei suoi atteggiamenti ma dava la sensazione di quello che avevano provato i nostri avi durante la guerra. Potenza dell’immedesimazione! La zia sapeva coinvolgerci nelle storie che drammatizzava e bastava la sensibilità marcata di mia sorella per rendere tutto reale. Io non potevo far altro che desistere da quelle paure, d’altronde c’era già una sorella sotto attacco.
Adesso, a trent’anni suonati, osservo il ciclo della vita attraverso lo sguardo curioso di mia figlia che gioca a carte con la nonna e la nostalgia per quella casa di passaggio mi avvolge. Ripenso a quelle donne così forti e speciali che tanto ci davano e che non chiedevano altro che un po’ di freschezza per quelle gambe gonfie e stanche, e un po’ di allegria per quegli occhi che tanto dolore avevano visto.

Autore: Greta, raccontioltre.it

giovedì 21 giugno 2012

Dalai Lama - Il primo obiettivo

Il nostro primo obiettivo nella nostra vita è aiutare gli altri . . . se non puoi aiutarli, almeno non fermali

SKIP - BO Castaway Caper

Gioco di carte molto leggero e sopratutto interattivo, come ad esempio il solitario o spider di windows . . . Il gioco, ha anche una breve storia introduttiva, dove con il nostro arrivo sull'isola hai scatenato la furia del Grande Vulcano di SKIP-BO Castaway Caper. Placa l'ira del Vulcano vincendo 10 entusiasmanti sfide a SKIP-BO . . . Più la modalita speed skip-bo e la sezione dei team, dove si gioca in squadre . . . lo scopo è fare clic e trascina una delle carte del mazzo base o che hai in mano e mettila in sequenza sui mazzi crescenti, fino a 12. Gioca tutte le tue carte prima dei tuoi avversari. Se siete appassionati di giochi di carte, non potete lasciavelo scappare

martedì 19 giugno 2012

Anonimo - Ci sono giorni

Ci sono giorni pieni di vento . . . ci sono giorni pieni di rabbia . . . ci sono giorni pieni di lacrime . . . e poi ci sono giorni pieni d' amore che ti danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

Grand Theft Auto 3

Il gioco è ambientato a Liberty City nel 2001. Qui s’impersona un personaggio muto, di nome Claude. Claude aveva progettato un assalto alla banca di Liberty, con la sua ragazza Catalina (già comparsa come fidanzata dapprima di Carl Johnson, protagonista di GTA: San Andreas, e poi dello stesso Claude. Claude è presente anche in San Andreas nella missione Farewell, my love..., dove Carl Johnson dovrà sfidarlo in una gara. GTA San Andreas infatti si svolge 9 anni prima di GTA 3, ma è stato pubblicato dopo di quest'ultimo gioco). Durante la rapina Catalina spara a tradimento a Claude e si porta via il denaro assieme a un certo Miguel, ma Claude sopravvive e viene arrestato. Durante il trasporto al penitenziario, esso è attaccato dal Cartello Colombiano, Claude ne approfitta per scappare insieme a 8 Ball (un esperto in esplosivi). Grazie alle conoscenze di quest'ultimo riuscirà a trovare un lavoro negli ambienti malavitosi, in poco tempo conoscerà i membri più potenti della famiglia Leone: il boss Salvatore (che è poi ricomparso in GTA: San Andreas, 9 anni prima dove era stato imbrogliato da Carl Johnson che aveva rapinato il Casinò del boss), il figlio Joey (che in passato dava compiti a Carl Jonhson quando era ancora a Liberty City), Toni Cipriani (il protagonista di Grand Theft Auto: Liberty City Stories), Luigi Goterelli e la fidanzata del boss, Maria Latore (che aveva conosciuto il boss Salvatore in GTA: San Andreas). Il Don informa Claude che nella città sta girando una nuova droga, lo SPANK, prodotta dal Cartello Colombiano. Pedinando un traditore della famiglia Leone scoprirete che la fabbrica dello SPANK si trova su una nave container nel porto di Liberty e al comando dei Colombiani c’è un uomo di nome Miguel e la sua ragazza, che non sarà altro che Catalina! Su ordine di Salvatore fa saltare insieme a 8 Ball la nave-fabbrica, dopo questa missione Salvatore chiede a Claude di distruggere un'auto con delle cervella spalmate sul parabrezza (un omaggio a Pulp Fiction, il celebre film di Quentin Tarantino) ma quando è sul punto di salire sul veicolo viene avvisato da Maria: Salvatore li vuole morti perché lei ha confessato a quest'ultimo di essere innamorata di Claude. Fortunatamente riescono a salvarsi grazie a un’amica di Maria, Asuka Kasen, sorella di Kenji Kasen, capo della Yakuza. Dopo aver regolato i conti con la Mafia e aver eliminato Salvatore, Asuka decide di aiutare Claude a eliminare lo SPANK e Catalina. Dopo aver svolto qualche missione per la Yakuza e per un poliziotto corrotto di nome Ray, viene contattato da un impresario edile, Donald Love (personaggio che comparirà anche in GTA: Vice City e in GTA: Liberty City Stories che ordina a Claude di eliminare Kenji Kasen spacciandosi per un membro del Cartello Colombiano, in modo da far scoppiare una guerra e abbassare i prezzi degli immobili. Una volta fatto gli affida un'altra missione in cui chiede di recuperare un pacco all’aeroporto di Liberty; una volta arrivato sul posto Claude scoprirà che il Cartello aveva un forte interesse per il pacco, infatti l’ha rubato portandolo in un luogo sconosciuto, ma dopo aver eliminato i colombiani scopre un furgone che riporta la scritta “Panlantic Construction”, un’impresa edile di Liberty. Dopo aver raggiunto il cantiere della Panlantic, scopre che non è altro che il quartier generale del Cartello e dopo aver ingaggiato una difficoltosa sparatoria con i colombiani, riesce ad arrivare sul tetto, dove ha un faccia a faccia con Catalina e Miguel. Quest’ultimo vuole consegnare il pacco a Claude ma Catalina gli spara alle spalle ferendolo e scappa. Nel frattempo arriva Asuka, fuori di sé perché pensa che sia stato il Cartello a uccidere suo fratello. Dopo aver torturato sadicamente Miguel per strappargli qualche informazione Asuka scopre che Catalina ha messo in giro tre squadre della morte per Liberty, e che vuole che Claude funga da esca per attirarli verso gli uomini di Asuka.
Dopo aver superato un certo numero di missioni di Asuka, Claude viene richiamato al cantiere della Panlatic; scopre che Catalina è stata li, ha ucciso Asuka e Miguel, rapito Maria e pretende un riscatto di 500.000 dollari. Raggiunta la villa di Catalina, luogo dello scambio, Claude viene derubato e spogliato delle armi. Uscito a fatica dalla villa, vede Catalina che sta scappando in elicottero e che ha portato Maria e gli ultimi colombiani nella diga Cochrane. Una volta raggiunta la diga, l’elicottero scatena l’inferno ma grazie a un Bazooka, Claude riesce ad abbatterlo uccidendo la sua ex. Ritrovata Maria, lei inizia a ringraziarlo con estrema insistenza finché non cominciano i crediti, lo schermo sfuma in una dissolvenza di chiusura e si
sente un misterioso sparo che (presumibilmente) uccide la malcapitata.

Assassin' s Creed

Desmond Miles vive nel 2012 e lavora come barista, viene catturato e portato dentro un edificio da dei ricercatori dell'Abstergo per condurre delle ricerche.
Hanno infatti scoperto che lui era un membro della "setta" degli Assassini che, nel 2012, si nascondono e restano per lo più in incognito. L'abstergo sta conducendo esperimenti con una macchina chiamata Animus, che collega le persone con i loro antenati, facendogli rivivere determinati eventi vissuti. L'antenato di Desmond è Altair, assassino che vive all'epoca della Terra Crociata in Terra Santa.
L'abstergo decide quindi di "usare" le memorie di Desmond per trovare dei determinati artefatti, con cui Altair e la setta degli assassini sono venuti in contatto in quel periodo.
Iniziano quindi a fargli rivivere determianti momenti, in cui Altair uccide personaggi più o meno famosi.
Il capo degli assassini, Al Mualim, incarica Altair di uccidere nove persone, tutti e nove accusati di crimini orribili, di sfruttare la popolazione, ridurli in schiavitù, fare embarghi etc. Altair però inizia ad avere sempre più dubbi ad ogni omicidio, visto che ognuna delle persone che uccide non sembra affatto pentita, anzi,
sembra sicura che le sue azioni oltre che ottime, serviranno ad un futuro migliore. Altair va quindi ad uccidere l'ultimo bersaglio, Roberto di Sable, lui però gli rivela che a trovare il tesoro non furono nove persone, ma dieci e prima di morire gli spiega che il decimo è proprio Al Muhalim. Altair torna quindi a Masyaf e chiede
spiegazioni al gran maestro degli assassini, che intanto sta usando il "tesoro" per tenere sotto controllo (mentalmente) tutta la città. Altair ed alcuni assassini ( i pochi ancora lucidi) cercano quindi di capire che cosa è successo, Al Muhalim in realtà voleva il tesoro per sè, e voleva che Altair uccidesse gli altri nove che erano venuti a conoscenza del tesoro e del suo poter proprio per poterlo usare da solo. Altair uccide quindi Al muhalim e prende il tesoro, non riesce però a distruggerlo, non avendone la forza ma appare una mappa che mostra tutti i punti dove si trovano i vari tesori dei templari, sparsi per il mondo. Desmond viene fatto uscire dall'animus, e non viene uccido solo perché lucy, collaboratrice e ricercatrice per l'abstergo ( e assassina in realtà, anche se solo desmond lo sa ) convince gli altri che potrà essergli ancora utile.
desmond torna quindi nella sua stanza, dove trova delle strane scritte, date, disegni, scritti con il sangue e visibili solo con una particolare tecnica (occhio dell'aquila) nota solo agli asssassini e che ora desmond, grazie alla completa fusione con altair, padroneggia perfettamente.

mercoledì 13 giugno 2012

Sandra Carresi - C'è un vento

 
C’è un vento
che soffia di notte
e porta collane
intrecciate di pene.

C’è un vento

che soffia di notte
e porta coperte
a riparo da ansie
che rubano il sonno.

C’è un vento
che porta la quiete,
arriva con l’alba,
concilia la danza notturna,
aprendo al mattino,
soluzioni
alle fatiche del giorno.

C’è un vento
che soffia di notte
e di giorno,
sussurra da sempre,
certezze del cuore.

martedì 12 giugno 2012

Bruce Lee - Siate padroni di voi stessi

Siate padroni di voi stessi e non schiavi degli altri . . .in un gregge di pecore tutte uguali dovete tutte seguire la prima . . . voi siate diversi, distinguetevi dalla massa e non diventate cloni degli altri . . . ricordatevi che voi siete unici e inimitabili.

giovedì 7 giugno 2012

P. Tarantini - Gli amici


Gli amici sono come le foglie degli alberi... Negli inverni della vita, quelli falsi ci lasciano cadendo sulla terra... quelli veri ci tengono per mano...attaccati ai nostri rami...in attesa di rifiorire con noi.

Panini - Il libro di Cain

Lettura fantasy, incentrata sull' universo di Diablo, infatto a pochi giorni dall'uscita del terzo capitolo, nelle librerie ecco approdato il volume rilegato del diario di Cain . . . per chi non lo conoscesse, questo personaggio è la voce guida di tutti i videogames di Diablo. Quindi per i fan come me della serie, non posono lasciarsi scappare questo volume, ben rilegato e composta da pagine che ricordano molto le pergamene antiche . . . Purtroppo devo sconsigliarlo a chi non conosce il videogames perchè non capirebbe il tutto, anche se diciamo che ricorda molto un' enciclopedia, dove sono spegati minuziosamente tutte le varie vicende e parti.

mercoledì 6 giugno 2012

Francesca Sommantico - La maledizione

Conosci tu come la conosco io
è una maledizione,
la maledizione delle parole.
Le cerchi a combaciare nel gioco ad incastro.
Le spezzi,
le modelli
ma mai,
mai sono giuste.
Sempre un passo indietro,
sempre un pezzetto in meno.
Sensazioni indicibili,
parole che si sgretolano.
Sfuggono di mano
e tu a rincorrere,
ricordare,
riportare alla memoria,
imprimere su carta.
D’inchiostro sono le tue dita come le mie,
liquide si stendono nell’anima marea.
Depredano,
depredano e t’incazzi
per le sfumature che sbavano
a rovinarti il dipinto.
Riprovi e riprovi
ma le liquide dita incapaci l’anima tutta
mai potranno riprodurre.