lunedì 30 luglio 2012

. . . Amare la stessa donna . . .


Ho sentito un vecchio che diceva: 
''Ho amato la stessa donna per 50 anni''. 
Ho pensato a quanto fosse bello, fino a quando disse: 
''Avrei voluto che lo sapesse''.
Fonte: il web

Estate . . . Italiana



Finalmente sono iniziate anche per me le vacanze, finalmente posso rilassarmi al mare, abbronzarmi e sorridere . . . Mare, lago e alcuni in montagna, gli italiani amano l'estate . . . E non posso dire che l'estate italiana è bellissima, spiagge piene (sopratutto il fine settimana) e persone di tutti i tipi . . . Mamme che rincorrono i bambini, bagniche che controllano i bagnanti e i pranzi . . . Pranzi di tutti i tipi, dalla pizza alla pasta al forno, ieri anche l'arrosto è spuntato sulla spiaggia . . . Siamo unici in tutto e riconoscibili anche in vacanza.

sabato 28 luglio 2012

Olimpiade Londra 2012 . . . La presentazione



Come non parlarne?! L'evento dell'estate 2012 (dopo gli europei) sono le olimpiadi, e fresco fresco di presentazione, posso dirvi che non sono molto euforico di questa edizione . . . Presentazione abbastanza noiosetta, tranne qualche spunto sporadico, nulla di esaltante . . . Non me ne vogliate, ma il popolo inglese non é cosi divetente e di conseguenza anche la presentazione è rimasta un pochino "fredda". Poi non si può negare che molti successi cinematografici (alcuni neanche me li ricordavo) derivano proprio dagli amici oltre manica . . . Bella senza dubbio la parte con i ballerini e musiche post anni '70. . . E l'accenzione del braciere olimpico, spettacolare sia come scenografia che come significato "umano" . . . Ma in conclusione sono un pelino carenti storicamente . . . Nulla di che rispetto alla presentazione di Atene o Pechino.
Bellissimo come sempre l'ingresso degli atleti, sopratutto dei nostri portabandiera e sopratutto Valentina Vezzali che dopo tanti trionfi si merita veramente di portare il tricolore alle olimpiadi. Incrociamo le dita e speriamo in molte medaglie per l'Italia . . . E come sempre Forza Azzurri!!! Anche se sicuramente l'unica gara che guarderò al 100% è la finale dei 100 metri . . . Uno spettacolo che non si può certo

venerdì 27 luglio 2012

. . . La cura . . .

Il medico scosse il capo deluso. Il suo paziente non dava segni di miglioramento. Da dieci giorni ormai, l'anziano non reagiva più alle cure. Si era abbandonato sul letto di ospedale e sembrava non avesse più voglia di lottare per la vita. Stanco e rassegnato. Il giorno dopo, il medico che lo visitava scosse nuovamente il capo. Ma per la sorpresa. Tutti i valori dell'anziano era tornati a posto. Il vecchietto stava seduto, appoggiato ai cuscini e aveva ripreso colore. «Ma che cosa le è successo?» chiese il medico. «Solo ieri disperavamo per la sua vita. E adesso tutto funziona a meraviglia! Si può sapere che cosa le è capitato?». Il vecchietto sorrise. Annuì a lungo e disse: «Ha ragione. Qualcosa è capitato, ieri. Ieri è venuto a trovarmi il mio nipotino e mi ha detto: "Nonno, devi tornare subito a casa: la mia bicicletta si è rotta!"»
Autore:B. Ferrero

giovedì 26 luglio 2012

. . . Le cose importanti della vita . . .



Mentre mia moglie mi serviva la cena, le presi la mano e le dissi:
''Devo parlarti'' . . . Lei annui e mangiò con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi....quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca . . . Mi feci coraggio e le dissi:
''Voglio il divorzio'' . . . Lei non sembrò disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente:
''Perche'?''.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte. Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle . . . aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna . . . Giovanna! Io ormai non amavo piu' mia moglie . . . mi faceva solo tanta pena . . . mi sentivo in colpa, ragion per cui sottoscrissi nell'atto di separazione che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio. Lei quando vide l'atto lo strappo in mille pezzi !
''Come?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me . . . per tutte le sue energie . . . pero' non potevo farci nulla . . . io amavo
Giovanna!
All'improvviso mia moglie cominciò a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione....l'idea del divorzio cominciava ad essere realtà. Il giorno dopo tornai a casa e la trovai seduta alla scrivania in camera da
letto che scriveva . . . non cenai e mi misi a letto . . . ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li' seduta a scrivere . . . mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presentò le condizioni affinche' accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l'auto, tantomeno il negozio . . . soltanto un mese di preavviso . . . quel mese che stava per cominciare l'indomani. Inoltre
voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''. Io fui d'accordo pero' lei mi fece un ulteriore richiesta.'' Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo , quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta . . . in questo mese pero' ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''.
Pensai che avesse perso il cervello, ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace. Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio' in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie . . . dille che oramai tu sei mio...se ne faccia una ragione!'' Io e mia moglie era da tanto che non avevamo piu' intimita', cosi' quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati . . . nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo: "Grande papa', ha preso la mamma in braccio!''. Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore . . . camminai
dieci metri con mia moglie in braccio . . . lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce: ''Non dirgli nulla del divorzio . . . per favore . . . Acconsentii con un
cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio. Lei usci' e ando' a prendere il bus per andare al lavoro. Il secondo giorno eravamo tutti e due piu' rilassati . . . lei si appoggio' al mio petto e . . . potetti sentire il suo profumo sul mio maglione. Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo . . . Mi resi conto che non era piu' cosi' giovane . . . qualche ruga . . . qualche capello bianco. Si notava il danno che le avevo fatto . . . ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi'? Il quarto giorno , prendendola in
braccio come ogni mattina avvertii che l'intimita' stava ritornando tra noi . . . questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio . . . e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre piu'. Non dissi nulla a Giovanna per rispetto. Ogni giorni era piu' facile
prenderla in braccio e il mese passava velocemente. Pensai che mi stavo abituando ad alzarla e per questo ogni giorno che passava la sentivo piu' leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi . . . si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi''. Li' mi resi conto che era dimagrita tanto . . . ecco perche' mi sembrava cosi' leggera! Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione . . . troppo dolore e troppa sofferenza pensai. Senza accorgermene le toccai i capelli . . . nostro figlio entro' all'improvviso nella
nostra stanza e disse: '' Papa' e' arrivato il momento di portare la mamma in braccio (per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia
moglie lo abbraccio' forte ed io girai la testa . . . ma dentro sentivo un brivido che cambio' il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in
braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo . . . la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata . . . mi venne da piangere! L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:'' Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimita' con te . . . Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina . . . mia moglie resto' a casa. Mi diressi verso il posto di lavoro . . . ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai . . . scesi e corsi sulle scale . . . lei mi apri' la porta e io le
dissi:''Perdonami . . . ma non voglio piu' divorziare da mia moglie...lei mi guardo' e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi :'' No . . . e' solo che amo mia moglie . . . era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato . . . ma ora ho capito i veri valori della vita, dal giorno in cui l'ho
portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro' uno schiaffo e entro' in casa sbattendomi in faccia la porta. Io scesi le scale velocemente, andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori . . . le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa
scriviamo sul biglietto? le dissi: ''Ti prendero' in braccio ogni giorno della mia vita finche' morte nn ci separi''Arrivai di corsa a casa . . . feci le scale
entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca . . . ma mia moglie era a terra . . . morta! Stava lottando contro il cancro . . . ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene. Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo . . . si un mese . . . affinche' a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio . . . affinche' nostro figlio non subisse
traumi . . . affinche' a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre. Questi sono i dettagli che contano in una relazione . . . non la casa . . . non la macchina . . . non i soldi . . . queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice . . . ricordando sempre il primo
giorno di questa bella storia d'amore. A volte non diamo il giusto valore a cio' che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
Fonte: il web

mercoledì 25 luglio 2012

Simone Rossetto - Sereno Smarrimento


Quando non incrocio il tuo
sguardo
tra le onde rimango senza
rotta,
mi fermo ad aspettare,
allo scarroccio mi lascio
cullare.
Sereno attendo la guida,
una stella, una corrente,
un cambio di vento, una nuvola bizzarra.
Non c’è solitudine,
nemmeno nella tempesta,
sento il sole che mi osserva,
io con l’ombra per coperta.
Il vento mi scoprirà.
E se non sarà il vento
sarà il tuo sguardo,
sarà il tuo profumo.
Quello lo sento sempre,
anche se rapito dalle stelle,
ne ho con me una boccetta
non esala mai, eppur mi fa da
pelle.

sabato 21 luglio 2012

Francesca sorrentini - Amico é




Amico è chi ti vede cadere
e sente dolore.
Amico è chi si siede accanto a te sul selciato.
Amico è chi desidera farti ridere
delle tue lacrime.
Amico è chi ti tiene il cuore in mano.
Amico è chi con uno strattone
ti riporta alla vita.
Amico e chi gioisce con te della vita che ti ridona.

venerdì 20 luglio 2012

Sandra Carresi - Pensiero incrociato



Stasera il tramonto
si è incontrato con un pensiero
di dubbia natura:

porcellana, ambra,
ossidiana.

Non capita spesso,
ma lo ha abbracciato.

Cercava la pace
e trovava l’ansia.

Il cielo tinto di rosa lo ha fermato,
forse gli ha parlato tanto
che infine si è addormentato.

Chissà se l’alba lo troverà
ambrato o di nero
ancora graffiato.

The Amazing Spider - Man


Finalmente sono riuscito a vederlo e devo dire che mi é anche piaciuto moltissimo . . . Totalmente diverso dalla prima trilogia, più fedele al fumetto e con effetti e riprese veramente bellissime. Praticamente la pellicola ha come protagonista l'Uomo Ragno, il personaggio dei fumetti Marvel Comics. È un riavvio, o reboot, della saga cinematografica slegato dalla precedente trilogia diretta da Sam Raimi. Inizialmente la Columbia Pictures, casa di produzione della pellicola, aveva in programma di dirigere Spider-Man 4, quarto
capitolo della trilogia originale, ma a causa di divergenze creative si decise di realizzare un completo riavvio della saga, basato sulla
sceneggiatura di James Vanderbilt . Il film si concentra sulla ricerca di Peter Parker riguardo delle risposte sulla scomparsa dei propri genitori e sull'inizio della sua carriera da
supereroe come Spider-Man. Inizialmente braccato dalla polizia di New York capitanata da George Stacy, padre della sua amica Gwen, Peter è costretto a confrontarsi, contemporaneamente, anche con il
dottor Curt Connors, trasformatosi nel perfido Lizard, il cui scopo è quello di rendere tutti gli esseri umani simili a lucertole e dare inizio ad una specie più forte ed evoluta. Che dire, per gli amanti del genere, andatelo a vedere!!!

martedì 17 luglio 2012

Promoter per un giorno



Ebbene si, come si dice spesso, nella vita bisogna provare di tutto . . . Ed oggi sono stato al fianco di uno di quei ragazzi, in giacca e cravatta, che spesso suonano alle nostre porte e ci propongono contratti telefonici oppure contratti energetici . . . Che dire, bè si guadagnano veramente quello che li pagano . . . Tutto rigorosamente a "cottimo", quindi se fai firmare contratti guadagni, altrimenti nulla, rimani al verde. Dopo 6 ore in giro per le strade di vari paesi e dopo aver parlato con centinaia di persone, mi ritrovo stanco, con il male ai piedi e il lato positivo é avere un abbronazatura da mare . . . (fino al colletto almeno).

domenica 15 luglio 2012

Jabra sport

Regalino di compleanno che ho testato abbastanza (anche se sono un pelandrone) durante le giornate di corsa al parco vicino casa . . . devo dire che sono veramente comodissime, leggere, facili da usare e hanno anche la radio integrata, quindi teoricamente non necessita di un lettore mp3 o cose simili.
Poi mi sento anche molto professionale mentre corro con quelle all'orecchio, anche se teoricamente sono una mezza schiappa.
Jabra SPORT è anche superleggero e facile da usare. Grazie ai vari cuscinetti Eargels™ a disposizione e al fitting retroauricolare flessibile,  Jabra SPORT, una volta indossato, rimane comodamente fermo in posizione. E inoltre è robusto. Essendo munito della protezione contro urti, polvere e pioggia (US ARMY Standard), è indicato per qualsiasi sfida – all’aperto o al coperto.
Jabra SPORT è accompagnato dall’applicazione (scaricabile gratuitamente dall’Internet) Endomondo Sports Tracker; un’applicazione per smartphone con funzioni  brevettate sviluppate appositamente per Jabra SPORT, compresa la possibilità di ottenere con rapidità e facilità informazioni aggiornate riguardanti la velocità, la distanza e il tempo trascorso, premendo leggermente l'auricolare.
Anche se in verità, non esco per correre quando è brutto tempo, sono un amante del sole.

Cambiamenti tra le pagine

Continuano i piccoli cambiamenti che apporto al blog, chissà forse il vendo caldo dell'estate mi ha destato dal tepove invernale e mi ha riattivato i pochi neuroni ancora intatti nella mia testa . . . Oppure perche sono un fanatico dell'ordine . . . Comunque sia ho raggruppato in varie ed eventuali tutti i posti riguardanti le news, video musicale e le mie foto . . . poi ho creato una nuova sezione riguardante la ''linguetta'' con scritto On the road, dove con il post di ieri relativo al ''genio'' con la Maserati, voglio . . . o almeno spero di scrivere momenti o attimi particolari che mi hanno colpito durante la settimana o forse è meglio dire durante il mese.
Spero che il tutto vi piaccia e naturalemente se ci sono consigli, scrivete sempre e comunque i commenti, oppure contattatemi tramite i vari social network.

Klimt ed il bacio


Oggi si celebra oggi il 150°anniversario della nascita di Gustav Klimt, pittore austriaco, esponente della Secessione viennese. Autore di uno dei quadri più famosi della storia, che sicuramente conoscete, anche solo di vista . . . Il bacio . . . Quest'opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.
L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul prato tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati. La faccia della donna è racchiusa fra le mani del maschio, il quale ha il braccio della femmina sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare. La coppia è contornata da un ovale. Le forme geometriche sono abbastanza allusive, sul vestito dell'uomo vi sono raffigurati dei rettangoli posizionati in verticale, sul vestito della donna sono raffigurati dei cerchi concentrici, tutte e due le forme geometriche ricordano il sesso dei soggetti che indossano quelle tuniche. Nella parte d'oro che ricopre l'uomo vi sono figure rettangolari e in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con mazzi di fiori ed è caratterizzata da forme rotondeggianti e prive di ogni possibile spigolo.
L'opera è esposta al Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

sabato 14 luglio 2012

Piccoli problemi di percorso


Girare in scooterone di questi tempi credo sia la cosa più naturale del mondo . . . Proprio oggi, mentre sostavo alcuni minuti all'ombra dopo un viaggio lunghetto, si ferma al mio stesso distributore una maserati tre porte nera . . . Che dire . . . Una bellissima auto, sia per la sportività che per l' eleganza . . . Dopo pochi secondi esce un ragazzo intorno alla trentina e una ragazza (strano che fosse fidanzato con una ragazza anche molto carina), lei accende una sigaretta e lui mette benzina . . . Fin qui tutto normale . . . Lui si atteggia, grazia a quest'auto dal milionario, ma poi arriva il momento che mi ha fatto ridere veramente tanto . . . Risale e parte . . . Con il serbatoio aperto!!! Alcune persone iniziano a chiamarlo e a fargli capire a gesti il problema che aveva . . . lui, dopo aver quasi fatto smorzare l'auto in partenza e in fremata, scende e tutto rosso in viso (credo dalla vergogna) chiude il serbatoio e riparte, male come in precedenza.
Non sò perchè vi dico ciò, ma a me ha dato la sensazione di non essere il proprietario . . . Sarà che ha affittato l'auto per farci un giro nel fine settimana . . . ci sono pesone che farebbero ciò, solo per un giorno con un auto da centinaia di euro? . . . mha che dire. . . Persone strane, che spesso si incontrano . . . Ma almeno mi ha fatto abbastanza ridere!

giovedì 12 luglio 2012

. . . Scampoli d'estate . . .

Il sole irradia tutta la valle . . . un caldo quasi insopportabile mi attanaglia, anche se cerco refrigerio all'ombra degli alberi . . . in attesa di qualcosa, cappello piegato a coprire gli occhi, filo d'erba in bocca con cui gioco, per evitare di addormentarmi . . . intorno a me solo il rumore della natura . . . cicale, grilli e qualche volta delle farfalle che si posano su parti sempre diverse del mio corpo, come se mi volessero salutare, con i loro meravigliosi colori. So che non dovrei oziare in questo modo, ma controllare il gregge, che poco distante da me, bruca l'erba e cerca di riposarsi, anche se il sole non da tregua a nessuno. Poi quello che non ti aspetti, una folata di vento freddo . . . quasi piacevole che scuote i miei vestiti e mi desta dal tepore che il caldo afoso aveva creato in me . . . tolgo il cappello dal viso, dopo aver tirato un respiro di solievo . . . dopo aver assaporato quel fresco che ormai mancava da almeno tre mesi . . . segno che l'estate lasciava, in maniera fugace, spazio alla dolce e rinfrescante primavera.

mercoledì 11 luglio 2012

Buone vacanze

E' un estate di cambiamenti, sono stato preso da un turbine di eventi che ha cambiato quasi radicalmente la mia vita e quindi non potevo apportare qualche piccola modifica anche al blog . . . forse piccola non è proprio la parola giusta, dato che ho stravolto il tutto, partendo dal template, arrivando fino al tipo di scrittura utilizzato per i post . . . spero che vi piaccia il tutto, considerando che mi ispira tranquillità e sopratutto refrigerio, che con questo caldo non guasta mai :) . . . approfitto di questo post per augurarvi buone ferie e buona estate a tutti voi lettori e lettrici.

- L' amore


Puoi decidere le strade che farai . . . Poi scalare le montagne oltre i limiti che hai . . . Potrai essere qualcuno se ti va . . . Ma se non ami non hai un vero motivo per vivere . . . Se non ami non ha senso tutto quello che fai . . . Puoi creare un grande impero intorno a te . . . Costruire grattaceli e diventare l' uomo più potente al mondo . . . Puoi arrivare un giorno a comprare tutto quello che vuoi . . . Ma se non ami non sai il senso delle cose piú essenziali . . . Le certezze che non trovi e che non dai . . . L' amore è un animale particolare . . . L'amore sà attendere . . . non é invadente, non grida e se parli ti ascolta . . . Riesce a sopportare tutto! Chiede di esser libero alcuna volte . . . E quando torna ti darà sicuramente di più! Senza amore noi . . . Purtroppo . . . non siamo niente.

martedì 10 luglio 2012

Runaway: A Road Adventure

 



Il fascino del punta e clicca non muore mai . . . Ed essendo un fan del genere non posso non giocare a questa avventura grafica spettacolare . . . Dove ambienti in 2d si mescolano perfettamente con immagini in 3d . . . Il tutto si svolge impersonificando Brian Basco, genio e nerd che lascia New York per andare in California, per intraprendere il suo sogno, ma prima della partenza deve fare una veloce sosta in libreria. Sulla strada investe una fuggitiva che perde conoscenza. Brian la porta in ospedale, dove scopre che il suo nome è Gina Timmins e che è stata testimone dell'omicidio di suo padre, causato dalla famiglia Sandretti della mafia. Brian la salva dai killer, ma ormai è costretto anche lui a fuggire.

. . . La cicala e la formica . . .


Durante l'estate non si può non pensare a questa storia, infatti proprio durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo.
La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala.
La formica esclamò: «Allora adesso balla!»

Maria Rosaria Teni - Pioggia



I fari delle auto
sull’asfalto bagnato
barlumi colorati
nella notte senza stelle.
Cammino e non ho meta
e la pioggia mi accompagna.
Cammino lentamente
e non importa se mi bagna.

[Risuonano i miei passi
nel fragore del silenzio]

Cammino verso il buio
non voglio più pensare
tanto comunque
so che niente può cambiare.

[La notte assorbe tutto
dileguano i rumori]

Affondo negli specchi
che la pioggia ha disegnato
a tratti e inseguo
le orme bizzarre nel disordine
di pozzanghere inventate.

[I fari si allontanano
l’asfalto è ancora lucido]

Cammino su una strada
senza meta mentre i pensieri
scivolano e si stringono
alla pioggia che lascia dietro sé
vuaoti rigagnoli di sogni.

venerdì 6 luglio 2012

Anonimo - Il bello di una donna

Sai qual'è il bello di una Donna?!  Che quando le succede qualcosa piange, bagna tutto il cuscino, le lenzuola, svuota pacchi di fazzoletti . . . ma poi si fa coraggio, si asciuga il viso, ride e fa finta che tutto sia apposto. Anche se dentro, il suo cuore è a pezzi.

giovedì 5 luglio 2012

Alessandro Guardiani - Vivere veramente

Ti sveglierai e ti addormenterai migliaia di volte nella vita. Andrai a lavoro, riderai con gli amici e piangerai solo nella tua stanza o abbracciato a qualcuno cui vuoi bene. Affronterai mille situazioni e farai innumerevoli errori, ma nel momento in cui aiuterai qualcuno che ne ha davvero bisogno facendo qualcosa che a te costa davvero qualcosa ti renderai conto che quello e solo quello è il momento in cui sei vissuto davvero.

lunedì 2 luglio 2012

. . . Storia di un’amicizia . . .

Stava seduto su un piccolo promontorio poco distante dal mare. Il vento scompigliava leggermente i suoi capelli e accarezzava il suo viso con dolcezza.
Teneva lo sguardo basso, i raggi del sole brillavano luminosi e davano fastidio ai suoi occhi scuri, stanchi. Guardava le onde infrangersi sugli scogli, i gabbiani volare alti, il sole riflettersi sul mare, splendente, dorato, bellissimo.
Pensava e guardava il mare, la spiaggia. Gli venne voglia di correre a piedi nudi sulla sabbia. Poco dopo si alzò e corse verso la spiaggia. Si tolse le scarpe, la sabbia era umida, fresca, sottile, piacevole da sentire sotto i piedi.
Il ragazzo corse ancora sulla sabbia. Si sentiva libero. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, si sedette, stanco in riva al mare, con l’acqua fresca che gli sfiorava appena le gambe.
Il suo sguardo si perse nuovamente nel mare. Era una mattina di ottobre, serena, sorridente; il ragazzo ne aveva approfittato per stare un po’ di tempo sulla spiaggia e riposarsi dal lavoro nei campi.
Guardava al di là dei confini della sua bellissima isola e si guardava intorno, ammirato, innamorato del luogo in cui viveva.
Non si era mai chiesto cosa ci fosse dopo il mare, quali terre straniere ci fossero, chi le abitasse… L’unico suo pensiero, sin da quando era piccolo, era il lavoro. Spesso però, stanco, si riposava sulla spiaggia e ascoltava il rumore del mare e i sussurri leggeri del vento.
In quel periodo la Sardegna era davvero meravigliosa, calda e accogliente come sempre. Le campagne rimanevano verdi, anche se le foglie degli alberi s’ingiallivano d’autunno, i ruscelli, dopo qualche pioggia cominciavano a riempirsi d’acqua, gli uccellini migravano. E il mare era sempre bellissimo, azzurro, incantato.
Il ragazzo rimase ancora un po’ seduto sulla sabbia sottile ad ammirare il panorama, poi decise di tornare a casa.
Era quasi ora di pranzo quando arrivò; abitava poco distante dalla spiaggia, su un piccolo promontorio dal quale poteva vedere un paesaggio stupendo, in una casupola piccola, ma graziosa. Le pareti erano costituite da mattoni di fango, fatti asciugare al sole, mentre il tetto era fatto di fango e paglia.
All’interno l’arredamento era povero, ma sufficiente: quattro sedie, un tavolo e tre letti. Il ragazzo viveva in quella casupola con i suoi genitori che quel giorno erano tornati stanchi dopo ore sotto il sole passate a lavorare nei campi. Il padre del ragazzo era un contadino, con capelli e occhi scurissimi, basso, un po’ robusto, ma simpatico e sempre allegro.
La madre aveva lunghi capelli neri, legati sotto il fazzoletto scuro che teneva sempre legato attorno al collo, due occhi neri e profondi e un sorriso sereno sempre stampato sul viso piccolo e paffuto. Anche lei era un po’ robusta, ma indossava sempre una lunga gonna grigia larga e delle maglie poco aderenti che non evidenziavano troppo le sue forme. Cucinava davvero benissimo; preparava in casa gli agnolotti con patate, i malloreddus e i ravioli di ricotta; sapeva cucinare alla perfezione tutti i tipici dolci sardi, le pardule, i guelfus, i papassini, la torta di saba… Insomma, era davvero una cuoca eccellente; e anche come sarta era bravissima. Aveva sempre desiderato di possedere un vestito elegante per le feste, con quella splendida gonna lunga, rossa con le pieghe, la camicia bianca con il colletto di pizzo, la cuffietta rossa per i capelli da portare sotto il velo bianco ricamato a mano, ma il denaro non era sufficiente per comprarne uno, così, acquistati i materiali, aveva deciso di cucirlo da sé.
Quel giorno era davvero stanchissima per le calde ore passate sotto il sole ad aiutare il marito nei campi. Il ragazzo non era andato a lavorare la mattina e i suoi genitori avevano risentito della sua assenza. Ad ogni modo il pranzo era pressochè pronto e tutti e tre, affamati, avrebbero finalmente mangiato.
A tavola, tra un boccone e l’altro, parlarono di come avevano passato la giornata.
Dopo pranzo il ragazzo tornò a sedersi sul piccolo promontorio. Aspettava i suoi amici e intanto guardava il mare. Il sole caldo gli sfiorava le guance, il vento gli sussurrava nelle orecchie e le onde del mare cantavano per lui una canzone infinita. Gli era sempre piaciuto tantissimo perdere lo sguardo nell’azzurro magico del mare, quando non aveva altro da fare e tutti i giorni, dopo pranzo, aspettava seduto lì i suoi amici. Giocavano con delle trottole di legno chiamate bardunfule, oppure con su barralliccu, una trottola di legno a forma di dado con quattro facce che veniva fatta girare dopo aver messo in gioco una posta. Su ognuna delle quattro facce vi era una lettera, P, iniziale di “poni”(metti), M, iniziale di “mesu” (mezzo), N, inziale di “nudda” (niente), T, iniziale di “tottu” (tutto), da cui si desumeva l’esito della giocata.
Giocavano anche con sa bocc’e zappulu, una palla ottenuta da una vecchia calza riempita di stracci, ma, quando erano in tanti, preferivano giocare a “Is quaddus prontus”, gioco che li divertiva sempre tantissimo. Dopo aver formato due squadre, cavalli e cavalieri, il primo cavallo si chinava e poggiava le mani sul muro e così facevano tutti gli altri cavalli uno a fianco all’altro. I cavalieri, allora, presa la rincorsa, salivano uno alla volta in groppa anche a costo di formare una piramide umana. Quando un cavaliere cadeva, le due squadre si invertivano i ruoli.
Ad ogni modo, quel giorno non venne nessuno dei suoi soliti amici, così, il ragazzo, rimase solo a guardare il mare.
Suo padre, che si preparava ad andare a caccia, lo vide solo, seduto sulle rocce grigie coperte da un sottile strato d’erba, così gli propose di andare a caccia con lui. Il ragazzo accettò senza esitazione; poche volte suo padre gli aveva fatto una proposta del genere e lui era sempre stato affascinato dalla caccia.
Ci misero poco, con i cavalli, ad arrivare in campagna. Il sole era molto forte, ma si era levata una leggera brezzolina che rinfrescava l’ambiente. In quella giornata d’autunno, la campagna verdeggiava, gli alberi dondolavano cullati dal vento, gli uccellini cinguettavano e un rigagnolo d’acqua sgorgava dal piccolo ruscello accanto al quale si erano fermati, producendo un piacevole suono. Il cielo aveva assunto una bellissima tonalità d’azzurro e brillava sotto i raggi del sole, mentre l’erba si muoveva accompagnata dal vento leggero.
Il padre del ragazzo si era addentrato nelle stradine più interne con il fucile, alla ricerca di qualche preda, mentre lui osservava un grosso falco che si era posato sulla riva del ruscello per abbeverarsi. Non aveva mai visto un uccello tanto bello e tanto grande, dal piumaggio lucido e splendente e lo guardava rapito nascosto dietro a dei cespugli di mirto e lentischio.
Fu questione di un attimo; il ragazzo si distrasse per un secondo ed inciampò; bastò un lieve rumore per far volare via quel falco così maestoso e bello e bastò una distrazione per far partire un colpo dal fucile del ragazzo.
Il falco cadde; era stato colpito ad un’ala. Il padre del giovane, avendo sentito il rumore di uno sparo, tornò indietro per vedere cosa fosse successo e vide suo figlio che guardava quel povero animale, impotente e incapace di fare qualsiasi cosa.
Da cacciatore esperto sorrise, di solito i falchi erano usati per cacciare e non per essere cacciati, ma non volle lasciar morire quell’uccello tanto bello, così, dopo averlo messo nella sacca di cuoio sulla sella destinata alle prede, lo portò a casa.
Fu principalmente il ragazzo ad occuparsi della guarigione del falco, gli fasciò l’ala ferita e la medicò con erbe curative, gli diede da mangiare insetti e piccoli animali come topi o bisce e gli costruì un bel nido di paglia e fango.
Pian piano il falco, da scostante e impaurito si affezionò al ragazzo che si occupava di lui con tanta cura e affetto.
In breve tempo il falco si riprese e, anche se non era ancora guarito del tutto, riusciva a compiere piccoli voli, accompagnava il ragazzo e i suoi genitori quando si recavano a lavorare nei campi e quand’era stanco stava appollaiato sulla spalla del suo padroncino. Faceva anche brevi voli in riva al mare quando il ragazzo correva sulla battigia nell’acqua fresca e passava tanto tempo con lui sulla spiaggia.
In poco tempo il falco tornò bellissimo come il giorno che il ragazzo l’aveva visto abbeverarsi sul piccolo torrente, con le piume lucide dai colori sfumati e lo sguardo vispo e attento. Divennero ben presto due amici inseparabili, il falco non si allontanava mai dal ragazzo, se non per qualche volo in alto nel cielo azzurro e il ragazzo non usciva mai di casa se non accompagnato dal suo fedele amico.
Tante volte, la mattina, quando il giovane si svegliava, trovava accanto al letto dei piccoli animali morti che il falco catturava per lui.
Era nato tra di loro un sentimento tanto raro quanto prezioso, una vera e sincera amicizia.
Gli altri ragazzi divennero ben presto invidiosi, non solo per il fatto che il giovane non passava più tanto tempo con loro, ma anche perché egli possedeva un animale tanto maestoso ed elegante.
Fu uno di loro ad avere l’idea di portar via al ragazzo il suo falco e altri tre giudicarono ottima la proposta.
Avvenne tutto in una mattina nuvolosa. Il ragazzo e il falco stavano seduti, come al solito, in riva al mare. Il cielo era grigio e poco rassicurante, il sole non si specchiava sul mare, ma stava nascosto dietro alle nuvole; eppure si stava bene, l’atmosfera era tranquilla, la spiaggia serena, il rumore delle onde riposante. Non fu difficile per loro catturare il falco, ancora debole ad un’ala a causa della ferita, mentre il ragazzo correva spensierato in riva al mare.
Soltanto quando si fermò, si accorse che il falco era sparito. Lo chiamò più e più volte, ma dell’animale neanche l’ombra. Lo cercò dappertutto, si arrampicò su tutti gli alberi poco distanti dalla spiaggia, ma ogni ricerca fu vana.
Il ragazzo divenne rapidamente triste. Tornò a casa e, dopo aver raccontato al padre della scomparsa del falco, sellarono i cavalli migliori e proseguirono inutilmente le ricerche.
Rientrarono a tarda sera, e il ragazzo si rassegnò all’idea di aver perso un amico così importante.
Andò a letto senza mangiare e, quando fu solo, pianse.
Non riuscì ad addormentarsi. I raggi luminosi della luna penetravano attraverso la finestra, le stelle brillavano numerose quella sera e stette a guardarle incantato e pensieroso.
A notte fonda sentì dei forti rumori provenire dall’esterno della sua finestra e quando aprì per controllare cosa fosse, trovò il falco sul davanzale della finestra, svenuto, stanco, ferito.
Era stato legato, ma era riuscito a liberarsi ferendosi ed era tornato dall’unica persona in grado di occuparsi di lui.
Inutile descrivere la gioia del ragazzo quando lo vide. Si prese cura di lui subito e con tanto affetto e in breve tutte le ferite del falco guarirono.
Tornò ancora una volta bellissimo e maestoso come era sempre stato e il ragazzo non si separò più da lui neanche per un istante.
E tornarono tante volte ad ammirare quel bellissimo paesaggio dal promontorio, con le onde che si infrangevano violente sugli scogli, il sole che si rifletteva splendente sul mare, il cielo che brillava azzurro illuminato dal sole. E tante volte il falco compiva lunghi voli libero sull’immensa distesa del mare, mentre il ragazzo lo guardava da lontano, ammirando la spiaggia con la sua sabbia dorata e facendosi sfiorare il viso delicato dal vento fresco e leggero.

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