mercoledì 18 dicembre 2013

. . . L'angioletto . . .



Un bimbo che stava per nascere si rivolse al Signore:
«Mi dicono che domani mi farai scendere sulla terra. Come potrò vivere così piccolo e indifeso?».
«Fra tanti angeli ne ho scelto uno per te. Lui ti proteggerà. – rispose Dio. E continuò: Il tuo angelo canterà per te parole dolci e tenere, con infinita pazienza e tenerezza ti insegnerà a parlare».
Ma il bambino chiese con apprensione:
«Come ...potrò parlare ancora con te?».
«Il tuo angelo unirà le tue manine e ti insegnerà a pregare». Rispose Dio con dolcezza infinita.«Ho sentito dire che la terra è abitata da uomini cattivi… Chi mi difenderà?». Chiese il bimbo preoccupato. Dio, guardandolo con tenerezza gli rispose:
«Il tuo angelo ti difenderà a costo della propria vita».
«Ma il mio cuore sarà sempre triste, Signore, perché non ti vedrò più!». Disse il bimbo con molta tristezza.
«Il tuo angelo ti parlerà di me e ti indicherà il cammino per ritornare alla mia presenza; sappi, però, che io sarò ogni istante accanto a te!».
In quel momento si diffusero delle voci e dei rumori ed il bambino angosciato gridò a gran voce:«Signore, sto scendendo verso la terra! Dimmi ancora una cosa: qual è il nome del mio angelo?!?». E Dio sorridendo rispose:
«Il nome non importa, tu lo chiamerai…Mamma»

Autore: Anonimo

venerdì 6 dicembre 2013

Nicolas Barreau - Con te fino alla fine del mondo

È strano, il tempo. Domina la nostra vita come nessun altro parametro. In definitiva tutto ruota intorno al tempo che abbiamo, al tempo che non abbiamo, al tempo che ci rimane. E questo è il tempo cronologico. Un giorno, dieci mesi, cinque anni. Poi c’è il tempo interiore, il fratello volubile del tempo cronologico. Quello che trasforma un’ora di attesa in trentacinque e quella che abbiamo per terminare qualcosa di importante in otto minuti.

Ci sfugge, ci incalza, ed esiste solo un frangente in cui i padroni siamo noi: quei rari momenti in cui viviamo completamente dentro il tempo e proprio per questo non lo avvertiamo più. Mettiamo fuori uso tutti quei piccoli ingranaggi che di solito si incastrano uno nell’altro e navighiamo senza sforzo nella vita lasciandoci sospingere dal vento. Sono i momenti dell’amore.
 
 

martedì 26 novembre 2013

Albert Einsten - La vita ti dà

La vita non ti dà le persone che vuoi.
Ti dà le persone di cui hai bisogno, per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che età destino che fossi

lunedì 14 ottobre 2013

Anonimo - Nozze di Comodo

Col viso rosso di alcolico furore
il Vino disse all' acqua sua cugina:
 
''vettene via! Tu sei la mia rovina!ù
La tua presenza smorza in me ogni ardore!"
 
Allora l' Acqua, sempre chata prima,
si fece tutta quanta piccantina e, frizzando, rispose a suo cugino:
 
''Senza di me, manco saresti vino!''
 
Mentre che c' era questa discussione
ecco c'arriva l' oste giù in cantina
e pe risolve ogni situazione
diede in sposa al vino la cugina.

lunedì 7 ottobre 2013

sabato 5 ottobre 2013

Anonimo - Una donna sensuale

Una donna non è sensuale per il suo aspetto o per i vestiti che indossa . . . Ma lo è per il suo modo di essere.

sabato 14 settembre 2013

Elysium

Giornata di riposo, quindi perchè non dedicarci ad uno dei passatempi pià rilasante, almeno per me...il cinema! Ed in questa giornata mi sono visto molti film, quindi ecco a voi la prima recenzione...premettendo che il film mi è piaciuto molto e alla fine mi ha fatto venire un groppo alla gola...toccante sul finale.
La trama di Elysium è ambientata nella Los Angeles del 2154 l'umanità rimasta sulla Terra è un'unica grande classe operaia, che mescola criminali e lavoratori senza criterio, tutti tenuti a bada e dominati con pugno di ferro attraverso i robot da un'elite che da tempo è andata a vivere su una stazione orbitante intorno al pianeta chiamata Elysium. Su Elysium c'è la tecnologia per guarire da ogni malattia, c'è il verde, il benessere e il disinteresse per ciò che accade più in basso, sulla Terra, dove il resto dell'umanità lavora per mantenere la stazione.
Un giorno un operaio con precedenti penali ha un incidente nella catena di montaggio e viene esposto ad una quantità mortale di radiazioni. Gli rimangono più o meno 5 giorni di vita e l'unica tecnologia in grado di curarlo si trova su Elysium. Per arrivarci senza autorizzazione e senza essere abbattuto prima dell'atterraggio occorrerà fare accordi con i criminali.
Quella della divisione netta tra una piccola fetta di popolazione ricca e dotata di qualsiasi privilegio, che mantiene uno stile di vita spensierato sfruttando il lavoro della massa di poveri, è una delle distopie cinematografiche più frequenti, una visione iperbolica del nostro presente proiettata in un futuro deteriore che ha contaminato tutto il cinema fin da Metropolis. E che proprio ad un regista come Neil Blomkamp sia stato affidato un film con una premessa così consueta è la pecca produttiva più grande del film. Nelle mani dell'autore di District 9 la storia è naturalmente sbilanciata verso il mondo dei poveri, ritratto con ammirabile dettaglio e mania per la creazione di meccanismi vessatori, scenari disperati e incubi operai, prelevati da un immaginario che poco ha a che vedere con la fantascienza ma pesca a piene mani dal cinema più realistico e sociale.
Purtroppo però Elysium nel portare avanti la sua storia di rivoluzione operaia e riconquista della giustizia a dispetto del progresso tecnologico non riesce a trovare il furore del film precedente, nè quell'equilibrio tra finzione e metafora del reale che avrebbe consentito di portare un passo più avanti l'usuale sottotesto sociale del cinema distopico. Solo le astronavi colme di disperati in cerca di salvezza che vengono abbattutte senza pietà prima di arrivare su Elysium, riescono ad essere un'immagine dotata della forza e dell'intelligenza che riconosciamo al regista sudafricano.
Semmai è più interessante la visione che Blomkamp ha della Los Angeles del 2154, totalmente bilingue (inglese-spagnolo), quasi uguale a quella contemporanea nelle tecnologie e nella moda (veicoli volanti a parte), colma di rifiuti come in Wall-E e non lontana per certi versi dalla fantascienza anni '60, quella dei robot ubiqui che sembrano pupazzoni inerti da fiera di paese. Andando a girare il suo antifuturo nelle vere baraccopoli del Messico, Elysium svela la vicinanza con l'oggi e come la parte più cara all'autore non sia la lotta per la conquista del benessere che i ricchi tengono per sè (ben rappresentato dalla possibilità di guarire da ogni malattia) o lo scontro fisico con i luogotenenti di Elysium presenti sulla Terra (che appare molto forzato nella sua lunghezza) ma sia invece lo sforzo disperato costituito dal sopravvivere e crescere nei ghetti o nelle periferie del pianeta, evitando come possibile l'ubiqua criminalità e inseguendo la vaga speranza di un domani migliore. L'epica di un futuro in cui tutto è andato male che è visivamente identico all'oggi.


Fonte:Mymovies.it

martedì 10 settembre 2013

Fishback Pierre - Orme sulla Sabbia

Italo Benedetti - La Rocca

O rocca espugnata, orto ingiallito
dalla siccità, vento senza più spazio,
marina gremita di barchette
senza più i dorsi lividi delle balene
su cui breve sosta ebbero gli uccelli.

La giovinezza ha carbonizzato il tuo viso
ha stampato su te le altrui cicatrici.

La rivolta che volevi non è venuta
e più non verrà: gli alti castelli
han chiuso i portoni, prosciugato l’acqua.
Dell’infernale paradiso hai atroce olimpo.

Eccoti a trent’anni idiota cittadino!

...Come fu che il leopardo si procurò le macchie...

Nei giorni in cui tutto ebbe inizio, Tesoro Mio, il Leopardo abitava in un luogo chiamato «Prateria Alta». Ricorda, non la «Prateria Bassa» o la «Prateria Selvaggia» e nemmeno la «Prateria Brulla», ma la calda, spoglia e luminosa Prateria Alta, dove vi era esclusivamente sabbia, roccia color della sabbia e ciuffi di erba giallognola-rossiccia. Lì vivevano anche la Giraffa, la Zebra, l'Antilope, il Cudù e l'Antilope sudafricana. Ed erano tutti dello stesso colore marroncino-giallo-rossiccio. Ma il più marroncino-giallognolo-rossiccio di tutti era il Leopardo: un grande felino il cui pelo si mimetizzava perfettamente con l'unico colore marroncino-giallognolo-grigiastro della Prateria Alta. E questo era un bel guaio per la Giraffa, la Zebra e tutti gli altri, perché il Leopardo si appostava dietro a una roccia o a un ciuffo d'erba marroncino-giallognolo-grigiastro e, non appena la Giraffa o la Zebra o l'Antilope o il Cudù o il Cervo o il Camoscio passavano nei pressi, li sorprendeva con un balzo e li azzannava. E non c'era proprio via di scampo! C'era anche un Etiope con archi e frecce (allora era un uomo dal colorito giallognolo-marroncino-grigiastro), che viveva nella Prateria Alta col Leopardo. I due andavano sempre a caccia insieme, l'Etiope con i suoi archi e le sue frecce, e il Leopardo unicamente con i suoi artigli e i suoi denti ... tanto che la Giraffa, l'Antilope, il Cudù, la Quagga e tutti gli altri animali non sapevano più dove rifugiarsi, Tesoro Mio. Proprio non lo sapevano!

Molto tempo dopo - allora le cose restavano immutate per lungo tempo - gli animali trovarono il modo per sfuggire a tutto ciò che somigliava a un Leopardo o a un Etiope. E uno alla volta, la Giraffa per prima perché aveva le zampe più lunghe, abbandonarono la Prateria Alta. Fuggirono per giorni e giorni, finché non giunsero a una grande foresta, ricca di alberi, cespugli e strane ombre a quadri, a righe e a macchie, e lì si nascosero. Col trascorrere dei giorni, chi esponendosi per metà alla luce del sole e per metà all'ombra, chi lasciandosi scivolare addosso le ombre proiettate dagli alberi, i nostri animali si trasformarono. E così la Giraffa divenne a chiazze, la Zebra a strisce, il manto dell'Antilope e del Cudù si scurì e si coprì di piccole linee ondulate sul dorso, come quelle della corteccia su un tronco di albero. In questo modo, anche se si poteva udirli e fiutarli, difficilmente li si riusciva a vedere, e solo se si sapeva con precisione in che punto guardare. Essi vivevano felici e beati nelle ombre a chiazze e strisce della foresta, mentre il Leopardo e l'Etiope continuavano a correre di qua e di là nella loro rossiccia-giallognola-oro-rossiccia-giallognola-grigiastra Prateria Alta, domandandosi dove fossero finite tutte le loro colazioni, i loro pranzi e le loro merende. Erano a tal punto affamati che finirono col mangiare ratti, scarafaggi e iraci; e così venne a tutti e due il grande Mal-di-Pancia. Fu allora che incontrarono Baviaan, il Babbuino dalla testa di cane, che abbaia, e che è considerato l'Animale Più Saggio di tutto il Sudafrica. Il Leopardo chiese a Baviaan (ed era una giornata davvero calda!): "Dov'è andata tutta la selvaggina?" Baviaan sogghignò, poiché lui lo sapeva. Allora l'Etiope domandò: "Mi sai dire qual' è l'attuale habitat della Fauna aborigena?" (che era la stessa cosa, ma l'Etiope usava sempre gran paroloni, era un adulto lui!) E Baviaan ghignò di nuovo: lui sì che lo sapeva. Poi rispose: "La selvaggina si è data alla macchia e, se vuoi un consiglio, Leopardo, datti alla macchia anche tu senza indugio". "Tutto ciò è molto interessante," replicò l'Etiope "ma io vorrei sapere dove è migrata la Fauna aborigena." Allora Baviaan spiegò: "La Fauna aborigena ha raggiunto la Flora aborigena perché era giunta l'ora di un cambiamento e, se vuoi un consiglio, Etiope, fa in modo di cambiare anche tu quanto prima." La risposta di Baviaan lasciò il Leopardo e l'Etiope piuttosto perplessi; tuttavia decisero di partire alla ricerca della Flora aborigena.

Finalmente, dopo lunghi giorni, avvistarono una grande e fitta foresta, i cui alberi erano tutti immersi in strane ombre a chiazze, a pallini, a spruzzi, a strisce, a righe e a diagonali. (Prova a ripeterlo ad alta voce e vedrai come doveva essere piena di ombre quella foresta!) "Che razza di posto è questo, tutto buio e allo stesso tempo inondato di fasci di luce?", disse il Leopardo. "Non lo so, disse l'Etiope, ma dev'essere la Flora aborigena. Sento l'odore della Giraffa e la sento muoversi, ma non riesco a vederla." "È curioso", - replicò il Leopardo - "suppongo che sia dovuto al fatto che veniamo dalla luce abbagliante del sole. Io sento l'odore della Zebra e la sento muoversi, ma non riesco a vederla." "Aspetta un attimo," - disse l'Etiope - "forse ci siamo scordati come sono fatte, è da tanto tempo che non diamo loro la caccia!" "Sciocchezze!" - disse il Leopardo - "me le ricordo perfettamente, come erano nella Prateria Alta, e soprattutto ricordo bene il sapore delle loro ossa. La Giraffa è alta circa cinque metri e ha un pelo tutto giallo-oro-fulvo, dalla testa ai piedi, e la Zebra è alta circa un metro e trenta ed è tutta ricoperta di un manto grigio-fulvo." "Hmm," - disse l'Etiope guardando le ombre a chiazze della foresta aborigena - "se così fosse, in un posto così buio, le si dovrebbe vedere come banane mature in un affumicatoio". Ma non si vedevano affatto. Il Leopardo e l'Etiope cacciarono tutto il giorno e, benché sentissero il rumore e l'odore degli animali, non riuscirono a vederne nessuno. "Per l'amor di Dio" - disse il Leopardo all'ora di merenda - "è proprio una vergogna: abbiamo cacciato tutto il giorno senza alcun risultato. Proviamo ad aspettare che faccia buio!" Così attesero pazienti il calare della notte e, a un certo punto, il Leopardo udì accanto a sé un respirare profondo e vide, nel chiarore stellare, qualcosa tutto a strisce precipitare in mezzo ai rami. Il rumore lo fece sobbalzare: sentì l'odore della Zebra, ebbe l'impressione di toccare la Zebra e, quando la atterrò, riconobbe i calci della Zebra, ma non riusciva a vederla. Allora disse: "Non ti muovere, corpo senza forma! Starò seduto sulla tua testa fin quando farà giorno, perché qui c'è qualcosa che non mi convince."

Di lì a poco udì un grugnito, uno schianto e un parapiglia, e poi sentì l'Etiope gridare: "Ho acchiappato qualcosa che non vedo: ha l'odore della Giraffa e mena calci come la Giraffa, ma non ha alcuna forma." "Non fidarti!" - lo ammonì il Leopardo - "Fa come me. Siediti sulla sua testa finché non farà giorno. Sono tutti senza forma, questi strani esseri!" E così si tennero saldamente seduti sulle loro prede fino a che non fu giorno fatto. Allora il Leopardo disse: "Allora, cosa hai lì sotto, Fratello?" L'Etiope si grattò la testa e rispose: "Sembrerebbe un essere dal folto pelo fulvo-arancio, dalla testa ai piedi, e sembrerebbe essere la Giraffa, ma è tutta coperta di macchie castane. E tu, cos'hai sotto i tuoi artigli?" Il Leopardo si grattò la testa e disse: "Ha l'aria di essere qualcosa completamente fulvo-grigiastro e dovrebbe essere la Zebra, ma è tutta coperta di strisce nere e violacee. Che cosa diavolo ti sei combinata, Zebra? Lo sai che nella Prateria Alta potevo avvistarti a dieci miglia di distanza? Ora sei completamente senza forma." "Lo so," - rispose la Zebra - "ma qui non siamo nella Prateria Alta, non capisci?" "Ora sì che ho capito, ma tutto ieri ho faticato a raccapezzarmi. Come hai fatto?" "Lascia la presa," - disse la Zebra - "e te lo mostreremo." I due liberarono la Zebra e la Giraffa. Allora la Zebra andò verso dei cespugli spinosi, dove la luce filtrava tutta a strisce e la Giraffa si avvicinò a degli alberi piuttosto alti, le cui ombre ricadevano a chiazze. "Adesso guarda come si fa." - dissero la Zebra e la Giraffa - "Un-due-tre! La vostra colazione dov'è?" Il Leopardo sgranò gli occhi, e l'Etiope pure, ma non riuscivano a vedere altro che ombre a chiazze e a strisce nella foresta. Della Zebra e della Giraffa nessuna traccia. Se l'erano svignata e si erano nascoste nelle ombre della foresta. "Ehi, ehi!" - disse l'Etiope - "questo sì che è un bello scherzo. Impara la lezione, Leopardo. In questo buio ti si vede come un pezzo di sapone dentro a una secchia per il carbone." "Oh, oh!" - disse il Leopardo - "Ti sorprenderebbe alquanto sapere che in questa oscurità sembri un semino di senape in mezzo a tanti pezzi di carbone?" "Basta, insultandoci non ci procureremo da mangiare. Il problema è che non siamo affatto intonati a questo sfondo. Seguirò il consiglio di Baviaan. Mi ha detto che devo cambiare e, poiché l'unica cosa che posso cambiare è il colore della mia pelle, cambierò quella." "Come?" - chiese il Leopardo con grande eccitazione. "Mi farò di un bel colore marroncino-nerastro, con un po' di porpora e qualche tocco di blu ardesia. Sarà proprio quello che ci vuole per nascondersi dentro le cavità e dietro agli alberi". E così, in un attimo, si cambiò il colore della pelle.

Il Leopardo era più che mai eccitato, perché non gli era mai capitato prima di allora di vedere un uomo cambiar colore. "E io che faccio?" - disse infine, una volta che l'Etiope ebbe completato la sua opera, trasformando il suo ultimo mignolo in un beldito nero. "Segui anche tu il consiglio di Baviaan. Ti ha suggerito di darti allamacchia." "Ma l'ho già fatto, mi sono messo in cammino senza indugio. Sono venuto fin qui insieme a te, e guarda cosa ci ho guadagnato." "Oh, ma cos'hai capito?" - l'Etiope scosse la testa - "Baviaan non intendeva dire di rifugiarti in qualche altra regione del Sudafrica. Con 'darti alla macchia' intendeva dire procurarti le macchie sul tuo manto." "E a cosa mi servono?" chiese il Leopardo. "Pensa alla Giraffa," - disse l'Etiope - "oppure, se preferisci le strisce, pensa alla Zebra. Loro sembrano perfettamente soddisfatte delle loro macchie e delle loro strisce" "Hmm..." - disse il Leopardo - "non vorrei proprio somigliare a una Giraffa, per nulla al mondo!" "Beh, deciditi!" - disse l'Etiope - "perché mi seccherebbe andare a caccia senza di te, ma sarò costretto a farlo se tu insisti nel voler sembrare un girasole sullo sfondo di uno steccato spalmato di catrame." "D'accordo, allora mi farò le macchie" - disse il Leopardo - "ma non farmele troppo grossolane. Non voglio proprio somigliare a una giraffa." "Te le farò con la punta delle mie dita." - soggiunse l'Etiope - "C'è rimasto ancora abbastanza nero sulla mia pelle. Non muoverti!" Così l'Etiope avvicinò le sue cinque dita (c'era rimasto ancora nero a sufficienza sulla sua nuova pelle) e le premette su tutto il manto del Leopardo e là dove le cinque dita si appoggiavano lasciavano cinque piccole impronte nere, una vicina all'altra. Puoi vederle chiaramente sul manto di qualsiasi Leopardo, Tesoro Mio. A volte le dita scivolavano un po' e allora le macchie erano un pò sbavate; ma se tu ora guardi bene da vicino qualsiasi Leopardo, vedrai che ci sono sempre cinque macchie, il segno di cinque grossi polpastrelli neri. "Ora sei una meraviglia!" - esclamò l'Etiope - "Puoi startene sdraiato sul nudo terreno e sembrare un mucchio di sassi. Puoi sdraiarti sulle rocce spoglie e sembrare un ciottolo multicolore. Puoi stenderti su un ramo frondoso e sembrare la luce del sole che filtra in mezzo alle foglie. Oppure puoi sdraiarti proprio nel mezzo di un sentiero e non sembrare proprio niente. Pensa a tutto questo e fai le fusa!" "Ma se io sono tutte queste cose," - dichiarò il Leopardo - "perché non ti sei fatto anche tu le macchie?" "Oh, il semplice nero è la cosa migliore per un uomo di colore." - rispose l'Etiope - "E adesso muoviti, vediamo se possiamo saldare i conti con il signor Un-Due-Tre-La-Vostra-Colazione-Dov'è!" Così se ne andarono e da quel momento vissero felici e contenti, Tesoro Mio. E qui finisce la storia.

Oh, certamente, ti capiterà di sentire qualche grande chiedere: "Può l'Etiope cambiarsi la pelle o il Leopardo le macchie?" Non penso che gli adulti continuerebbero a porsi una domanda così sciocca se il Leopardo e l'Etiope non l'avessero già fatto una volta, non credi? Ma non succederà un'altra volta, Tesoro Mio. Loro sono soddisfatti di essere così come sono. Io sono il Baviaan più saggio, che conosce le più sagge canzoni, "Immergiamoci nel paesaggio, solo noi due, noi due soli" Son venuti in carrozza a chiamarmi. Ma la mamma non è qui.... Sì, vengo anch'io se mi porti con te. La tata ha detto di sì Andiamo fino al porcile e sediamoci nell'aia, sullo steccato! Parliamo ai coniglietti e guardiamo il loro correre agitato! Facciamo... oh, qualsiasi cosa, papà, purché siamo io e te, Andiamo ad esplorare qua e là, stiamo a zonzo fino all'ora del tè! Eccoti gli stivali, te li ho portati, ecco il cappello e il bastone, Qui c'è la pipa con il tuo tabacco. Svelto, esci! Ho aperto il portone.

Autore:Rudyard Kipling
 

 

venerdì 6 settembre 2013

Alessandro Peregalli - La ricerca di te

La ricerca di te è ora stanca come
il nostro amore: non so più trovarti.
C’è una zona di buio nel mio spirito
ch’era luce, era tua. Prima abbagliava
le mie giornate; ora è uno spicchio d’ombra
che di solito è inerte, non appare,
ma talvolta s’impone alla mia mente,
la occupa, la ingombra, sembra imprimermi
la non azione, il tedio, lo sconcerto
dei sentimenti, è come una rivoluzione
della mia essenza contro il fatto primo
della mia vita. Allora, se d’un subito
penso a te, ecco che l’ombra si fa luce,
ecco che mi ritorna la ragione
delle cose del mondo e che lo spirito,
che pareva silente e ottenebrato,
torna a vivere ardito anche se sa
che nulla più d’un’immagine resta
del sentimento balenante fervido
che fu per te, che fu una parte splendida
della mia vita.


Il Trono di spade - Stagione 2

Diciamo che lo sto divorando! in questi ultimi 5 giorni, due puntate minimo al giorno ed anche la seconda stagione vola via.
La stagione inizia da dove era conclusa la precendete serie...La guerra tra le famiglie dei Sette Regni è ormai giunta. Mentre Tyrion Lannister esercita le funzioni di Primo Cavaliere e regge a stento il Trono di Spade, su cui è seduto il folle giovane re Joffrey, altri uomini pretendono di essere regnanti: Robb Stark, che ha radunato i vessilli del Nord; Stannis Baratheon, la cui rigida lucidità è in parte annebbiata da un nuovo culto monoteista; Renly Baratheon, con il supporto delle armate dell'Altopiano; Balon Greyjoy, con le sue navi lunghe; Daenerys Targaryen, la giovane principessa esiliata, sopravvissuta alle fiamme e madre dei draghi, che cerca un esercito al di là del mare. Nel frattempo, oltre la Barriera, Jon Snow e i Guardiani della notte si preparano all'impatto con forze oscure e dimenticate.
Notizia importante, chi vuole può comprare anche la versione in DVD o Blu Ray (uscita il 13 marzo 2013) nel seguente formato:

Lingue principali: Italiano, Inglese 5.1 DTS HD - Audio Italiano: 5.1 DTS-HD Master Audio - Sottotitoli principali: Italiano per non udenti, Inglese per non udenti - Rapporto schermo: 1.78:1 Anamorfico

Vi posto anche un immagine relativa


mercoledì 4 settembre 2013

DR - Cielo d’isole

È per te il cielo d’isole che il vento
soffia dall’Est a cirri e minacciose
nuvole grigie come fumo o smog.
 
È per te che giunge con il ricordo
e mi fa pensare a giorni ormai perduti,
me li fa vivere da questo poggio.
 
Lontano, dove non sei tu, sui monti
settentrionali risplende l’azzurro.
 

Sito fonte della poesia: ''Assolo di Poesia''

lunedì 2 settembre 2013

Il Trono di spade - Stagione 1

Credo sia la serie tv del momento...e questa prima stagione on 10 puntate da 50 minuti circa inizia con Eddard Stark , lord di Grande Inverno, viene incaricato dal suo re e amico Robert Baratheon di recarsi ad Approdo del Re per ricoprire la carica di Primo Cavaliere del Re. La guerra fra i Sette Regni è però alle porte, a causa degli intrighi e delle mire al trono dei membri della nobile Casa Lannister . Jon Snow , figlio illegittimo di Eddard Stark, si arruola invece nei Guardiani della notte e si
reca sulla Barriera, enorme muro di ghiaccio che separa il mondo degli uomini dalle ostili terre del Nord, da cui sta arrivando una minaccia terribile. Nel frattempo Daenerys Targaryen e il suo crudele fratello Viserys, ultimi superstiti della nobile Casa Targaryen regnante prima della rivolta dei Baratheon , cercano di
ricostruire l'antico potere nelle selvagge terre al di là del mare. Che dire...avanti con la seconda stagione!!!

Lisa J. Smith - Il gioco Proibito: La casa degli orrori



Alla ricerca del regalo perfetto per il suo ragazzo,Jenny Thornton si imbatte in uno strano,inquietante negozio di giochi. Dietro al bancone,un ragazzo ancora più strano,con i capelli argento e gli occhi di un blu elettrico,vende antichi giochi in scatola,amuleti,strani artefatti. Si chiama Julian,e a Jenny consiglia proprio di acquistare uno di quei giochi in scatola molto particolari. La confezione è completamente bianca,non ci sono scritte nè immagini,e le istruzioni cominciano con un avvertimento che mette i brividi: Entrare nel Mondo delle Ombre può essere fatale. Le regole sono molto semplici: ogni partecipante deve scrivere la sua più grande paura e disegnare con dei pennarelli una grande casa vittoriana,il regno dell'Uomo Ombra. Jenny è misteriosamente attratta dalla sfida e organizza subito una partita insieme ai suoi più cari amici. Ma il gioco si trasforma in realtà,e la casa diventa vera. In ogni camera si annida un incubo,e nelle stanze prendono forma le paure più oscure dei ragazzi,che si ritrovano a vagare per i suoi tortuosi corridoi,fino a precipitare nell'inferno che ribolle nelle loro menti. La partita è iniziata,e la posta in palio è la vita di Jenny.

sabato 31 agosto 2013

Monster's University

La storia di questo prequel è abbastanza lineare senza particolari intrecci, un paio di colpi di scena ci sono e arrivano graditi a schivare un finale altrimenti troppo banale di rivincita e valore personale. Ricca di riferimenti alla vita da college americano che a noi italiani poco ci riguarda, ma ben sviluppato dal punto di
vista emotivo dei due protagonisti che riportano due figure tipo dell’adolescenza e delle nostre scuole superiori, cosa che
permette di apprezzarlo anche qui in Italia, anche se non abbiamo il college.
È uno dei pochi prequel che riesce ad essere sia originale e diverso, sia a mantenere perfettamente la continuità con il suo predecessore. Consigliato a tutte le età.

Now You See Me - I maghi del crimine

Un gruppo di maghi (l' illusionista J. Daniel Atlas, l' escapista Henley Reeves, il prestigiatore Jack Wilder e il mentalista Merritt McKinney) ricevono dei tarocchi da una misteriosa figura incappucciata che li ha osservati per mesi mentre eseguivano i loro trucchi; seguendo le tracce riportate sulle carte si ritrovano tutti insieme in un appartamento abbandonato dove scoprono degli ologrammi con le istruzioni per complicatissimi numeri di magia. Un anno dopo i maghi, adesso chiamati I Quattro Cavalieri , debuttano in un prestigioso show a Las Vegas sponsorizzato dal magnate di una compagnia assicurativa, Arthur Tressler. Da qui inizia il tour mondiale he li porterà ad eseguire trucchi sempre piu improbabili contornati da colpi di scena veramente belli e sconvolgenti...da vedere assolutamente.

Pacific Rim

Scusate il ritardo, o meglio l' assenza da queste pagine, ma ne approfitto per recensire alcuni film che ho visto ultimamente, come appunto Pacific Rim.
In un prossimo futuro il mondo è sotto l'attacco di giganteschi mostri alieni, noti come Kaijū , emersi da un portale interdimensionale sul fondo dell' oceano Pacifico. La guerra instaurata contro tali creature è destinata a distruggere milioni di vite e consumare le risorse umane per gli anni a venire. Per fronteggiare le titaniche minacce vengono ideate delle armi speciali: enormi mecha chiamati Jaegers, di solito controllati simultaneamente da due piloti le cui menti sono collegate a una rete neurale. Poiché i devastanti attacchi dei Kaijū sono quasi tutti concentrati sugli Stati che affacciano sul Pacifico, le nazioni più potenti del Pacific Rim impiegano gran parte delle proprie risorse per aderire al progetto Jaeger e la loro costruzione.
Inizialmente i robottoni terresti hanno la meglio, ma ad un certo punto iniziano a perdere le battaglie fino a che il progetto non viene abbandonato...certo questo è solo l inizio del film...per il resto dovrete andarlo a vedere, ma posso solo dire che si tratta di un sogno a occhi aperti, per uno come me che ha amato qualsiasi tipo do cartone animato ispirato ai robottoni.

Shadowhunters - Città di ossa

Che dire, non potevo non andare a vedere il nuovo film della saaga urban fantasy del momento.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo fantasy, il primo della saga
Shadowhunters , in lingua originale nota con il titolo The Mortal
Instruments , ideata da Cassandra Clare e ambientata a New York.
La protagonista è Clary Fray è un'adolescente newyorkese che, in un locale, assiste ad un omicidio che solo lei sembra in grado di poter vedere. Più tardi, scopre che la madre viene rapita da un misterioso uomo chiamato Valentine, che è alla ricerca della cosiddetta Coppa Mortale. Catapultata quindi in un mondo di cui ignorava l'esistenza, in cui demoni, stregoni, vampiri, licantropi e altre creature leggendarie sono realtà, si affida agli Shadowhunters Jace, Alec e Isabelle, guerrieri semi-angeli che le
persone normali non possono vedere, per iniziare un viaggio alla ricerca della madre e alla scoperta di quell'universo di cui anche lei sembra far parte. Dopo aver scoperto verità nascoste sul suo passato e sui suoi antenati, si renderà conto di avere anche lei dei poteri. Grazie alle sue doti, riesce a trovare la Coppa che era stata nascosta dalla madre, per poi vedersi tradita e costretta a rinunciare ad essa. Nel mezzo di una battaglia tra forze che a fatica riesce a capire, continuerà quindi la sua corsa contro il tempo per salvare la madre prima che sia troppo tardi.
Che dire in alcuni punti si discosta molto dal libro, però alla fine nel complesso è un film valido per il suo genere, anche se accolto freddamente sia al botteghino che dalla critica.

giovedì 29 agosto 2013

Stendhal - L' Amore

L'amore è come la febbre. Nasce e si spegne senza che la volontà ne abbia la minima parte.

giovedì 11 luglio 2013

A. Merini - Dove c'è ancora amore

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore...

 

lunedì 8 luglio 2013

Seneca - Impara a piacere a te stesso.

Impara a piacere a te stesso.
Quello che tu pensi di te stesso è molto più
importante di quello che gli altri pensano di
te.
 

Francesca Mannarino - La donna del Mistero

Mi ritrovo qui a scrutarti e ad osservarti
Ma non riesco a capire
Cosa stai tessendo nella tela dei tuoi
pensieri…
Le tue parole a volte descrivono l'infinito,
altre volte sono più impenetrabili degli abissi
oceanici
ed altre volte ancora cantano dell'amore.
Tu sai cosa vuoi veramente,
ma non a tutti permetti di esplorare i tuoi lidi.
E tu non fermarti mai dal farlo.

giovedì 4 luglio 2013

martedì 2 luglio 2013

Pablo Neruda - Lentamente muore

Lentamente muore chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso.

lunedì 1 luglio 2013

W. Pasini - L' autostima



L' autostima è un fiore che va annaffiato ogni giorno. Il potere è dentro di noi, è nella cura che abbiamo di noi stessi, nella capacità di volerci bene.

venerdì 3 maggio 2013

Lucia Manna - La neve nel cuore


Sera d’autunno di luna piena,
una timida pioggia si era placata;
da quella festa rientravi serena,
ma una bufera per te si era già preparata.
Mani ruvide e grandi ti spinsero a terra,
tappandoti la bocca per farti tacere;
cominciò così un’inutile guerra,
vittoria contro quegli uomini non riuscisti ad avere.
Ti ritrovasti sola con le lacrime in viso,
con vestiti strappati e dell’amore violata.
La neve scese nel cuore così all’improvviso,
che desiderasti addirittura di non esser mai nata.
Avresti voluto chiedere aiuto,
ma tutte le colpe del mondo si insidiarono in te;
non era una cosa che avevi voluto,
non era sicuramente dipeso da te.
Con tutte le forze provasti a lottare,
ma germogliavano in te, solitudine, rabbia e dolore
e solo quel salto nel vuoto poté cancellare
quel pallido sole, che come la neve non dava calore.

lunedì 29 aprile 2013

Azzurra M. - Una foglia


Una foglia….
Si solleva fluttuando dolcemente,
prende con aria orgogliosa la direzione del vento
che pazzerello indispettito la fa roteare, salire, scendere,
e infine ricevendo una spinta maggiore
rincorre felice una scia ancora non battuta.
Una splendida foglia di Nocciolo…
Nuova esperienza, nuova vita,
scruta con fiero sguardo davanti a lei un quadro dipinto
che la natura continua a modificare al suo passaggio.
Una bellezza di forme e colori danno vita a contorni…
reali e irreali un viaggio cominciato oggi…
Un’alba con un significato diverso.
Soffia il vento, al suo incedere vede un brullo paesaggio,
freddo e inospitale …ma che non tocca la sua corsa
verso un inimmaginato confine.
Con il cuore ricolmo, di una gioia non ancora raggiunta,
anche le nuvole che la sovrastano variano forma
e il vento che la sta accompagnando gioca,
rendendo inconsistente quella massa bianca spumeggiante, leggera.
Guardando all’orizzonte…
segue con un istinto fatto di sapere, di conoscenza,
di gocce d’acqua simili a lacrime
che hanno il sapore dell’Amore della Felicità…
Un percorso che raccoglie, in tutte le stagioni
briciole di un atomo di questa vita.

sabato 6 aprile 2013

Kahlil Gibran - Una delle cose più belle



Una delle cose più belle della vita, è trovare qualcuno che riesce a capirti senza il bisogno di dare tante spiegazioni

mercoledì 3 aprile 2013

Sergio Donatantonio - Sul Muratore




Costruire, riparare
e di nuovo costruire
Con la calcina,
il cemento e i mattoni.
Si comincia dalle 7
tutto l'anno,
d'inverno come d'estate,
al coperto come all'aperto,
lavorando soli o in squadra,
a mano come una volta
o con più facili mezzi meccanici.
Tutto per soddisfare
le necessità di un tetto
accogliente e sicuro
per l'uomo e i suoi cari.

martedì 2 aprile 2013

Anna - Sorrisi

Sorrisi
piuttosto che risate.
Amore
piuttosto che passionalità
tono medio piuttosto che urla
o scoppio d'ira
o carne sul tavolo del macellaio.
Scelte
generate dal tempo
abiti indossati sul corpo.
Non gelo,
ma esercizio di virtù.
Anche quando la virtù
è fuori moda.

mercoledì 27 marzo 2013

Duken Nukem Forever


L'onda dello straordinario successo riscosso da Duke Nukem 3D, pubblicato l'anno prima, gli sviluppatori di 3D Realms annunciano l'uscita di un sequel. Anni dopo il gioco si fa ancora attendere ma gli appassionati non perdono le speranze e si nutrono di ulteriori annunci, di rumor, persino di un trailer fino al 2009, quando le difficoltà economiche costringono la compagnia a pesanti tagli nel personale e allo sciogliemento proprio del gruppo che doveva occuparsi della realizzazione della nuova avventura di
Duke Nukem. Settembre 2010: a sorpresa, il publisher 2K Games e Gearbox Software rivelano di aver acquisito la licenza e i materiali relativi a Duke Nukem Forever, decisi a portarlo a termine. La notizia è stata presa un po' come una burla, del resto dopo tutti quegli anni sembrava ormai impossibile che la faccenda potesse risolversi con l'effettiva uscita del gioco. E adesso eccolo qui: il Duca è tornato ed è lo stesso di sempre, gli anni non hanno scalfito il suo carattere né i suoi muscoli. Dopo aver salvato il mondo dall'invasione aliena, è anche diventato una star: la gente lo acclama, le donne lo desiderano, i bambini vogliono essere come lui ("prendi le tue pill... ehm, le tue vitamine, ragazzino, e ce la farai!"), c'è un intero museo dedicato alle sue gesta mentre si producono film e musical sulla sua vita. Una situazione idilliaca, che viene purtroppo rovinata dal ritorno degli alieni che anni prima il Duca avevaì preso a randellate.
Raggiunta la Duke-Caverna, l'eroe viene rimbrottato dal presidente degli Stati Uniti in persona, che gli ordina di non attaccare gli invasori perché è sicuro di potersi accordare pacificamente con il loro capo. D'altronde non possono scagliare un attacco preventivo solo perché credono che il nemico possieda armi di distruzione di massa, no? Le intenzioni degli alieni si rivelano però tutt'altro che pacifiche e così Duke, riattivato il sistema energetico della sua "fortezza", aziona i cannoni contro la loro nave madre e la distrugge, dopodiché esce all'aperto e fa a pezzi uno dei mostri più grossi e arrabbiati che si siano visti in un FPS da qualche anno a questa parte, terminando l'incontro con una sonora raffica di cazzotti nelle parti basse. Si tratta di poche sequenze, solo dell'inizio di una campagna composta da ventidue capitoli (completabile in circa dieci ore, forse qualcosa in più), che però danno perfettamente l'idea di cosa possiamo aspettarci da Duke Nukem Forever. Una rivoluzione per il genere degli FPS? No di certo. Un colossal a cui hanno lavorato ininterrottamente per quattordici anni? Nemmeno. L'ideale sequel di Duke
Nukem 3D? Esattamente.

giovedì 7 marzo 2013

Cesare Pavese - Un paese vuol dire



Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

mercoledì 6 marzo 2013

Ratchet & Clank: Alla ricerca del tesoro

Episodio molto simpatico, forse un pò troppo breve . . . La storia riprende dalla fine di Ratchet & Clank: Armi di distruzione proponendo un Ratchet (alla ricerca del suo amico Clank, catturato dagli Zoni in Armi di distruzione) coinvolto in una guerra contro una banda di pirati robot, sul pianeta Merdegraw.
Dopo essere stato scaraventato in un'isola, Ratchet decide di esplorarla e trova una cittadina a cui dovrà aiutarli a riparare delle eliche per attivare l'energia. Successivamente Ratchet andrà in una cava con Rusty Pete e risveglierà lo spirito di Darkwater (il capo della banda dei pirati). Dopo ritornerà all'isola e partirà verso il covo di Darkwater per poi affrontare nel Mare delle Azzorre il pirata Slag posseduto da Darkwater. L'obiettivo principale di Ratchet è cercare di ottenere la Stella Fulcro: un tesoro che potrebbe essere il solo collegamento con la dimensione degli Zoni.
Durante l'avventura (che si svolge in quattro ambientazioni) Ratchet è aiutato da alcuni personaggi presenti nel gioco precedente (come ad esempio Talwyn). Alla fine del gioco appare una scritta: "L'avventura continua a fine 2009", il successivo episodio della saga è Ratchet & Clank: A spasso nel tempo.
Un buon titolo, forse ho sbagliato ad iniziare la serie da questo episodio . . . spero di trovare il seguito in negozio, così da carpire saggiare meglio la particolarità del Brand.


martedì 5 marzo 2013

Tiromancino - Le incomprensioni

Le incomprensioni sono così strane, sarebbe meglio
evitarle sempre, per non rischiare di aver ragione che la
ragione non sempre serve, domani invece devo ripartire,
mi aspetta un altro viaggio e sembrerà come senza fine,
ma guarderò il paesaggio… Il mio pensiero ti verrà a
cercare tutte le volte che ti sentirà distante, per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me è importante.

lunedì 4 marzo 2013

Assassin's Creed - Revelation

Quasi alla vigilia dell' annuncio da parte di ubisoft dell' uscita del' quarto capitolo della saga io ho finito il tervo volume della saga di Ezio. Un capitolo senza infamia e senza lode, che ci porta un protagonista maturo e consapevole della propria forza.
Le vicende di Revelations hanno inizio poco dopo la fine dei fatti di Assassin's Creed: Brotherhood. Gli Assassini, sollevati per aver recuperato la Mela nascosta sotto il Colosseo, sono comunque sconvolti dall'inspiegabile uccisione di Lucy per mano di Desmond. Dopo averla pugnalata contro la propria volontà, mosso probabilmente dall'entità della Prima Civilizzazione nota come Giunone, il giovane crolla a terra svenuto. Convinti che la sua attuale condizione dipenda dall'effetto osmosi, i compagni Assassini di Desmond lo inseriscono in un programma speciale dell'Animus per contrastare, o almeno rallentare, il deterioramento dei suoi processi cognitivi. Mentre viene trasportato da Shaun, Rebecca e William dall'Italia ad una località per il momento sconosciuta, Desmond si risveglia su una strana isola. Qui incontra il Soggetto 16, incarnato in un corpo virtuale, che rivela a Desmond che ora si trova nel programma di base dell'Animus: la sua mente, infatti, è stata frammentata dalle esperienze vissute nei panni di Ezio ed Altaïr, che hanno mescolato la sua personalità con quelle dei suoi due illustri antenati. Per salvarsi e tornare nel mondo reale, Desmond dovrà creare un "giunto sincronico", ovvero rivivere alcuni momenti chiave dei suoi antenati non ancora recuperati, in modo da "completare" le loro vite: in questo modo l'Animus sarà in grado di separare le esistenze di Ezio ed Altair da quella di Desmond, permettendo al ragazzo di risvegliarsi dal coma. Si scopre inoltre che il Soggetto 16, alias Clay Kaczmarek, ha vissuto un'analoga esperienza a quella di Desmond, ma a differenza di questi il suo corpo reale non è più in vita: pertanto Clay è rimasto prigioniero dell'Animus. Desmond riprende così ad esplorare i ricordi di Ezio Auditore. Scopriamo che, nel corso degli anni, il Maestro Assassino non è riuscito a placare il suo animo dopo la pace seguita ai fatti di Brotherhood. Inquieto per le enigmatiche rivelazioni di cui è stato testimone, in particolar modo per esser stato il tramite involontario fra Minerva ed un misterioso uomo chiamato "Desmond", nel 1510 Ezio scopre una lettera scritta da suo padre che accenna ad una biblioteca nascosta a Masyaf (patria di Altair), e colma di una saggezza inestimabile: dopo dieci lunghi mesi di viaggio, il Mentore giunge finalmente all'antica cittadella. Ma al suo arrivo Masyaf, che non ospita più gli Assassini da secoli, si trova invece in mano dei Templari: anch'essi sono alla ricerca della biblioteca di Altair, la cui saggezza avrebbe dovuto condurli ad un misterioso "Grande Tempio". Ezio viene catturato dai Templari, ma riesce a liberarsi e ad uccidere il loro capo Leandros, sottraendogli il diario di Niccolò Polo. Dal diario Ezio apprende delle "cinque chiavi" necessarie per aprire la biblioteca, nascoste da Polo stesso a Costantinopoli quasi 300 anni prima. Ezio si reca quindi a Costantinopoli, detta Istanbul dagli abitanti del luogo. Qui incontra Yusuf Tazim, Gran Maestro degli Assassini di Istanbul, il quale è alle prese con i Templari bizantini, che combattono per restituire il trono di Bisanzio, caduto nelle mani degli Ottomani, al legittimo erede dell'imperatore Costantino. A tutto ciò fa da sfondo la guerra per il trono ottomano fra il sultano Bayezid e suo figlio Selim, poiché il sultano ha designato come suo erede l'altro figlio, il principe Ahmet. Con l'aiuto della libraia veneziana Sofia Sartor, con cui instaura ben presto un legame, Ezio riesce a trovare quattro delle cinque chiavi di Masyaf (una era già stata trovata dai Templari sotto il Palazzo Topkapı), insieme a molti libri che si credevano perduti da secoli. Inoltre scopre che le chiavi, forgiate probabilmente con lo stesso materiale della Mela dell'Eden, contengono memorie della vita del leggendario Altair. In seguito l'Assassino, dopo aver salvato da un attentato dei Templari il giovane principe Solimano, figlio di Selim, stringe un'alleanza con quest'ultimo.
Ezio e Solimano sono erroneamente indotti a pensare che Tarik Barleti, capo dei Giannizzeri (le guardie personali del sultano), sia in combutta con i Templari, e che stiano tramando insieme di attaccare Bisanzio. Uccidendolo, però, scopre che in realtà Barleti stava tendendo un tranello ai Templari per sconfiggerli definitivamente, e grazie alle sue informazioni parte per la Cappadocia, dove Manuele Paleologo, l'ultimo erede di Costantino, sta radunando un esercito templare per riconquistare la corona bizantina. Giunto in Cappadocia, Ezio uccide Paleologo, che possedeva anche la quinta chiave di Masyaf. Ma dopo aver recuperato l'ultima chiave, scopre che dietro il complotto dei Templari non c'è altri che il principe Ahmet, fratello di Selim e zio di Solimano, che gli propone uno scambio: le cinque chiavi di Masyaf per la vita di Sofia Sartor, che è stata catturata. Ezio accetta lo scambio, salva Sofia ed insegue Ahmet per recuperare le chiavi. Giunti ad una scogliera, Ezio, Sofia ed Ahmet incontrano Selim, che ha sconfitto in guerra il padre Bayezid: il nuovo sultano uccide Ahmet gettandolo da un dirupo e lascia vivere Ezio, in virtù della stima che il figlio Solimano nutre nei confronti del Maestro Assassino. Una volta recuperate le cinque chiavi, Ezio e Sofia si incamminano insieme per Masyaf, e dopo aver aperto la biblioteca, scoprono che non v'è alcun libro: in realtà essa è una cripta contenente lo scheletro di Altair e la Mela dell'Eden. Nella mano di Altair, Ezio trova una sesta chiave che contiene l'ultimo ricordo del suo grande antenato, quello della sua morte, quando questi si chiuse dentro la cripta insieme alla Mela. Ezio trova anche il Frutto dell'Eden, ma decide di lasciarlo lì dove si trova, temendo del suo potere; il manufatto però prende vita. Ezio, parlando a Desmond attraverso i secoli, capisce ed accetta il suo destino di profeta: "Sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione", afferma. Desmond, intanto, si trova al cospetto di Giove, terzo membro della triade della Prima Civilizzazione insieme a Minerva e Giunone. Questi racconta che la sua razza cercò di sfuggire senza successo alla catastrofe della tempesta solare, annunciata durante gli eventi di Assassin's Creed 2. Prima della fine, la triade della Prima Civilizzazione sigillò tutto il proprio sapere in una cripta (probabilmente il "Grande Tempio" che cercavano i Templari), situato a Turin, nell'odierno stato di New York. A questo punto Desmond, che ha completato i momenti chiave delle vite dei suoi due grandi antenati, si risveglia dal coma e dice: "So che cosa dobbiamo fare".

giovedì 28 febbraio 2013

Fabio Volo - Voglio te

Voglio amarti, voglio che ti siedi al mio fianco, voglio potermi girare e saperti lì. Voglio appoggiare la mia mano sulla tua gamba mentre siamo a cena con altra gente. Voglio tornare a casa in macchina con te, commentare con te, criticare con te. Voglio addormentarmi, svegliarmi, mangiare, parlare con te. Ti prego. Voglio parlare guardandoti negli occhi gridando da un'altra stanza della casa. Voglio vederti tutti i giorni, guardarti camminare, guardarti aprire il frigorifero. Voglio sentire il rumore del fon provenire dal bagno. Voglio poterti dire tutti i giorni ciò che sei per me. Voglio poter litigare con te. Voglio vedere i tuoi sorrisi, voglio asciugare le tue lacrime. Voglio che tu mi dica durante una cena di tornare a casa perché sei stanca e hai sonno. Voglio essere li quando hai bisogno di un aiuto per chiudere il vestito. Voglio essere seduto di fronte a te quando indossi gli occhiali scuri mentre facciamo colazione al mare e voglio offrirti il pezzo di frutta più buono. Voglio poter scegliere un paio di orecchini per te in un negozio, voglio dirti che stai bene con il nuovo taglio di capelli, voglio che ti aggrappi a me quando inciampi, voglio esserci quando comprerai le tue scarpe nuove.

mercoledì 20 febbraio 2013

Cambio Vita

Mediaset Premium...diciamo che di questo abonamento spesso e volentieri gurdo solo le serie Tv, lasciando in disparte i film e tutti i canali a loro dedicati . . . che dire, questo fino a lunedi credevo fosse una cosa positiva, ma essendomi imbattuto in questo film, devo ricredermi . . . Film di cui non conoscevo neanche l' esistenza e in conclusione devo dire che è stata una bella scoperta. La trama molto spicciola è riassumibile in due persone, Mitch e Dave, i quali sono amici fin dall'infanzia, ma ora che sono adulti hanno poche cose in comune.
Dave è un avvocato sposato e padre di tre figli, mentre Mitch è un single donnaiolo che respinge ogni responsabilità. Ognuno dei due, per motivi differenti, invidia la vita dell'altro, così, dopo una notte di bagordi, i due si risvegliano uno nel corpo dell'altro. Mitch si ritrova catapultato nella vita di Dave, tra famiglia, carriera e la bella collega Sabrina, mentre Dave deve fare i conti con le numerose conquiste dell'amico. I due amici dovranno trovare il modo di rimpossessarsi delle proprie vite, cercando di non danneggiare quella dell'altro.
Veramente carina e divertente, diciamo leggermente più di spessore rispetto ai suoi predecessori di questo genere . . . consigliatissimo, però a persone adulte . . . o almeno di 16 anni minimo.



martedì 19 febbraio 2013

Inverno e influenza


L' inverno è nel pieno della sua forza, con il gelo che ha attnagliato la nostra bella penisola . . . L' influenza ha colpito molti  italiani che sono costretti a rimanere a letto :(.
Girando per negozi, uffici e molti locali pubblici non si può non imbattersi in starnuti, colpi di tosse e chi più ne ha più ne metta . . . potrei anche evitare di narrarvi eventi o scene di questo tipo, dato che sono di comune dominio.
Voi siete influenzati? Che rimedi utilizzate per prevenire o per curare ormai gli stati febrili? Spesso il ritornello della nonna è un pochino pesante . . . la frase che mi dice spesso d' inverno è questa:

''Per non avere freddo e non ammalarsi bisogna coprire i piedi e la gola . . . '' aggruppate'' il collo che prendi freddo.''

Che dire, spesso funziona . . . o almeno ti salvi dal mal di gola!
Un augurio di pronta guarigione a tutti gli ammalati di influenza stagionale o eventuali sintomi.

venerdì 15 febbraio 2013

Josef Bach - Amore



Parole silenziose in mezzo alla tempesta, un'ombra appare in lontananza, due occhi brillano nel buio della notte, una voce giunge alle mie orecchie come una dolce melodia. Il mio cuore comincia a battere forte, davanti ai miei occhi il suo volto luccicante come una stella, il suo corpo caldo come un raggio di sole. La stringo forte sul mio cuore. Fondendo le nostre anime in eternità. Una sola parola esce dalle nostre bocche. Amore.

martedì 12 febbraio 2013

Jack - Aspettando l'amore

L'amore è una predisposizione dell'animo non un terno al lotto o un regalo del destino. Non lo si può aspettare come Vladimiro ed Estragone aspettano Godot. Costoro si lamentano continuamente del freddo, della fame e del loro stato esistenziale, litigano e cadono in una situazione di non senso della vita. Godot non arriverà mai, questo è certo. Se lo si vuol incontrar l'amore, dobbiamo attenderlo a petto nudo e a braccia aperte, non a pugni chiusi e con le mani in tasca.
Quando arriverà, allora il suo abbraccio lo sentiremo forte, inequivocabile. Con le mani in tasca, e i pugni chiusi, non c'è speranza alcuna di incontrarlo. Come ci si può abbevera all'acqua di un ruscello se non apriamo i palmi delle nostre mani? Chi potrà raccogliere quell'acqua per portarla alle nostre labbra? Come potremo scalare una montagna se non muovere dei passi sul suo pendio? E ancora, come si potrà
abbraccia un amore se ci stringere nelle spalle. L'amore è una predisposizione dell'animo non un regalo che ci è dovuto.
L'indifferenza è una sorta di maleficio che lo scaccia, lo tiene lontano. Una specie di antidoto negativo. L'egoismo è un terreno arido per far sbocciare il seme dell'amore. Egoismo ed indiffere costituiscono una miscela micidiale contro il sentimento dell'amore. Cercarlo, volerlo, sognarlo, aspettarlo con animo leggero: questa è la condizione necessaria per avere almeno la speranza di incontrarlo. Se questa attitudine non la possedi le speranze saranno pressoché nulle. Per aprire uno spiraglio in noi e far sì che
il cuore perda la sua durezza, prerogati questa che porta l'amore a cambiare strada, è sufficiente lasciare
alla natura la possibilità di agire, senza ostacolare il corso del fiume.
Lasciarsi andare all'evoluzione naturale delle cose può essere l'inizio di un atteggia positivo. Abbando al fiume e diventare pietra che si lascia levigare: questo può essere sensato. Abbattute le barriere costituite
dall'indifferenza il germoglio della bellezza farà nascere il fiore dell'amor forse. E la bellezza c'è in ogni momento, ed in ogni luogo, come l'aria.
Di consegue anche l'amore. Respirare questa bellezza come fosse aria e sentirla in sé è la scintilla che darà origine al fuoco della passione e al calore della conoscenza dell'altro. In tutti i sensi, magari anche in quello biblico.

giovedì 7 febbraio 2013

AnnaM - Se non avessi te


Non posso immaginare la mia vita senza te,
e se la immagino... meglio non vivere.
Un corpo senza anima è un fiore senza stelo,
un cielo senza sole... oscurerebbe l'universo,
la mia vita senza te.... il nulla.
La vita non ha senso
se non hai ragioni per vivere,
e solo tu amore mio
dai un senso ai miei giorni,
sei tu il battito del mio cuore,
la fiamma della mia anima.

martedì 5 febbraio 2013

. . . La gobba del cammello . . .

All'inizio del mondo, quando tutto era ancora nuovo, e gli Animali avevano appena incominciato a lavorare per l'Uomo, viveva, in mezzo al Deserto Ululante, un Cammello, che era proprio un gran fannullone, tanto che mangiava rametti e pruni, tamarischi e altre erbe, che poteva trovare nel deserto senza scomodarsi troppo; e quando Qualcuno gli rivolgeva la parola, rispondeva: "Bah!" solo: "Bah!" e nient'altro. Perciò, un lunedì mattina, il Cavallo andò da lui, con la sella sulla schiena e il morso in bocca, e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni fuori a trottare come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello; e il Cavallo se ne andò e lo riferì all'Uomo." Poi andò da lui il Cane, con un pezzo di legno in bocca; e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni a stanare la selvaggina come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello; e il Cane se ne andò e lo riferì all'Uomo. Poi andò da lui il Bue, con il giogo sul collo, e disse: "Cammello, ehi, Cammello, vieni ad arare come tutti noi." "Bah!" fece il Cammello, e il Bue se ne andò e lo riferì all'Uomo.
Sul finire del giorno l'Uomo chiamò a raccolta il Cavallo, il Cane e il Bue e tenne loro questo discorsetto: "O miei Tre, sono molto spiacente per voi (con il mondo ancora tutto nuovo); quel Fannullone nel deserto non vuol proprio lavorare, mentre ormai dovrebbe già essere qui come voi; per cui sono costretto lasciarlo solo, e voi dovrete lavorare il doppio per supplirlo." Ciò irritò molto i Tre (con il mondo ancora tutto nuovo); ed essi si riunirono al confine del Deserto a congiurare; e venne anche il Cammello, più indolente che mai, ruminando erba, e rise loro in faccia. Poi fece: "Bah!" e se ne andò. Allora arrivò il Genio che ha in custodia Tutti i Deserti, avvolto in una nube di polvere (i Geni viaggiano sempre in questo modo, perché è Magia), e si fermò a parlare coi Tre. "Genio di Tutti i Deserti," disse il Cavallo, "è giusto che qualcuno se ne stia in ozio con il mondo tutto nuovo?" "No di certo," rispose il Genio. "Ebbene," soggiunse il Cavallo, "c'è un animale in mezzo al tuo Deserto Ululante, con lungo collo e lunghe gambe che non ha fatto ancora niente da lunedì mattina. Non vuole trottare." "Ohibò!" esclamò il Genio; "per tutto l'oro dell'Arabia, ma questo è il mio Cammello! e che scusa trova?" Dice: «Bah!» disse il Cane; - e non vuole andare a stanare la selvaggina. "Dice qualcos'altro?" "Solo: «Bah!» e non vuole arare, - disse il Bue. "Benissimo," fece il Genio; "se avete la pazienza di aspettare un minuto lo farò sgobbare io." Il Genio si avvolse nel suo mantello di polvere, andò nel deserto, e trovò il Cammello più indolente che mai, che rimirava la sua immagine riflessa in una pozza d'acqua. "Mio lungo e indolente amico," disse il Genio, "ho sentito sul tuo conto cose che ti fanno poco onore. È vero che non vuoi lavorare?" "Bah!" rispose il Cammello. Il Genio si sedette, col mento fra le mani, e si accinse ad escogitare qualche grande incantesimo, mentre il Cammello continuava a rimirare la sua immagine riflessa nell'acqua. "Tu hai costretto i Tre a lavorare il doppio da lunedì mattina, e tutto per colpa della tua insopportabile pigrizia" disse il Genio, e continuò a pensare incantesimi col mento fra le mani." "Bah!" fece il Cammello. "Non lo ripeterei più se fossi in te," disse il Genio; "potresti dirlo una volta di troppo. Fannullone, voglio che tu lavori." E il Cammello ripeté ancora: "Bah!" ma non aveva ancora finito di dirlo, che vide il suo dorso, del quale era così orgoglioso, gonfiarsi e gonfiarsi finché si formò su di esso una grande, immensa, traballante gobbah. "Vedi cosa ti è successo?" disse il Genio; "questa gobba te la sei voluta proprio tu, con la tua pigrizia. Oggi è giovedì, e tu non hai fatto ancora nulla, mentre il lavoro ha avuto inizio lunedì. Ora devi andare a lavorare." "Come è possibile," protestò il Cammello, "con questa gobbah sulla schiena?" "Anzi, è fatta apposta," replicò il Genio, "perché hai perso quei tre giorni. Ora potrai lavorare per tre giorni senza mangiare, perché puoi vivere a spese della tua gobbah; e non ti venga in mente di dire che non ho fatto niente per te. Esci dal deserto, vai a raggiungere i Tre, e comportati bene. E sgobba!" E il Cammello andò a raggiungere i Tre, e sgobbò, nonostante la gobba. E da quel giorno in poi il Cammello ebbe sempre la gobbah (noi, ora, la chiamiamo gobba per non offenderlo); ma non è ancora riuscito a recuperare i tre giorni che ha perso all'inizio del mondo, e non ha ancora imparato a comportarsi come si deve.
Autore: Rudyard Kipling

Assassin's Creed - Brotherhood

Anche se la recenzione del secondo è arrivata con qualche giorno d iritardo, non posso non parlare anche di questo capitolo, per la verità del terzo, che ho concluso proprio ieri sera, dopo una settimana e mezza di gioco . . . In Assassin's Creed Brotherhood, Ezio Auditore, nei ricordi di Desmond Miles, arriverà alla resa dei conti finale con i Templari e i Borgia per la riconquista di Roma, dove avrà la meglio. Desmond Miles, insieme alla squadra di Assassini che lo ha accompagnato nel capitolo precedente, si reca a Monteriggioni mentre rivive questi ricordi, installando una base di lavoro sotto la roccaforte di Monteriggioni, nel rifugio segreto. Dopo un po' di giorni si scopre la posizione della Mela, che è stata in mano ad Ezio secoli prima. Si trova nei sotterranei di Santa Maria in Aracoeli, a Roma. Desmond grazie, all'effetto osmosi, sa esattamente cosa fare, e così aziona strani congegni che lo instradano in un percorso acrobatico dove raggiunge insieme agli altri la Mela. Al solo tocco la Mela sprigiona poteri sovrannaturali tra cui un campo mistico che ferma il tempo e immobilizza Desmond. Appare così la voce di Giunone che, nel suo monologo, iniziato tempo prima con spezzoni di effetto osmosi, comunica a Desmond di non sapere nulla di ciò che sta accadendo e lo guideranno lei e i suoi simili. La forza del potere della Mela ordina al corpo di Desmond di ferire con la lama celata Lucy Stillman, comando che viene eseguito, portando Desmond a uno stato di shock. Nei titoli di coda si sentono le voci di Bill Miles e di un altro Assassino che vedendo lo stato in cui versa Desmond decidono di rimetterlo nell'Animus, per permettergli di sopravvivere. Più che un' espansione lo definirei un gran bel capitolo, con l'ultilizzo delle armi da guerra e sopratutto di una storia che sul finale lascia a bocca aperta . . . che dire, se giochi questo capitolo non puoi non giocare anche il Revelations.

lunedì 4 febbraio 2013

Assassin's Creed II

Ed eccomi qua a giocare, anzi a divorare questo gioco, dopo il regalo di Natale, una PS3, mi appresto a recuperare molto tempo perso nel panorama videoludico dell' attuale generazione di giochi . . . quindi non posso che non inizare con Assassin's Creed II, dove Desmond viene portato in un nascondiglio da Lucy, dove i suoi alleati Sean e Rebecca lo invitano ad entrare in un nuovo e più potente Animus, l'Animus 2.0, chiamato da Rebecca "Baby". È il momento di esplorare i ricordi di Ezio Auditore da Firenze, un giovane nobile del 1476. Da giovane, il padre di Ezio e i fratelli vengono seguiti da Uberto Alberti, un funzionario corrotto in combutta con i Templari che farà uccidere il padre e i due fratelli di Ezio. Ezio uccide Uberto per vendetta e dopo la fuga con la sua famiglia nella villa a Monteriggioni, nella campagna toscana, apprende della sua eredità di Assassino e inizia la formazione da suo zio Mario. Ezio fa amicizia anche con l'inventore Leonardo da Vinci, che aiuta Ezio con la sua opera nella decodifica di un codice criptato che contiene le memorie di Altaïr Ibn-La'Ahad. Nel corso di un decennio, Ezio uccide i cospiratori coinvolti nella morte di suo padre, arrivando a Rodrigo Borgia, capo dell'Ordine dei Templari, che ha recuperato la Mela dell'Eden. Ezio e gli altri Assassini rivendicano il frutto, ma Borgia fugge. Ezio è formalmente un Assassino e viene detto che potrebbe essere il profeta, come descritto nel codice. Durante il corso del gioco Desmond ha un certo numero di esperienze anomale. In primo luogo egli scopre strani segni lasciati apparentemente dal Soggetto 16, la persona che prima di lui è stata nell'Animus, simili a quelli visti nel primo episodio, che nascondono una storia segreta del mondo. Molti ricordi sono saltati (questi ricordi sono giocabili scaricando i DLC La Battaglia di Forlì e Il Falò delle Vanità), lanciando la linea temporale in avanti di oltre un decennio in Vaticano, dove ora risiede Borgia come Papa Alessandro VI. Borgia è in possesso di un altro frutto dell'Eden, il Bastone Papale. Ezio incontra l'ologramma di una donna, che afferma di essere Minerva, e che sostiene anche di provenire da una civiltà i cui membri sono stati osservati anche nella stessa luce dai popoli antichi. Minerva rivela di un grande disastro che aveva colpito e distrutto la sua civiltà e avverte che potrebbe verificarsi di nuovo, presto. Parlando direttamente a Desmond, lei gli dice "Il resto spetta a voi". Desmond è tirato fuori dall'Animus, l'Abstergo ha localizzato il loro rifugio. Lui, Lucy e il resto della squadra riesce a fuggire e ben presto si preparano a tornare all'Animus per la ricerca di indizi che possano aiutarli.
Che dire, ho già messo sotto i ferri il seguito . . . quindi presto una nuova recenzione/riassunto dell' avventura

mercoledì 30 gennaio 2013

Ezio auditore - Ultimi anni di eredità



''Quand'ero giovane avevo la libertà ma non la vedevo, avevo il tempo ma non lo sapevo e avevo l'amore ma non lo provavo. Ci sono voluti molti anni per capire il significato di tutti e tre, e ora al tramonto della mia vita questa comprensione si è mutata in appagamento ... amore, libertà e tempo, allora così disponibili, sono il nutrimento che mi permette di andare avanti ... Specialmente l'amore mia cara per te per i nostri figli, per i nostri fratelli e sorelle e per il vasto e magnifico mondo che ci ha dato la vita e che continua a sorprenderci.''