venerdì 16 dicembre 2016

Nel Ventre di una Madre

​Nel ventre di una madre c'erano due bambini. Uno ha chiesto all'altro:

"ci credi in una vita dopo il parto?"

L'altro ha risposto :

"e' chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi". "sciocchezze", Ha detto il primo.

"non c'è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?"

Il secondo ha detto:
"io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora".

Il primo replicò:
"questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione".

Il secondo ha insistito: "beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico".

Il primo ha contestato: "sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post-parto non c'è nient'altro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte".
"beh, io non so", ha detto il secondo, "ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi".

Il primo ha risposto: "Mamma, tu credi davvero a mamma? Questo è ridicolo. Se la mamma c'è, allora, dov'è ora?"

Il secondo ha detto:
"Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere".
Ha detto il primo: "beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste".

Al che il secondo ha risposto: "a volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù".

Fonte: Il Web

mercoledì 27 aprile 2016

Fabio Castro - Noi da Soli un pomeriggio

Vestiti di pelle coperti di lana
Un disco bisbiglia la nostra canzone
La gente sta oltre i vetri appannati
Non è un dì di festa, ma noi simo qui.
La pioggia che picchia sull' ampia vetrata
Repenti bagliori, e ai tuoni lontani
Ti svegli, mi stringi, poi torni a dormir
Non è un dì di festa e noi siamo qui. 
Dai figli e nel mondo torniamo domani
Sussurro aspettando che il sonno mi prenda
Ti svegli mi baci poi torni a dormir
Non è un dì di festa però siamo qui
Le nuvole in cielo han perso ogni scopo
Si apre il sipario di scena le stelle
La luna ci argenta il nido e la pelle
Non è un dì di festa, ma noi siamo qui
Ed era importante che… fosse … così.


Proprietà letteraria: Fabio Castro, da: “è facile amar se d’amor tu vivi” (1984)

 

giovedì 21 aprile 2016

Ago - Bambino


Abbandonarsi al sonno
con le braccia alzate.

Una resa incondizionata
al dolce Morfeo.

Essere travolti dal riso
o dal pianto.

Provare tutta la gioia e tutto il dolore
del mondo.

Essere nel momento.
Completamente immerso nell’attimo
che mai più ritorna.

Nessun prima. Né poi.

giovedì 14 aprile 2016

giovedì 24 marzo 2016

Rievocazione della Passione di Cristo - Canino (Vt)

Come ogni anno, nella comunità Cristiana, viene celebrata la Morte e Resurrezione di Cristo. In molti paese italiani, proprio nel periodo Pasquale, vengono allestiti eventi e manifestazioni al riguardo.
In questo articolo, voglio parlare di una Rievocazione che si realizza in un piccolo paese del nord del Lazio, nello specifico, a Canino (Vt).
Come ormai consuetudine da 10 anni a questa parte, viene organizzata dal'Associazione Culturale e Folcloristica Gabalan, la Rievocazione della passione di Cristo. Questa associazione ha ripreso in mano "la processione" dopo una sosta durata 7 anni.
Ad oggi, siamo alla decima edizione, il corteo che compone la Rievocazione (parlo in termini di figuranti storici) conta 115 persone. Tra questi, troviamo Sacerdoti, Erode, Erodiade, Pilato, Soldati, Ancelle, Apostoli, Popolo e naturalmente Gesù.

Foto realizzata da Alessandro Propeti
Inizialmente, parlo del 2007, il tutto era molto embrionale, con sceneggiature diciamo "improvvisate" e vestiti e atrezzature di scena, quasi completamente affittate. Ad oggi, invece, come in un piccolo puzzle che ogni anno si ingigantisce sempre di più cercando di completarsi, tutto quello che va in scena, dai cavi della corrente, ai vestiti, armi, armature, ecc è stato acquistato, grazie alle donazioni del popolo caninese.
Infatti, l'assiciazione Gabalan, è totalmente no profit e si sorregge sopra a delle fondamenta formate da volontari e persone sempre disposte a "fare" per realizzare, ogni anno, una Rievocazione "migliore".

Locandina dell'evento 2016
L'evento inizia il Venerdi Santo, quest'anno il 25 marzo 2016, solitamente alle ore 21.00 presso il Monastero di San Francesco, per poi percorrere in silenzio (rotto solo dal rumore della catene e dalle preghiere) o quasi, tutto il paese. Il Corteo solitamente effettua due grandi soste, una al campo di calcio della chiesa di Santa Maria della Neve (per il processo) ed una seconda ed ultima sosta, a San Francesco per effettuare la Crocefissione. 
Durante il processo e la crocefissione, viene riprodotto un audio ed i partecipanti recitano e parlano cercando di far rivivere, al pubblico spettatore, quello che i Testi Sacri narrano, riguardo a questa parte finale della vita di Gesù. Ci sono i momenti dove Gesù viene accusato e poi flagellato, fino al momento che viene messo in croce per poi esalare l'ultimo respiro.
L'atmosfera che si rivive durante questa Rievocazione, specialmente in alcuni momenti, durante il processo e la crocefissione, sono veramenti emozionanti e pieni di patos.
Per chi fosse interessato, trovate il sito ufficiale CLICCANDO QUI e l'Associazione Gabalan e tutto il popolo Caninese vi aspetta a CANINO VENERDI 25 APRILE ALLE ORE 21.00.

lunedì 14 marzo 2016

Angelo Ferracuti - Andare Camminare Lavorare


Un libro molto particolare, che tratta di uno spaccato dell'Itali, raccontato dagli occhi dei portalettere. Un libro che tutti dovremmo leggere. Tratto dal ibro:

"Se un occhio potesse osservarli tutti adesso, in questo stesso istante, li vedrebbe contemporaneamente i tanti portalettere italiani, frenetici su giroscale deserti, impettiti in attesa davanti al cancello di una palazzina residenziale, fermi sulle soglie degli appartamenti, a guardare il cielo, le nuvole, dentro le auto di servizio nelle vie di città o negli scooter lanciati sui rettifili, lentamente avanzare a velocità ridotta sulle stradine solitarie di una campagna coi prati verdi e alberi secolari. Da Chamois allo Zen di Palermo, da Milano a Trepalle, da Castelluccio di Norcia alle città d’arte con le piazze medievali assolate fino ai borghi arroccati sui colli, nelle isole di Ponza e Ventotene, sotto il vulcano dell’Etna, mentre sta piovendo, nevica, o il sole cocente accarezza e brucia i corpi, un esercito di queste donne e uomini sta arrivando nelle case di tutti. Come un piccolo esercito di formiche."

martedì 1 marzo 2016

La bella e la Bestia - Il Film

C'era una volta un ricco mercante che un giorno, perde tutte le sue ricchezze in mare e, insieme ai suoi sei figli, si trasferisce in campagna in rovina. Ma un giorno, la fortuna bacia di nuovo la famiglia, e il mercante decide di esaudire i desideri delle sue tre figlie: le maggiori, antipatiche e altezzose vogliono abiti, profumi e scarpe mentre la minore, l'innocente ma testarda Belle, vuole solo una rosa. Il mercante, però, prende la rosa nel giardino di un tetro castello e s'imbatte in una spaventosa Bestia che chiede "una vita per la rosa"; solo la pura Belle, che si sente in colpa per aver chiesto il fiore, si sacrifica al posto del padre: ma invece di ucciderla, la Bestia la tiene prigioniera nel suo regno in un castello circondato da un bosco. Belle non si abbatte e vuole scoprire il passato del suo carceriere ed intanto esplora le dimore della sua prigione. Un passato oscuro e triste, purtroppo, si nasconde nella Bestia: Belle è l'unica che può salvarlo; l'unica che può restituirgli la libertà.

Ma allora che noia direte voi, la storia è identica, invece Gans mescola parecchi elementi innovativi. Sì perchè dà ampio spazio al padre e alle sorelle di Belle e da un lato si svolgono i fatti ormai conosciuti della fiaba, mentre dall'altra troviamo, attraverso dei flash-back, il passato, che racconta come la Bestia è diventata tale. Una tecnica, quella di spiegare per filo e per segno il passato dei personaggi, in voga soprattutto in questi anni, grazie alle rivisitazioni live action delle fiabe e alla serie Tv fiabesca "Once Upon A Time". Una tecnica che attrae gli spettatori come una calamita, almeno a me ha fatto questo effetto! Rimarrete incantati anche per la bellezza dei paesaggi innevati, visionari (come quelli di Tim Burton, infatti il maestoso castello della Bestia assomiglia a quello dove vive "Edward mani di forbice"), dall'atmosfera dark e barocca, dagli effetti speciali stupendi come la realizzazione in motion capture del micione-leone Bestia dagli occhi azzurri (simile a quello del cartone animato Disney), come la realizzazione dei giganti di marmo e dei buffi animaletti che animano il castello! L'unico dubbio l'ho avuto sui costumi: favolosi ma Belle gli cambia così velocemente neanche fosse una valletta del Festival di Sanremo, che non si capisce come faccia ad indossarli da sola, ci vorrebbe l'intera servitù per dargli una mano.
Questa versione de "La Bella e la Bestia" la promuovo con un bel 8, mostra tutte le sfumature dell'amore da quello famigliare a quello romantico, insegna a giudicare qualcuno per quello che è veramente invece di fermarsi all'espetto esteriore, grazie ad una ragazza che spezza l'incantesimo e salva il principe.
Fonte dell'articolo: gattaracinefila

giovedì 18 febbraio 2016

Cattivi vicini

Mac è sposato con Kelly e da poco è nata la loro prima figlia Stella.
Si trasferiscono in una villetta in un quartiere residenziale per vivere una tranquilla vita medio borghese e ci stanno riuscendo, con tutti i problemi connessi dovuti all'arrivo di un figlio piccolo, quando a fianco a loro si stabilisce una confraternita universitaria che esagera in feste e baccanali vari.
Dopo qualche schermaglia per avere un po' di tranquillità e di sonno notturno, si apre una vera e propria guerra senza esclusioni di colpi tra Mac e Kelly da una parte e il capo della confraternita Teddy dall'altra.


Nel quartiere ne rimarrà soltanto uno tra loro: la famiglia o la confraternita?
Nicholas Stoller , il regista di Cattivi vicini , è compagnuccio di merende di Jason Segel e fa parte di tutta quella nidiata artistica uscita dal cantiere di Judd Apatow.
Quindi volgarità a go-go , pesanti allusioni sessuali, comicità scorretta politicamente, qualcosa che inciti alla risata grassa, grassissima insomma.
Ma se dovessimo ritenere Cattivi vicini solo questo , probabilmente si commetterebbe un clamoroso errore di sottovalutazione.
Perché qui il punto cardine del film non sembra il solito stile apatowiano.
Sembra che ci sia qualcosa di più sofisiticato alla base di tutto: c'è una sorta di operazione recupero di due film interpretati da John Belushi nella sua breve carriera e cioè Animal House e I vicini di casa.
Da una parte il modello di festa animalesca in cui si beve fino a spappolarsi il fegato e si fuma fino a che si mandano in pappa le connessioni neurali, dall'altra un'operazione di ribaltamento dei soliti canoni di comicità.
Se nel travagliato film di Avildsen, I vicini di casa, lo scatenato Belushi quasi per scherzo ( la leggenda narra che lui e Dan Aykroyd si fossero scambiati la parte proprio appena prima delle riprese) si ritagliò la parte del nevrotico impiegatuccio grigio come gli abiti che indossava e assolutamente refrattario a emozioni e trasgressioni varie, nel film di Stoller assistiamo a un'operazione di questo genere con il solitamente scatenato Seth Rogen nella parte del padre amorevole, Rose Byrne in quelli della mamma che ha in sè una bella dose di perfidia e Zac Efron in quello del perverso capo della confraternita.
Insomma un'operazione di ribaltamento dei ruoli che di solito vengono assegnati alle stars del cast ma è un ribaltamento che non va fino in fondo perché , tirando le somme, alla fine quello più scatenato di tutti risulta sempre Seth Rogen che sorregge l'intero film sulle spalle con l'ausilio dei due gentili comprimari di cui sopra.
Anche perché non si riesce a scindere totalmente la figura di Zac Efron dal suo passato da star di musical per teen agers e quella di Rose Byrne da anti-eroina un po' sfigatella di di commedie sentimentali, nonostante usino continuamente linguaggio da camionista l'uno, con annesse fumate di sostanze poco legale e ubriacature come se non ci fosse un domani, e nonostante cerchino di apparire molto più moderni e ggiovani l'altra, con risultati non propriamente irresistibili.
Cattivi vicini diverte ma non sfonda il muro del suono della risata grassa: il guaio è che la gag migliore di tutto il film la spara all'inizio, dopo pochi secondi: il tentativo goffo e maldestro di Mac e Kelly di fare sesso con la piccola Stella che si ostina a guardare.
Ecco, se un altro tema voleva toccare questo film è quello della crescita: in fondo Mac rivede se stesso nel più giovane Teddy, almeno dal punto di vista degli eccessi di ogni tipo.
Diciamo che è una versione cresciuta di Teddy,un uomo che si sta affacciando alla maturità ( presunta) che quindi sta tentando di completare l'ultimo step della sua crescita di uomo.
Con risultati alterni ed esilaranti: del resto con i pargoli in casa quanto è difficile ritagliarsi un momento di intimità con il/la proprio/a partner?
Problemi che hanno più o meno tutti i genitori e su cui si cerca di riderci un po' sopra.
Grande successo al box office americano.

mercoledì 17 febbraio 2016

La classifica dei film più belli degli ultimi 25 anni

E’ la banca dati più amata e frequentata da chi ama il cinema e non si perde un’uscita o una news su quello che succede sul grande schermo. Imdb festeggia i suoi primi 25 anni in linea celebrando assieme i film e i suoi lettori riunendo in una top 25 i titoli più amati dal suo pubblico, una super giuria popolare con rappresentanti di ogni età e nazione.


E la classifica parla molto proprio di questo: di quello che (e chi) ama la gente.
Tre i personaggi che emergono come beniamini più o meno inconscii del cinefilo medio, dietro ai 25 titoli: Christopher Nolan, che svetta in prima posizione con Interstellar e conta 4 titoli nei primi 10; Leonardo DiCaprio, l’attore senza Oscar, come l’interprete più amato dal pubblico (assieme a Morgan Freeman, che un Academy Award, però, ce l’ha).
Pochissimi i titoli europei ma i due che spiccano sono uniti dalla delicatezza con cui sanno raccontare il dramma umano usando la forma della commedia e uno di questi è italianissimo  (La vita è bella, di Benigni).
Ecco a voi la lista, anno per anno, dei miglior film

2014: Interstellar
2013: The Wolf of Wall Street
2012: Django Unchained
2011: Quasi amici
2010: Inception
2009: Bastardi senza gloria
2008: Il cavaliere oscuro
2007: Into the Wild – Nelle terre selvagge
2006: The Departed
2005: Batman Begins
2004: Se mi lasci ti cancello
2003: Il signore degli anelli: Il ritorno del re
2002: Il signore degli anelli: le due torri
2001: Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello
2000: Memento
1999: Fight Club
1998: Salvate il soldato Ryan
1997: La vita è bella
1996: Fargo
1995: Seven
1994: Le ali della libertà
1993: Schindler’s List
1992: Le iene
1991: Il silenzio degli innocenti
1990: Quei bravi ragazzi

Fonte: il web

FlashForward


Ennesima serie scoperta per caso, girovagando per l'archivio Infinity/premium Play. e devo dire che è stata una bella sorpresa.
Posso partire con dire che, FlashForward è una serie televisiva statunitense di genere fantascientifico, prodotta e trasmessa da ABC, e basata sul romanzo Avanti nel tempo (Flashforward) dello scrittore canadese Robert J. Sawyer. La trama in breve, è molto intrigante, infatti, il 6 ottobre 2009 tutte le persone in ogni angolo del mondo perdono i sensi per 2 minuti e 17 secondi. In questo periodo di tempo, ognuno vede il proprio futuro in una premonizione (unflashforward, appunto): 2 minuti e 17 secondi del 29 aprile 2010 (o del 30 aprile, a seconda del fuso orario). A Los Angeles, l'agente federale Mark Benford vede se stesso investigare proprio sul flashforward, analizzando i dati raccolti su una grande lavagna, un mosaico di foto, nomi, piste. Nel presente, questo suo ricordo lo aiuterà ad iniziare un'investigazione su cosa ha causato e cos'è stato il flashforward che ha mostrato il futuro a tutto il mondo. Mark, così come i suoi amici, i suoi colleghi e la sua famiglia, deve confrontarsi con la sua premonizione e interrogarsi sulle possibilità che il futuro si avveri o meno.
La serie, è ben fatta, secondo il mio modesto parere, e spesso azzera tutte le convizioni che il telespettatore si crea durante la visione. Ogni episodio, fino a circa il 15° su 22, è sempre spiazzante, finisce conu ncolpo di scena e così via . . . Unica pecca è legata alla chiusura della produzione. Infatti questa serie Tv, è stata chiusa, per calo di ascolti, durante la prima stagione. Infatti, anche se la trama necessita di un seguito . . . purtroppo ci dobbiamo accontentare solo della prima serie . . .che ci lascia con l'amaro in bocca.
Comunque consiglio la visione a tutti gli amanti del genere. Per gli abbonati ad Infinity e Mediaset Premium, la trovate disponibile fino a fine aprile