giovedì 18 febbraio 2016

Cattivi vicini

Mac è sposato con Kelly e da poco è nata la loro prima figlia Stella.
Si trasferiscono in una villetta in un quartiere residenziale per vivere una tranquilla vita medio borghese e ci stanno riuscendo, con tutti i problemi connessi dovuti all'arrivo di un figlio piccolo, quando a fianco a loro si stabilisce una confraternita universitaria che esagera in feste e baccanali vari.
Dopo qualche schermaglia per avere un po' di tranquillità e di sonno notturno, si apre una vera e propria guerra senza esclusioni di colpi tra Mac e Kelly da una parte e il capo della confraternita Teddy dall'altra.


Nel quartiere ne rimarrà soltanto uno tra loro: la famiglia o la confraternita?
Nicholas Stoller , il regista di Cattivi vicini , è compagnuccio di merende di Jason Segel e fa parte di tutta quella nidiata artistica uscita dal cantiere di Judd Apatow.
Quindi volgarità a go-go , pesanti allusioni sessuali, comicità scorretta politicamente, qualcosa che inciti alla risata grassa, grassissima insomma.
Ma se dovessimo ritenere Cattivi vicini solo questo , probabilmente si commetterebbe un clamoroso errore di sottovalutazione.
Perché qui il punto cardine del film non sembra il solito stile apatowiano.
Sembra che ci sia qualcosa di più sofisiticato alla base di tutto: c'è una sorta di operazione recupero di due film interpretati da John Belushi nella sua breve carriera e cioè Animal House e I vicini di casa.
Da una parte il modello di festa animalesca in cui si beve fino a spappolarsi il fegato e si fuma fino a che si mandano in pappa le connessioni neurali, dall'altra un'operazione di ribaltamento dei soliti canoni di comicità.
Se nel travagliato film di Avildsen, I vicini di casa, lo scatenato Belushi quasi per scherzo ( la leggenda narra che lui e Dan Aykroyd si fossero scambiati la parte proprio appena prima delle riprese) si ritagliò la parte del nevrotico impiegatuccio grigio come gli abiti che indossava e assolutamente refrattario a emozioni e trasgressioni varie, nel film di Stoller assistiamo a un'operazione di questo genere con il solitamente scatenato Seth Rogen nella parte del padre amorevole, Rose Byrne in quelli della mamma che ha in sè una bella dose di perfidia e Zac Efron in quello del perverso capo della confraternita.
Insomma un'operazione di ribaltamento dei ruoli che di solito vengono assegnati alle stars del cast ma è un ribaltamento che non va fino in fondo perché , tirando le somme, alla fine quello più scatenato di tutti risulta sempre Seth Rogen che sorregge l'intero film sulle spalle con l'ausilio dei due gentili comprimari di cui sopra.
Anche perché non si riesce a scindere totalmente la figura di Zac Efron dal suo passato da star di musical per teen agers e quella di Rose Byrne da anti-eroina un po' sfigatella di di commedie sentimentali, nonostante usino continuamente linguaggio da camionista l'uno, con annesse fumate di sostanze poco legale e ubriacature come se non ci fosse un domani, e nonostante cerchino di apparire molto più moderni e ggiovani l'altra, con risultati non propriamente irresistibili.
Cattivi vicini diverte ma non sfonda il muro del suono della risata grassa: il guaio è che la gag migliore di tutto il film la spara all'inizio, dopo pochi secondi: il tentativo goffo e maldestro di Mac e Kelly di fare sesso con la piccola Stella che si ostina a guardare.
Ecco, se un altro tema voleva toccare questo film è quello della crescita: in fondo Mac rivede se stesso nel più giovane Teddy, almeno dal punto di vista degli eccessi di ogni tipo.
Diciamo che è una versione cresciuta di Teddy,un uomo che si sta affacciando alla maturità ( presunta) che quindi sta tentando di completare l'ultimo step della sua crescita di uomo.
Con risultati alterni ed esilaranti: del resto con i pargoli in casa quanto è difficile ritagliarsi un momento di intimità con il/la proprio/a partner?
Problemi che hanno più o meno tutti i genitori e su cui si cerca di riderci un po' sopra.
Grande successo al box office americano.

mercoledì 17 febbraio 2016

La classifica dei film più belli degli ultimi 25 anni

E’ la banca dati più amata e frequentata da chi ama il cinema e non si perde un’uscita o una news su quello che succede sul grande schermo. Imdb festeggia i suoi primi 25 anni in linea celebrando assieme i film e i suoi lettori riunendo in una top 25 i titoli più amati dal suo pubblico, una super giuria popolare con rappresentanti di ogni età e nazione.


E la classifica parla molto proprio di questo: di quello che (e chi) ama la gente.
Tre i personaggi che emergono come beniamini più o meno inconscii del cinefilo medio, dietro ai 25 titoli: Christopher Nolan, che svetta in prima posizione con Interstellar e conta 4 titoli nei primi 10; Leonardo DiCaprio, l’attore senza Oscar, come l’interprete più amato dal pubblico (assieme a Morgan Freeman, che un Academy Award, però, ce l’ha).
Pochissimi i titoli europei ma i due che spiccano sono uniti dalla delicatezza con cui sanno raccontare il dramma umano usando la forma della commedia e uno di questi è italianissimo  (La vita è bella, di Benigni).
Ecco a voi la lista, anno per anno, dei miglior film

2014: Interstellar
2013: The Wolf of Wall Street
2012: Django Unchained
2011: Quasi amici
2010: Inception
2009: Bastardi senza gloria
2008: Il cavaliere oscuro
2007: Into the Wild – Nelle terre selvagge
2006: The Departed
2005: Batman Begins
2004: Se mi lasci ti cancello
2003: Il signore degli anelli: Il ritorno del re
2002: Il signore degli anelli: le due torri
2001: Il signore degli anelli: la compagnia dell’anello
2000: Memento
1999: Fight Club
1998: Salvate il soldato Ryan
1997: La vita è bella
1996: Fargo
1995: Seven
1994: Le ali della libertà
1993: Schindler’s List
1992: Le iene
1991: Il silenzio degli innocenti
1990: Quei bravi ragazzi

Fonte: il web

FlashForward


Ennesima serie scoperta per caso, girovagando per l'archivio Infinity/premium Play. e devo dire che è stata una bella sorpresa.
Posso partire con dire che, FlashForward è una serie televisiva statunitense di genere fantascientifico, prodotta e trasmessa da ABC, e basata sul romanzo Avanti nel tempo (Flashforward) dello scrittore canadese Robert J. Sawyer. La trama in breve, è molto intrigante, infatti, il 6 ottobre 2009 tutte le persone in ogni angolo del mondo perdono i sensi per 2 minuti e 17 secondi. In questo periodo di tempo, ognuno vede il proprio futuro in una premonizione (unflashforward, appunto): 2 minuti e 17 secondi del 29 aprile 2010 (o del 30 aprile, a seconda del fuso orario). A Los Angeles, l'agente federale Mark Benford vede se stesso investigare proprio sul flashforward, analizzando i dati raccolti su una grande lavagna, un mosaico di foto, nomi, piste. Nel presente, questo suo ricordo lo aiuterà ad iniziare un'investigazione su cosa ha causato e cos'è stato il flashforward che ha mostrato il futuro a tutto il mondo. Mark, così come i suoi amici, i suoi colleghi e la sua famiglia, deve confrontarsi con la sua premonizione e interrogarsi sulle possibilità che il futuro si avveri o meno.
La serie, è ben fatta, secondo il mio modesto parere, e spesso azzera tutte le convizioni che il telespettatore si crea durante la visione. Ogni episodio, fino a circa il 15° su 22, è sempre spiazzante, finisce conu ncolpo di scena e così via . . . Unica pecca è legata alla chiusura della produzione. Infatti questa serie Tv, è stata chiusa, per calo di ascolti, durante la prima stagione. Infatti, anche se la trama necessita di un seguito . . . purtroppo ci dobbiamo accontentare solo della prima serie . . .che ci lascia con l'amaro in bocca.
Comunque consiglio la visione a tutti gli amanti del genere. Per gli abbonati ad Infinity e Mediaset Premium, la trovate disponibile fino a fine aprile